Trabocco dipinto

Trabocco dipinto su ceramica: simbolo d’Abruzzo

Trabocco dipinto su ceramica è un simbolo d’Abruzzo!

Ciao amici della ceramica artigianale!

Eccomi qui di nuovo, pronto a raccontarvi qualcosa in più su i “simboli” della nostra meravigliosa regione Abruzzo. Questa volta tocca ai Trabocchi, vi parlerò della loro storia e del loro valore culturale. Vi racconterò anche come e perché il Trabocco dipinto su ceramica è diventato un vero simbolo,  uno dei principali souvenir (se così può essere definito), che rappresenta in pieno le bellezze d’Abruzzo.

Come già parlato nel mio precedente articolo sui Paesaggi su ceramica, la rappresentazione del paesaggio naturale già dal XVII secolo è molto presente nell’ arte e soprattutto nella pittura, con lo scopo di far conoscere e valorizzare la bellezza del territorio. Dal XVIII secolo anche i vasai iniziarono a decorare le proprie creazioni con paesaggi, anche se inizialmente erano dipinti in modo elementare e spesso in monocromia. Il paesaggio naturale rappresenta uno dei principali tipi di decorazione che hanno elementi riconoscitivi ben chiari. La funzione comunicativa dell’ambiente rappresentato nel paesaggio, varia a seconda dell’obiettivo perseguito dal decoratore artistico di ceramica, è può essere emozionale, provocatoria ed estetica. Ovviamente l’Abruzzo, grazie alla sua innata  versatilità paesaggistica, suddivisa  tra montagne, colline, pianure,  fiumi, coste, spiagge e mare, vigneti e uliveti è una regione ricchissima di paesaggi! Chiunque arriva in Abruzzo, per qualsiasi motivo e ha modo di visitarla, viene travolto da un uragano di emozioni, impressioni frutto della ricchezza di paesaggi che può offrire a seconda del luogo visitato. Oggi mi voglio dedicare a far rivivere le emozioni vissute di chiunque abbia già visitato la costa dei Trabocchi e voglio suscitare l’interesse di chi ancora non ha mai visto un Trabocco.

Cominciamo con: “Che cosa sono i Trabocchi”?

I trabocchi sono macchine da pesca ovvero costruzioni su palafitte che poggiano sui fondali marini e/o sugli scogli, utilizzati per pescare. La struttura del trabocco viene retta da cavi e travi non completamente collegati tra loro, dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti necessarie per la pesca. Non vi sono trabocchi uguali tra loro, ogni costruzione si differenzia non solo per l’architettura, ma anche per dimensioni e per forma. Nel 1994 la Regione Abruzzo ha emanato una legge, per la promozione e il recupero dei Trabocchi nelle coste abruzzesi, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale.

Trabocco dipinto foto Trabocco abruzzese

Ringrazio Igers Chieti per la splendida foto del Trabocco Le Morge. Mani.

Inoltre, la regione Abruzzo, definita Regione verde d’Europa, gode di una posizione geografica alquanto singolare e strategica. Nei paesaggi abruzzesi si può osservare una spettacolare unione tra  montagna, mare e colline che confluiscono in un unico panorama meraviglioso e indimenticabile. Il paesaggio marino abruzzese è solitamente rappresentato da larghe spiagge con la sabbia color oro e colline ricche di vigne e alberi di ulivo. Solo negli ultimi anni si è riscoperta e valorizzata la bellezza dei luoghi,lungo la costa, dove si possono ammirare queste affascinanti costruzioni: i Trabocchi, che sono entrati a far parte ora del patrimonio monumentale d’Abruzzo e Molise.

Come viene dipinto il Trabocco sulla ceramica?

La costa dei Trabocchi è un paesaggio che per la sua naturale particolarità e unicità è divenuto un vero simbolo della nostra regione, che attraverso l’arte della fotografia, della pittura e anche della ceramica, si diffonde in tutto il mondo. Da fonti certe, ho riscontrato che il Laboratorio Liberati è stato il primissimo a realizzare i piatti in ceramica da muro con il tipico paesaggio marino che ritrae con varie vedute il trabocco, da diversi anni ormai è diventato un motivo decorativo di punta delle Ceramiche Liberati, infatti all’interno dell’esposizione/punto vendita vi è uno spazio interamente dedicato alle ceramiche artistiche Made in Italy dipinte con le diverse varianti e prospettive legate al paesaggio abruzzese dei trabocchi. Le mani, questa volta non sto parlando di me ;-),  esperte dei decoratori artigiani della bottega Liberati realizzano Trabocchi con diverse vedute paesaggistiche, talvolta ritraendo l’unione mare-montagna, mare-scogliera, mare-pianura, nelle diverse stagioni, andando a  raffigurare i vari Trabocchi che si trovano lungo la costa dei trabocchi abruzzesi.

Trabocco dipinto su ceramica Ceramiche LiberatiSolitamente un trabocco su ceramica, essendo il “protagonista” del dipinto viene rappresentato in una posizione centrale del paesaggio marino dipinto, occupando lo spazio maggiore rispetto altri elementi del paesaggio. Il Laboratorio Ceramiche Liberati riproduce i Trabocchi su piatti in ceramica, ovali e mattonelle di diverse dimensioni, piani per tavoli da giardino e per interni, centrotavola, lampade, lampadari ect…la maggioranza dei manufatti viene decorata a mano con la tecnica a pennello, ma viene utilizzata anche la stampa digitale a terzo fuoco per riprodurre l’immagine del Trabocco, al fine di farlo diventare un gadget aziendale e/o souvenir ricercato e d’autore, come ad esempio oggetti di piccole dimensioni: ovali, magneti, mattonelle e piattini che ritraggono  il paesaggio “Trabocco”, questa tecnica di lavorazione permette di abbattere alcuni costi di lavorazione, al fine di poter offrire un souvenir  artigianale raffinato ad un prezzo contenuto.

Rinnovo ai miei lettori l’invito a visitare il Laboratorio Liberati per ammirare la ceramica in tutte le sue forme e in tutti i suoi stili, dal tradizionale al moderno. Ma, visto che parliamo di Trabocchi, per chi ancora non li ha visti dal vivo,  consiglio vivamente di andare ad ammirarne qualcuno e poi a venire nel Laboratorio Liberati per scoprire l’arte ceramica che si ispira a queste meravigliose costruzioni. Intanto vi propongo un brevissimo elenco di alcuni dei manufatti in ceramica realizzati con il decoro Trabocco:

Piatto in ceramica Trabocco, dipinto a mano
Piatto in ceramica da muro, dipinto a mano, trabocco, Ceramiche Liberati

I piatti da muro in ceramica con decoro “Trabocco” vengono realizzati e decorati a mano secondo le migliori tecniche della lavorazione artigianale della ceramica abruzzese. Il paesaggio dipinto rappresenta il tipico paesaggio marino delle coste abruzzesi con la “casetta del pescatore” chiamata appunto il Trabocco. Tutti i piatti in ceramica da arredamento sono dotati del gancio in ferro e sono pronti per essere appesi al muro. Inoltre, al momento dell’acquisto ai manufatti realizzati e decorati a mano viene allegato un Certificato di garanzia a riprova dell’artigianalità della lavorazione. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del Centrotavola con bordo intrecciato decorato a mano con Trabocco abruzzese disponibile all’acquisto online.

Centrotavola in ceramica tradizionale Trabocco dipinto

Centrotavola in ceramica con fasci intrecciata Trabocco abruzzese, Ceramiche LiberatiIl centrotavola è che vi riporto è solo una delle varianti (della forma e del decoro) dei centrotavola classici realizzati dal Laboratorio Liberati. è riccamente lavorato a mano con la fascia intrecciata e dipinto a pennello con il paesaggio marino Trabocco abruzzese. I centrotavola svolgono una funzione decorativa e completano l’arredamento della casa: storicamente i centrotavola in ceramica decorati con il paesaggio sono simbolo di prestiggio e ricchezza della casa fino a diventare un vero cimelio di famiglia da mandare da generazione in generazione. Anche per il centrotavola dipinto a mano viene rilasciato un Certificato di garanzia che attesta l’artigianalità della lavorazione del manufatto nonché la sua provenienza geografica. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del centrotavola in ceramica artigianale dipinto a mano con la tecnica a pennello.

Calamita o magnete da frigo Trabocco dipinto a rilievo

Calamita a rilievo trabocco, dipinto a mano, Ceramiche Liberati

Eccovi un vero souvenir d’autore da regalare e regalarsi come simbolo d’Abruzzo! Le calamite con il dipinto del Trabocco a rilievo che realizza il Laboratorio Liberati sono in ceramica artigianale e dipinti a mano con la tecnica a pennello a colori. Il magnete rappresenta uno dei più famosi paesaggi marini abruzzesi, è unico nel suo genere e firmato Liberati diventa una piccola opera d’arte da ammirare per risvegliare i bellissimi ricordi di una serata al tramonto passata guardando il sole che si nasconde dietro il Trabocco. La calamita è dotata del magnete ad alta tenuta, comodo per lavagne magnetiche, frigorifero, forni o altra superficie metallica. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del magnete da frigo con Trabocco dipinto a rilievo disponibile alla vendita online.

 Ovale in ceramica Trabocco a stampa digitale a fuoco

Ovale in ceramica da muro con trabocco a stampa digitale, Ceramiche Liberati

Il Laboratorio Ceramiche Liberati realizza ovali da muro in ceramica di diverse misure e con tantissimi decori. Gli ovali in ceramica artigianale con la rappresentazione dei Trabocchi abruzzesi a stampa digitale a colori è un souvenir e un elemento di decoro particolare e unico. Il decoro, realizzato con la stampa digitale a fuoco su ceramica, grazie alla cottura a 940°C, permette all’immagine di vetrificarsi rendendola indelebile. L’ovale con il paesaggio marino Trabocco realizzato con la stampa digitale è disponibile in varie misure 7 x 11, 10 x 15, 13 x 20, 19 x 28, 23 x 35 (cm) e, come altri manufatti in ceramica artigianale, può essere personalizzato con altre immagini anche fornite dal committente.

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche dell’ovale in ceramica con Trabocco a stampa digitale disponibile online.

Visto che siamo in tema di “Costa dei Trabocchi”, questo fine settimana dal 2 al 4 giugno 2017 ricorre l’evento annuale Cala Lenta, dove la costa dei trabocchi e il mare, con la loro storia, cultura e gastronomia faranno da protagonisti. La rassegna rientra nel programma legato all’Abruzzo Open Day Summer, ovvero l’appuntamento estivo dove il territorio abruzzese si presenta in tutta la sua bellezza. http://www.calalenta.com

Per oggi è tutto, vi saluto così:

Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare. (In onore di Patrick De Gayardon).

Vostro, Mani.

ceramica artistica

Ceramica artistica e Invasioni Digitali

Ceramica artistica e Invasioni Digitali

Ciao amici della ceramica!
Torno a parlare dell’artigianato e del come il web e la digitalizzazione in generale possono essere di grande aiuto nella promozione della culture e delle tradizioni locali. Come avete potuto leggere dai miei precedenti articoli, il 29 aprile 2017 si è svolta la giornata di Invasioni Digitali presso il Laboratorio Ceramiche Liberati.

L’obiettivo del giovane e ambizioso progetto “Invasioni Digitali” è quello di promuovere e diffondere la cultura, l’arte o più semplicemente la bellezza dei musei, dei siti archeologici, centri storici, botteghe, laboratori, ecc. e condividere tale esperienza attraverso i social network. Con smartphone, macchine fotografiche e videocamere in mano ognuno può partecipare agli eventi di Invasioni Digitali e raccontare la propria esperienza attraverso il web, presentando il patrimonio culturale ed artistico della nostra Italia. L’“Invasione”, chiamata anche urban game, è in grado di fornire una visione differente e collettivamente costruita dei luoghi di cultura, dando loro nuova vita in veste moderna (digitalizzata).

Il progetto partì sei anni fa e già nel 2017 ha raggiunto decine di destinazioni italiane da invadere con un altissimo tasso di coinvolgimento e interazione.

Il laboratorio Ceramiche Liberati, uno dei primi in Abruzzo ad aprire le porte alle Invasioni Digitali, con la propria ceramica artistica è riuscito a stupire e coinvolgere tutti i partecipanti. Ma naturalmente, grazie all’aiuto degli amici della ceramica è stato possibile organizzare e gestire nel migliore dei modi le Invasioni Digitali ;). Prima di tutto voglio ringraziare, da parte del Laboratorio Liberati, il nostro capo invasore Guido Ramini che ha proposto l’invasione e realizzato il programma dalle giornata sul portale ufficiale delle invasioni e sui principali social e ha anche coinvolto alcuni sponsor della giornata: azienda vitivinicola Rabottini – Prodotti di Campagna che ha offerto a tutti i partecipanti il cerasuolo d’abruzzo degustato nella pausa aperitivo. Si tratta di un’azienda abruzzese che nel passaggio generazionale a Massimo Rabottini e consorte, ha investito molto sulla nobilitazione della tradizione di famiglia declinandola al passo con i tempi e nel rispetto della terra. La scelta produttiva è stata quella di mantenere e valorizzare i due vitigni simbolo d’Abruzzo: Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo. Tanto lavoro in vigna, produzione in acciaio quasi spartana e affinamento in bottiglia restituiscono vini sorprendenti dall’interpretazione autentica e personale. Inoltre, si ringrazia il Panificio Dolce Forno di Pennapiedimonte, una piccola azienda a conduzione familiare che da circa dieci anni sforna pane, panini e pizze tutti i giorni e offre una vasta varietà di dolci secchi, biscotti e pan di spagna, tutti prodotti artigianali. La varietà di pane e pizze offerte dall’azienda  ha soddisfatto tutti i palati degli invasori digitali, me compreso.

Siete curiosi di come sia andata la giornata?? Beh, mettetevi comodi!

Appena arrivati in laboratorio gli invitati sono stati accolti dallo Staff con il “grembiule blu” che brevemente hanno spiegato il programma della giornata e consegnavano il gadget realizzato per l’occasione da Ceramiche Liberati: una calamita in ceramica di forma rettangolare con la stampa digitale del Digital Invader ovvero il “mostricciatolo” rosso simbolo dell’iniziativa nazionale. Una volta arrivati tutti i partecipanti, Guido (capoinvasore) ha iniziato a presentare il Laboratorio, lo staff e la produzione; dando il via alle dimostrazioni delle varie fasi di lavorazione che sono iniziate con la ceramica raku. Il Maestro Giuseppe Liberati ha inserito i propri manufatti nel forno raku e lo ha acceso, nel contempo ha spiegato le particolarità di questa meravigliosa tecnica di lavorazione della ceramica. La lavorazione Raku è un processo complesso e affascinante, che permette di ottenere effetti sulla ceramica dalle tonalità spettacolari. Vi consiglio di visionare qualche manufatto realizzato con la tecnica di lavotrazione raku. Una volta infornati tutti i pezzi per la cottura raku, tutti i partecipanti si sono spostati all’interno del laboratorio dove tra gli scaffali ricchi di manufatti, alcuni ancora in argilla, altri in terracotta ed alcuni in fase di lavorazione, ogni artigiano mostrava la propria arte di creare la ceramica. Lorenzo, giovanissimo talento, mostrava l’arte di modellare l’argilla,  amante della scultura crea opere scultoree in ceramica a basso e ad alto rilievo,  nonostante la sua giovane età ha già ottenuto diversi premi e riconoscimenti, tra questi anche la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica. Marta,  giovane ceramista, appassionata della cuerda seca di cui ho parlato nel mio precedente articolo, durante le Invasioni ha mostrato alcuni passaggi della classica decorazione a pennello: smaltatura e decorazione. Inoltre, in occasione dell’evento ha realizzato mattonelle in ceramica decorate con la cuerda seca con i loghi dei social più diffusi: Instagram, Facebook, Google Plus e Twitter. Veramente cool!

Il Maestro Giuseppe Liberati, dopo aver preparato il forno raku con l’aiuto del figlio Lorenzo, si è spostato all’ interno del Laboratorio e ha iniziato la dimostrazione al tornio. I movimenti sembravano quasi magici: prendere una porzione di argilla, batterla con le mani e posizionarla con un movimento deciso sul centro del tornio… vederlo lavorare mi emoziona sempre… con delicati movimenti delle mani, posizionate in modo fermo e in maniera esperta, dare forma ad un manufatto perfettamente simmetrico e un qualcosa da vedere almeno una volta nella vita. Beh, che dire, a vederlo lavorare sembra quasi facile poter creare un manufatto al tornio, sapete quanto ha impiegato a realizzare un vaso alto circa 30 cm con il bordo smerlato…? Esattamente 1 minuto e 40 secondi! Non è fantastico?? Terminata la dimostrazione, il Maestro si è reso disponibile a far sperimentare ai partecipanti il tornio, che hanno avuto la possibilità di provare a creare… Dopo questa esperienza qualcuno ha confessato: “Vedendo lavorare al tornio il Maestro, che con leggerezza e semplicità sovrannaturale ha realizzato un vaso in un minuto e mezzo, ridendo e scherzando… pensavo anche io riuscirci… per me è stata la prima esperienza al tornio e dopo un’ora e mezza  non sono riuscita a fare niente… ho perso le speranze.” Cari amici, l’arte del tornio è un’arte antica, che richiede  talento, ma soprattutto dedizione e passione, costanza e impegno quotidiano. Il maestro Giuseppe ha iniziato a lavorare al tornio da quando aveva 16 anni, oggi è in grado di “capire” come si comporterà l’argilla sul tornio semplicemente toccandola con un dito. Nella sua carriera di artigiano ceramista Giuseppe Liberati al tornio ha realizzato tantissimi oggetti, di diverse forme e dimensioni: a partire da un un vaso di 1 cm di altezza fino ad un piatto di 105 cm di diametro… ma la lista è veramente molto lunga 😉

Durante la mattinata i partecipanti hanno potuto visitare lo spazio espositivo, chi è entrato per la prima volta è rimasto stupefatto, sia per la grandezza circa 500 mq, sia per la varietà di ceramiche proposte, che permettono di accontentare ogni genere e gusto. Tanto per dare un’idea, l’esposizione si divide in una parte dedicata all’oggettistica in ceramica ovvero barattoli, piatti e tutte quelle stoviglie che sono indispensabili in una cucina. Un’altra parte dello spazio espositivo è dedicata alla ceramica artistica tradizionale, dove vengono esposti i manufatti di pregiato valore artistico, rigorosamente realizzati e dipinti a mano, come anfore in ceramica, vasi tradizionali anche di grandi dimensioni, piatti da muro in ceramica dipinti a paesaggio, mattonelle od ovali con scene mitologiche o religiose che prendono spunto dalle grandi opere pittoriche del passato. Un’altra parte dello show-room è dedicata ai manufatti in ceramica realizzati e decorati con la tecnica della cuerda seca da Marta Liberati, in questo angolo si possono trovare anche le sculture in ceramica artistica realizzate da Lorenzo Liberati, come Iron Man, Predator, Totò ect… Un’altra porzione dello spazio dedicato alla ceramica abruzzese del laboratorio Liberati è allestito con le ceramiche decorate con la stampa digitale a fuoco. Questa particolare lavorazione, ovvero la decorazione della ceramica con stampa, permette di produrre sulla superficie della ceramica qualsiasi immagine, logo, scritta, disegno con una stampa ceramica indelebile. La maggior parte di questi manufatti vengono richiesti per la realizzazione di gadget e souvenir personalizzati, ma sempre più spesso anche nella scelta di bomboniere.

Infine, in un angolo quasi nascosto come se fosse un tesoro, c’è l’ingresso che porta nella stanza che tutti chiamano “la stanza di Giuseppe”. Qui sono esposte le opere d’arte in ceramica artistica realizzate in stile moderno e contemporaneo dal maestro Giuseppe liberati. Vi è una tale di varietà di opere da lasciare senza parola, da pannelli e piatti da muro d’arredo casa che colpiscono per la varietà e unicità della gamma cromatica, per passare a centrotavola, bottiglie d’arredo, lampade…. Tra le lavorazioni  di Giuseppe, si possono osservare diverse ceramiche alcune realizzate con la tecnica giapponese raku, altre decorate con la tecnica dei riflessi che permettono di ottenere effetti metallici metallici, oltre opere d’arte frutto della pura sperimentazione e voglia di creare del Maestro.

Mi fermo nella descrizione dell’esposizione perché credo vivamente che per apprezzare la ceramica artistica è importante vederla e apprezzarla con i propri. Intanto vi invito a dare uno sguardo nella Gallery presente sul sito e anche nel Catalogo e-shop per avere una “piccola” idea di tutto quello di cui vi sto raccontando, ovviamente siete tutti invitati a visitare il laboratorio appena possibile. 🙂

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Tornando alla giornata di Invasioni Digitali sono lieto di presentarvi i due vincitori del contest fotografico indetto in occasione nella giornata. Rullo di tamburi…le vincitrici sono Elena Di Paolo su Facebook e Lorella Pomponio su Instagram, viva le donne!!!

argilla-al-tornio-ceramiche-liberati

Vi ricordo che l’obiettivo del “Contest #CeramicheLiberati_ID” era ed è quello di promuovere, diffondere e premiare l’interesse per l’arte e per l’artigianato artistico, nonché la creatività dei giovani  in un’epoca digitale dove tutto è troppo veloce e spesso i valori dell’artigianato vengono persi a causa della “fast-life della rete”. Il fine è quel
lo di valorizzare l’arte, la tradizione e la cultura locale, ovvero promuovere e far conoscere le opere e i manufatti in ceramica artigianale e le loro lavorazioni.

Per concludere vi saluto così:

“Una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d’animo, è più potente di pagine e pagine scritte.” (Isabel Allende)

Vostro Mani.

Decorazione cuerda seca sulla ceramica artigianale

DECORAZIONE CUERDA SECA PER UNA CERAMICA GIOVANILE

Decorazione Cuerda seca per una ceramica giovanile

Benvenuti all’appuntamento settimanale con la ceramica tutta italiana!

Mi chiamo Mani e oramai da qualche mese vi sto raccontando tutto quello che gira intorno il fantastico mondo della ceramica artigianale del Laboratorio Ceramiche Liberati. Questa volta vi presento una tecnica di lavorazione, anzi di decorazione, molto particolare: “cuerda seca” ovvero “corda secca” o anche, come la chiamano gli anglofoni, “dry cord”. I manufatti realizzati con questa tecnica diventano “punti luce” in qualsiasi ambiente, un’esplosione di colori e gioia in grado di strappare un “wow” a chiunque li noti.

La cuerda seca è una delle più antiche tecniche di decorazione della ceramica, ma allo stesso tempo, rivisitata e rielaborata, può diventare una decorazione molto giovanile. I manufatti decorati con questa tecnica si prestano facilmente a diventare dei doni da regalare ai più giovani e agli amanti di stili giovanili, che magari non preferiscono una ceramica classica o tradizionale. Saper apprezzare l’artigianalità e la particolarità delle lavorazione è il primo passo per amare la ceramica! In questo articolo, come avrete già capito, vi parlerò della decorazione “cuerda seca” sia dal punto di vista tecnico sia di quello artistico.

La cuerda seca è una decorazione particolare di origine ispano-moresca utilizzata nel passato per la decorazione delle mattonelle e piastrelle. Il nome della decorazione, in italiano corda secca, deriva dall’utilizzo di una corda impregnata di grasso con la quale veniva costruito il disegno desiderato sulla piastrella. Gli spazi vuoti creati dalla corda venivano riempiti con smalti colorati, finita la decorazione si lasciava asciugare,  per poi proseguire con la seconda cottura durante la quale la corda bruciava, lasciando la traccia libera dallo smalto. Attualmente l’esecuzione della tecnica è stata semplificata e, per definire le cosiddette linee di confine tra gli smalti, al posto della corda o funicella, con un pennello viene applicata una sostanza grassa chiamata “il nero” della corda secca che impedisce agli smalti di sovrapporsi durante la cottura. La tecnica di decorazione viene spesso chiamata anche “decoro a smalti a rilievo” perché in base alla consistenza degli smalti ceramici utilizzati l’effetto finale del disegno sarà più o meno a rilievo.

Nel Laboratorio Ceramiche Liberati questo tipo di decorazione è stato introdotto alcuni anni fa e viene eseguito dalla giovane Marta Liberati, tra le prime ceramiste a lavorare la cuerda seca in Abruzzo. Tutto il decoro a cuerda seca viene realizzato a mano e gli oggetti decorati rientrano nella categoria Linea Fenice proposta da Ceramiche Liberati. Ora vi starete chiedendo il “perchè” hanno deciso di chiamare la linea realizzata con la tecnica della cuerda seca: “Fenice”. Bene nella mitologia la fenice è un uccello sacro del fuoco, noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte, possiede una forza non indifferente ed è un simbolo di forza ed immortalità. La linea fenice nel laboratorio Liberati sta a simboleggiare il rinnovo continuo delle tecniche di lavorazione, che da sempre sono in continua evoluzione, e l’ingresso della seconda generazione degli artigiani della famiglia Liberati: Erika, Marta e Lorenzo come nuova “energia” all’interno del laboratorio di ceramiche italiane.

Oltre ai disegni a mano libera, alcuni dei quali richiamano decorazioni orientali come i Mandala, Marta esegue diversi lavori che riprendono motivi decorativi e ornamentali tradizionali abruzzesi come la Presentosa (gioiello abruzzese per eccellenza). Gli anni di esperienza e l’innato talento di Marta permettono di elaborare decori con la tecnica di decorazione cuerda seca molto complessi anche su superfici piccole, come ciondoli, o forme curve e irregolari, come ad esempio conche o palline per l’albero di Natale. Gli oggetti decorati in cuerda seca hanno uno scopo decorativo e non sono adatti all’uso alimentare, se non specificato diversamente nella scheda descrittiva del prodotto.

In ogni mio articolo, ho sempre paura di essere troppo pignolo nel raccontare la storia e le fasi dell’evoluzione. Dall’altra parte però credo che bisogna, quando è possibile, dare giusti riconoscimenti agli uomini e ai popoli che hanno lavorato, creato e portato a livelli elevati l’arte e l’artigianato della ceramica…ma ho cercato, per quel che posso, di essere breve e chiaro e se avete delle domande, dubbi o richieste scrivetemi nei commenti in fondo alla pagina. Potete anche visitare la pagina Lavorazioni per scoprire alcune delle lavorazioni e decorazioni realizzate dal Laboratorio Ceramiche Liberati.

La decorazione realizzata con la tecnica della cuerda seca permette di ottenere effetti cromatici particolari e ricercati, che grazie all’abbinamento dei colori rendono qualsiasi motivo del decoro unico e indimenticabile. Con questa tecnica gli smalti non vengono sovrapposti, ma abbinati in modo da evidenziare ogni piccolo dettaglio del decoro nel suo complesso. Non vi sono colori preferiti e non esistono regole per abbinare in modo giusto i colori: tutto dipende dall’artista  e da quanto voglia dare rilievo ad un particolare elemento della decorazione.

Con la tecnica della cuerda seca vengono realizzati sia manufatti pezzi unici sia quelli, per così dire, “in serie”, perchè in realtà anche se il decoro viene ripetuto non sarà mai identico, ma bensì simile, dopotutto è proprio questa la bellezza dell’artigianato italiano in perfetto stile “Hand Made in Italy”. La cuerda seca è una tecnica di decorazione della ceramica molto impegnativa, che richiede un’elevata precisione e una notevole manualità, che si acquisisce solo con molta, moltissima pratica. Come anticipato nel Laboratorio Ceramiche Liberati diversi sono i complementi d’arredo decorati con la “cuerda” del tutto unici e non riproducibili, difatti tra i vari lavori presenti in esposizione, Marta ha realizzato anche un piatto da muro del diametro di cm 70, dove sono state impiegate diverse settimane di lavoro, suddivise tra la progettazione del disegno, l’esecuzione dello stesso a mano libera con l’applicazione del nero, fino alla minuziosa apposizione degli smalti. Volevo solo ricordare che i motivi decorativi sono frutto dell’estro creativo di Marta, che trova ispirazione da composizioni di fiori, motivi orientali, che ricordano i mandala, etnici ma anche da elementi che richiamano la tradizione abruzzese, come già anticipato ha realizzato una linea di piatti da muro complementi d’arredo, ma anche dei ciondoli per collane, in ceramica con un decoro che omaggia la Presentosa, famoso gioiello d’Abruzzo. Per chi vuole approfondire la storia e il significato della Presentosa e le particolarità della sua lavorazione/decorazione vi rimando ad un mio precedente articolo Perché regalare una Presentosa. Il decoro Presentosa, visto l’apprezzamento del pubblico, è di sicuro il più riprodotto per quanto riguarda i manufatti della linea Fenice del Laboratorio Liberati. Si possono trovare piatti da muro di diverso diametro, a partire da 12 cm fino ai 40 cm,  in taluni casi la decorazione è impreziosita con oro zecchino “Terzo Fuoco”, ovvero sul manufatto già in maiolica viene applicato l’oro e poi cotto in forno per la terza volta. I piatti in ceramica realizzati con la decorazione cuerda seca “Presentosa” sono molto richiesti anche come bomboniera dagli sposi abruzzesi, ma anche da fuori regione, proprio perché rappresentano sia l’Abruzzo sia il simbolo per antonomasia dell’amore, ovvero il cuore e poi perchè sono semplicemente bellissimi! 😉 Ogni piatto con il decoro Presentosa può essere personalizzato non solo nelle dimensioni, ma anche nell’abbinamento cromatico degli elementi centrali, solitamente il colore rosso dei cuori e il giallo della “stella” che richiama il colore oro (ovvero il materiale originale con il quale viene realizzata la Presentosa in oreficeria) rimangono tali, ma ciò non toglie che si possa cambiare anche la colorazione di questi… magari gli sposi più creativi potrebbero chiedere di realizzare la stella della presentosa in ceramica blu!?! 😉

Alla fine dell’articolo, dopo tutto, vi dico una semplice verità: per apprezzare fino in fondo i manufatti artigianali realizzati con la decorazione cuerda seca bisogna vederli dal vivo con i propri occhi! Ceramiche Liberati ha un’esposizione di 500 mq, aperto al pubblico dal lunedì al sabato, che spazia dalla ceramica tradizionale, a quella più moderna e contemporanea, dalle sculture alla cuerda seca… ce n’è per ogni gusto.

Intanto, per stuzzicare la vostra curiosità, vi allego una galleria fotografica con i magnifici lavori di Marta.

Spero di avervi affascinati e fatti innamorare di questa meravigliosa tecnica di decorazione: la cuerda seca! Per concludere vi dico:

“Per me i colori sono degli esseri viventi, degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo. I colori sono i veri abitanti dello spazio.”
(Yves Klein)

Alla prossima!
Vostro, Mani.

Festa della mamma Mani e argilla Ceramiche Liberati

Festa della mamma “Mani e la sua Argilla”

Festa della mamma “Mani e la sua Argilla”

C’era una volta…

mhm… vi sembra troppo romantico come inizio per l’articolo blog di oggi?!?

Ma la Festa della Mamma è alle porte e ogni volta che penso alla mia divento romantico, dopotutto di mamma ce n’è una sola. Prima di raccontarvi qualcosa in più sulla mia, volevo darvi qualche rapida informazione sulle origini di questa importante festa celebrata in molte parti del mondo, in diverse date.

La Festa della Mamma nasce dall’idea di celebrare la figura della madre, della maternità e dell’influenza sociale delle madri. La ricorrenza non cade in tutto il mondo lo stesso giorno, infatti nella maggior parte degli stati europei, negli Stati Uniti, Giappone e Australia si festeggia la seconda domenica di maggio, nei paesi balcanici invece si è soliti celebrare tale festa l’8 maggio, mentre nei paesi arabi si fa corrispondere la festività con l’equinozio di primavera. Le origini della Festa della Mamma sono antichissime, forse tanto quanto la nostra terra. Non si riesce ad identificare un’origine univoca di questa ricorrenza, infatti già nelle culture politeiste nell’antichità vi erano riti e celebrazioni che osannavano il culto della Madre Terra e delle divinità femminili, legate alla rinascita della natura in primavera. Anche nella cultura Greca e Romana vi era la ricorrenza dedicata alla madre, nel primo caso si celebrava la Dea Rea, che era la madre di tutti gli dei, mentre nell’antica Roma, vi era Cibele che era il simbolo della natura e di tutte le madri. Come potete capire, l’origine della Festa della Mamma si perde nella notte dei tempi.

Festa della mamma Ceramiche liberati

In Italia la ricorrenza è stata introdotta per la prima volta nel 1957 da Don Otello Migliosi, un sacerdote del borgo di Tordibetto ad Assisi, come già detto nel nostro calendario la festa viene celebrata sempre la seconda domenica di maggio.

Dopo questa leggera infarinatura sulle origini, anche perché sul web ci sono varie pagine nelle quali poter approfondire al meglio l’argomento, voglio parlarvi e descrivervi la mia, il suo nome è: Argilla ed è bellissima!!! Non sono di parte ma devo ammettere che è unica,
è la “mamma” più versatile che abbia mai conosciuto ed è magica perché crescendo riesce a trasformarsi diventando sempre più bella e preziosa… Le caratteristiche principali del suo carattere sono l’essere molto plastica e duttile, mentre il suo “corpo” è formato principalmente da un complesso di minerali, dove quello principale è il silicato di alluminio. Da giovane era molto morbida, ma come tutti anche il suo “corpo” è mutato ed in età adulta dopo vari passaggi “creativi” è diventata dura e resistente, così da poter affrontare giorno dopo giorno la vita. La tonalità della sua pelle da giovane era di color grigio, mentre da adulta è diventata rossa, color terracotta. Non stavo scherzando quando vi ho detto che è magica…infatti come avete potuto leggere lei riesce a cambiare colore, ma non finisce qui, è tra le poche al mondo che da adulta diventa più raffinata ed elegante tanto da cambiare anche il suo nome in: Ceramica!

Da buon figlio anche io le sto preparando una sorpresa, sono in compagnia degli artigiani del laboratorio Liberati per prepararle un regalo personalizzato!

E dopo questa presentazione un po’ magica ma comunque veritiera, da appassionato e conoscitore della ceramica artigianale quale sono, per la Festa della mamma vi consiglio di regalare un’esperienza unica nel magico mondo delle ceramiche Liberati: due ore in compagnia degli artigiani per provare le varie tecniche di modellazione dell’argilla. Che dite la riuscirò a stupire?!? Di sicuro anche le vostre mamme potranno essere entusiaste di un regalo così unico ed esclusivo… alla fine un’esperienza è un qualcosa che ti rimane per sempre dentro, un’occasione per provare delle cose mai fatte e i manufatti realizzati dalle vostre mamme potranno essere riportati a casa in ricordo di questa esperienza.

Ceramiche Liberati Festa della mammaPer qualsiasi informazione potete contattare il laboratorio al seguente indirizzo email info@liberati.net, così da poter definire al meglio la vostra esperienza personalizzata da donare in occasione delle Festa della Mamma, ma anche in qualsiasi altra ricorrenza (compleanni, regali di natale, san valentino… ect). Interessati? La Festa della Mamma is coming

Visitate la pagina ufficiale Facebook di Ceramiche Liberati per essere aggiornati sulle attività del Laboratorio.

Per oggi è tutto, ma voglio dirvi un’ultima cosa:

“Non sono mai stato il cocco di mamma, sebbene fossi figlio unico” (Thomas Berger) 😉

Ci sentiamo presto, Vostro Mani.

ceramica made in Italy di Ceramiche Liberati

Ceramica Made in Italy: artigianale e sicura

Ceramica Made in Italy: artigianato e sicurezza alimentare

Salve amici della ceramica!

Oggi vi vorrei parlare di un argomento importante: la nostra salute! In questo articolo scoprirete quali norme devono essere rispettate nella produzione della ceramica destinata ad uso alimentare, ovvero i cosiddetti oggetti “MOCA”, e vi darò qualche consiglio sul come capire se l’oggetto in ceramica è  stato prodotto in modo artigianale. Vi parlerò, inoltre, anche della Certificazione di idoneità degli smalti ceramici…

Le ceramiche artigianali provenienti dal Laboratorio Liberati sono tutte firmate a mano con la scritta “Liberati – Villamagna” sul retro o sul fondo. Tutti gli oggetti prodotti da Ceramiche Liberati sono interamente Made in Italy e sono realizzati con materie prime di altissima qualità e nel rispetto della migliore tradizione della lavorazione artigianale della ceramica.

Il consumatore si trova sempre più sommerso dall’offerta di oggettistica in ceramica da cucina, che spesso viene proposta a prezzi stracciati, per questo motivo occorre essere più che mai informati e consapevoli sulle scelte che si fanno. Piano piano sto diventando esperto anche io, ma ammetto che non è sempre facile riconoscere la ceramica artigianale da quella industriale, quest’ultima spesso di provenienza “Made in China”. Vi darò alcune indicazioni di base per poter valutare e capire se si tratta di un oggetto artigianale e vi suggerirò quali domande sono da fare al venditore per sapere se l’oggetto ceramico è adatto all’uso alimentare, come ad esempio: piatti, vassoi, barattoli, tazze, tazzine, ecc. Come accennavo prima, infatti, con il termine MOCA, che letteralmente significa “materiali e oggetti a contatto con gli alimenti”, vengono definiti tutti i materiali e oggetti che entrano in contatto con gli alimenti, solidi o liquidi, ed è importante sapere che la loro produzione e commercializzazione è disciplinata da norme e provvedimenti sia nazionali sia europei.

I requisiti generali sono regolati dalla norma comunitaria del Regolamento (CE) n. 1935/2004, mentre per ogni tipo di materiale esistono specifiche e disposizioni dettagliate. In breve il regolamento stabilisce che tutti gli oggetti e materiali destinati ad uso alimentare debbano essere prodotti rispettando le buone pratiche di fabbricazione e non trasferire agli alimenti componenti che potrebbero costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari oppure implicare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche. Ma non finisce qui, difatti, al fine di garantire la sicurezza dei MOCA e per favorire la libera circolazione delle merci, nell’Unione europea (UE) sono attivi una serie di requisiti legali e forme di controllo anche riguardo gli imballaggi.

Per quanto riguarda la ceramica, più precisamente quella destinata a entrare in contatto con gli alimenti e che, nel Laboratorio Liberati, viene definita oggettistica per la cucina, la norma più recente fa riferimento alla Direttiva 2005-31 del 30 aprile 2005, recepita in Italia il 30 aprile 2006. La Direttiva in questione non modifica i limiti di cessione di cadmino e piombo stabiliti da ISO 6486 (1999) bensì prevede che gli oggetti in ceramica destinati  al contatto con gli alimenti devono essere accompagnati da una dichiarazione scritta nelle varie fasi di commercializzazione. Questo tipo di dichiarazione può essere richiesta sia al produttore sia al venditore che abbia sede in UE e deve necessariamente contenere le seguenti informazioni:

  • nome e indirizzo dell’impresa che fabbrica l’oggetto di ceramica finito e/o dell’importatore;
  • identità dell’oggetto;
  • data della dichiarazione;
  • attestato che l’oggetto di ceramica soddisfa le norme i materia (Direttiva 84-500 e regolamento 2004-1935).

Per visionare il regolamento completo vi consiglio di visitare il sito ufficiale di Federceramica.

Sulla base del nuovo Regolamento-quadro, sull’oggetto in ceramica che verrà utilizzato a contatto con gli alimenti, deve essere scritto il nome e l’indirizzo del produttore. Inoltre, queste informazioni devono apparire sui materiali o negli imballi, in un’etichetta o bollo applicata sul prodotto oppure in un documento, cosiddetto “cartellino” che si trovi nelle immediate vicinanze del prodotto e che sia chiaramente visibile dal consumatore. In pratica, anche se sul piatto o altro oggetto ceramico MOCA non vi è alcuna indicazione sul produttore stampigliata sul retro, questo può essere commercializzato purché ci sia un cartellino con il nome e l’indirizzo dell’importatore o del venditore in modo da permettere la tranciabilità e la provenienza dell’oggetto.

Cari amici della ceramica, nessuno di noi deve essere esperto di norme e regolamenti, dobbiamo solo sapere che c’è qualcuno (in questo caso il Governo e l’Unione Europea) che pensa a come salvaguardare e tutelare la nostra salute. Nulla toglie però che tutti noi dobbiamo comunque stare attenti nelle nostre scelte (ceramica Made in Italy o importata), sapere che tipo di informazioni e/o conferme chiedere a un produttore (Certificazione di conformità) per acquistare un prodotto di qualità.

Caratteristiche della ceramica Made in Italy artigianale

Vediamo insieme quali sono le principali caratteristiche da valutare nel momento in cui si sceglie la vera ceramica artigianale? La nostra Italia, il clima e la bellezza che da sempre hanno favorito l’espressione artistica in tutte le epoche, continua ad essere una fucina di idee che le sapienti mani degli artigiani trasformano in oggetti e opere d’arte uniche. “L’italianità” è anche espressione della creatività personale, della passione e del talento innato che insieme alle competenze tecniche ed esperienze si trasformano nel vero Made in Italy. Scegliere un prodotto artigianale significa condividere i valori e apprezzare l’impegno con cui vengono pensate e create dagli stessi artigiani che mettono l’anima in ogni loro creazione.

Provenienza della ceramica

La prima cosa su cui informarsi per riconoscere la ceramica artigianale di qualità è la provenienza e soprattutto il nome del produttore, questi sono i primi indicatori necessari per comprendere se la ceramica è stata realizzata in Italia e poter risalire con certezza all’Azienda produttrice è sicuramente una garanzia in più. Se sul cartellino o sul timbro dell’ oggetto non è indicata la provenienza  o il nome del fabbricante, è meglio non fidarsi.

Imperfezioni sullo smalto

Nel laboratorio Liberati cercano di rendere ogni  creazione  perfetta, nonostante la lavorazione manuale! Ma una giusta e seria valutazione della qualità del prodotto consiste anche nell’apprezzare alcune piccole imperfezioni, perché sono indicatori di una lavorazione artigianale della ceramica. Naturalmente se le piccole imperfezioni si trasformano in “grandi imperfezioni” si tratterà di difetti e l’oggetto non dovrebbe essere venduto. La scelta aziendale del laboratorio Liberati difatti, da sempre, è quella di scartare la ceramica c.d. “difettata o fallata” evitando anche di metterla in vendita come seconda scelta.

Odore della ceramica

La ceramica è un materiale inodore, quindi, se durante l’utilizzo sentite un cattivo odore, bisogna evitarne l’uso. Per quanto riguarda le pentole e/o i tegami  di “coccio” si raccomanda di non lavarli mai in lavastoviglie e di non lasciare mai cibi dopo la cottura, come solitamente si fa con le pentole d’acciaio.

Esteticità del decoro

I manufatti in ceramica funzionale realizzati in modo artigianale oltre ad essere oggetti di altissima qualità  sono utili,  raffinati e  adatti ad ogni ambiente. Un vero manufatto artigianale è personalizzabile nella forma (quasi sempre), nel colore (spesso)  e nel decoro (sempre). Gli oggetti realizzati con le materie prime di qualità e destinati a venire a contatto con gli alimenti sono lavabili in lavastoviglie a max 60 gradi, si raccomanda comunque di maneggiarli con cura per evitare che urti accidentali possano sbeccarli.   

Secondo alcuni dati, riferiti alla popolazione italiana e  calcolati per una vita media di 82 anni, passiamo 4 anni della nostra vita a cucinare e 6,5 anni a mangiare. (Anonimo)

A presto!
Vostro, Mani.