Blog sulla ceramica perfetta, il mondo del Laboratorio Ceramiche Liberati

Il magico mondo della ceramica Liberati raccontato in Blog, scritto dal blogger “Mani” e dedicato alle storie, curiosità e novità della ceramica. Eventi artistici dedicati alla ceramica, ceramica Abruzzo raccontata da esperti, opere d’arte in ceramica, ceramica tradizionale italiana, paesaggi dipinti a mano su ceramica, decori classici e moderni su ceramica maiolica, ceramica grès, e molto molto altro raccontato in un blog dedicato. La ceramica abruzzese di qualità viene realizzata da Ceramiche Liberati che con la pluriennale esperienza nel campo della ceramica tradizionale e artistica è in grado di realizzare oggetti in ceramica di designa, opere d’arte in ceramica di alto valore artistico, linee di arredamento in ceramica tutto abbinato, piatti in ceramica raku, piatti in maiolica, piatti in ceramica grès, pannelli in ceramica refrattaria, pannelli in ceramica moderna. Blog di ceramica, storia della ceramica Abruzzo.

Nel Laboratorio Ceramiche Liberati, oltre alle lavorazioni tradizionali e moderne, si realizzano sculture in ceramica modellate a mano, curate nei minimi dettagli. Numerosi sono i monumenti e le opere scultoree compiute negli anni, alcune delle quali esposte in diverse città italiane.

Il Laboratorio artigianale Ceramiche Liberati realizza oggetti in ceramica maiolica italiana a mano con le migliori tecniche di lavorazione della ceramica. La categoria Oggettistica racchiude tutti quelli prodotti in ceramica utili per la vostra casa e che hanno una funzionalità ben precisa all’interno dell’ambiente al quale sono destinati. Alcuni esempi dell’oggettistica sono contenitori in ceramica, bottiglie in ceramica, barattoli in ceramica, vasi in ceramica, piatti in ceramica, servizio tazzine in ceramica, servizio di piatti in ceramica, servizio piatti da frutta per ceramica, servizio piatti per la macedonia in ceramica, piatto da torta in ceramica, rialzino in ceramica, orologio da muro in ceramica, appendino per le chiavi a casetta in ceramica, umidificatore per sifoni in ceramica, oliera in ceramica, servizio sale e pepe in ceramica, centrotavola in ceramica, svuotatasche in ceramica, fruttiera in ceramica, poggiamestolo in ceramica, portaombrelli in ceramica, portadocumenti in ceramica, ciotola in ceramica, portagioie in ceramica, portacandele in ceramica, candelabro in ceramica, portasapone in ceramica, accessori per il bagno in ceramica, specchio con cornice in ceramica, portafoto in ceramica, brocca in ceramica, conca in ceramica, lampadario in ceramica, applique in ceramica, piatti da portata in ceramica, pomelli in ceramica, maniglie in ceramica, ecc… Diversi prodotti realizzati a mano in ceramica per arredamento e completamento casa, personalizzabili per decoro. Difficile se non impossibile descrivere tutte le possibili varianti di decoro che vengono e possono essere realizzate, poiché in diverse occasioni i clienti stessi richiedono decori  personalizzati e in alcuni casi esclusivi. Uno dei decori rappresentativi della regione Abruzzo realizzato dai nostri ceramisti è il Fioraccio abruzzese che raffigura dei fiori selvatici tipici della nostra regione. Tutti i manufatti in ceramica vengono realizzati a mano all’interno del laboratorio Ceramiche Liberati, con metodi artigianali e materiali di elevata qualità adatti ad uso alimentare. Blog che parla di ceramica italiana. 

Laboratorio di ceramica in Abruzzo Ceramiche Liberati

EVOLUZIONE DELLA CERAMICA: impegno creativo e il senso dell’artigianato

EVOLUZIONE DELLA CERAMICA: l’impegno creativo e il senso dell’artigianato nel terzo millennio

Salve amici,

di certo il vostro Mani non poteva non salutarvi prima della fine di questo fantastico anno 2016. Ci conosciamo ancora da poco, ma il nostro sarà un lungo viaggio insieme, alla scoperta delle Ceramiche Liberati e del magico mondo dell’evoluzione della ceramica, come già detto, sono e sarò la vostra “spia” all’interno del laboratorio, imparerete a conoscermi man mano…chissà forse troverò il coraggio di farmi vedere quanto prima…sapete…sono un pò timido!

Il 2016 è stato un anno ricco di soddisfazioni per il laboratorio Liberati, numerose le mostre ed esposizioni di portata nazionale e internazionale, tra questi ricordiamo la mostra internazionale d’arte contemporanea “Art for Peace”, per passare alla partecipazione del giovane Lorenzo (figlio di Giuseppe) al concorso Misericordia indetto dall’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, dove è stato vincitore della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, senza dimenticare l’invito in Canada da parte del Console di Toronto, in occasione dell’Italian National Day – Casa Loma in rappresentanza dell’artigianato italiano di qualità, grazie anche alla stretta collaborazione con “Made in Italy for me”, ed in ultimo ma solo in ordine cronologico la menzione ottenuta nella Galleria delle 100 eccellenze italiane nella categoria relativa alla ceramica, riconoscimento patrocinato dal Consiglio dei Ministri. Non voglio annoiarvi con elenchi tipici della “lista della spesa”, infatti anziché continuare a raccontarvi tutto quello che è accaduto nell’anno, vi annuncio che è stata dura, ma Ceramiche Liberati ha superato brillantemente tutte le prove e ha contribuito ancora una volta all’evoluzione della ceramica, creando nuovi stili e nuove tendenze. Vi propongo un brevissimo video, che vuole essere una raccolta di alcuni dei momenti che raccontano l’intenso anno lavorativo.

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Tra decine di appuntamenti e mille impegni, alla fine sono riuscito anche ad intervistare personalmente il Maestro ceramista Giuseppe Liberati, che con molta modestia e disponibilità ha risposto alle mie domande. Questa è stata la conversazione all’interno del laboratorio dell’artista abruzzese.

Mani: In ogni arte sembra esserci un serbatoio di idee dentro il quale l’artista pesca stimoli e intuizioni per la realizzazione delle proprie opere. Nell’arte della ceramica in generale, e nella tua in particolare, da cosa è data la spinta propulsiva per la creatività?

Giuseppe: Intanto caro Mani, volevo ringraziarti per essere diventato il nostro portavoce, e per il tuo impegno nel diffondere la cultura della ceramica tra gli appassionati e non. Credo che la creatività nasca da sentimenti interiori e innati, che vengono poi influenzati da stimoli esterni. E’ da questo dialettico interscambio tra interno ed esterno che si sviluppa il continuo evolversi di idee e sensazioni, controllati dall’impulso soggettivo dell’artista, nel mio caso specifico dal mio personale impulso, che porta alla realizzazione di un’opera d’arte in ceramica. Insomma, la spinta propulsiva data da quella che i romantici chiamavano, con un termine oggi caduto in disuso, “la vocazione per il proprio mestiere e per la propria arte”.

Mani: Evoluzione della ceramica… anche la ceramica evolve, quali sono le idee innovative in base alle quali progetti e realizzi le tue opere?

Giuseppe: Stare al passo con l’evoluzione implica innanzitutto una buona conoscenza delle tecniche tradizionali della ceramica e di quelle più recenti, poi una conoscenza quanto più approfondita di tutta la storia della ceramica. Ma, sono riuscito nel tempo, e cerco in questo senso di migliorarmi continuamente, nel fondere la ceramica con altri materiali è dovuto proprio a questi due requisiti. Da qui, solitamente, che prende inizio l’evoluzione della ceramica, nei stili e nelle tecniche di lavorazione.

Mani: Ma come convivono nelle tue creazioni forme e contenuti della tradizione con le modificazioni del gusto, che inevitabilmente si formano nel tempo, soprattutto in questa nostra epoca della multimedialità e dell’immagine?

Giuseppe: Non ho mai rinnegato la ricerca e gli studi fatti dai ceramisti del passato. E’ grazie ad essi che a fatica si è formata la nostra cultura e tradizione, nel continuo tentativo di migliorare forme e decori. Ma nelle stesso tempo la ceramica, come ogni forma d’arte che sia veramente autentica, non può essere solo tradizione, ma deve aprirsi al tempo in cui l’opera e ciò che la circonda, si adatti alle esigenze degli uomini che vivono la contemporaneità e che nutrono desideri, bisogni, passioni e quant’altro, diversi da chi li ha preceduti. Per queste ragioni ritengo che la ceramica sia anche e soprattutto, per il vero artista, innovazione e personalizzazione, creativa ed estetica, l’arte pura in continua evoluzione.

Mani: A proposito di critici, appassionati e semplici clienti, come si salda l’elemento estetico-creativo a quello più strettamente commerciale?

Giuseppe: Chi visita il nostro laboratorio avverte subito il fatto che in esso si sono sviluppate parallelamente due linee di manufatti: una più tradizionale e che si rivolge ad un pubblico più ampio e l’altra più creativa e senz’altro più personale. Per quest’ultima non mi sono mai posto seriamente il problema se ci fosse una committenza e un mercato, perché realizzarli appaga me stesso. A distanza di tempo posso comunque affermare con serenità di essere stato molto fortunato, visto che i lavori che creo riscuotono il consenso dei critici, appassionati e clienti. Sono davvero orgoglioso di poter dare il mio contributo artistico all’evoluzione della ceramica.

ManiAppartengono alla tua produzione alcune opere squisitamente estetiche. Mi riferisco in particolare ai monumenti da te realizzati, qual è il messaggio che hai voluto trasmettere con essi?

Giuseppe: La sensazione, o come tu dici il “messaggio”, che ho inteso trasmettere a chi ammira una mia opera, sia esso un monumento, o un altro manufatto di ceramica, è di pace, serenità, uguaglianza, rispetto e gioia di vivere. Sono questi, ritengo, i sentimenti che possono e devono migliorare la vita dell’uomo. E’ partendo da questi concetti che cerco di non dare mai un’immagine ben definita, un significato concluso in se stesso, alle mie opere e ricorro a simboli “atemporali” che tentino di legare il passato al futuro.

Mani: Concludiamo tentando di fare un bilancio della tua esperienza fin qui acquisita. Alla luce del passato quali credi che saranno i traguardi ancora da raggiungere?

Giuseppe: Come più volte ribadito, nel mio mestiere non c’è un punto d’arrivo e prefiggersi dei traguardi significherebbe limitare la creatività. L’unico impegno che ho preso con me stesso è quello di continuare per tutta la vita nel campo dell’arte e della ceramica, cercando di trasmettere agli altri belle sensazioni ed energie positive. Nel bilancio della mia attività, di sicuro una nota positiva come ben sapete è che vi è stato l’ingresso anche dei miei figli che, seguendo le mie orme, stanno cercando di avviare nuovi interessanti progetti ed idee creative, contribuendo così all’evoluzione della ceramica italiana… che scoprirete quanto prima!

Voglio ringraziare nuovamente il Maestro Giuseppe per la sua piena disponibilità, un altro tassello del laboratorio Ceramiche Liberati è stato inserito. Come di consueto voglio concludere con una frase:

Ogni sogno a cui rinunci è un pezzo del tuo futuro che smette di esistere (Steve Jobs).

BUON ANNO A TUTTI VOI!
Vostro, Mani.

Ciaramella in ceramica artigianale, Ceramiche Liberati

MELODIA DEI PASTORI: la prima ciaramella in ceramica!

MELODIA DEI PASTORI: la prima ciaramella in ceramica!

Ciao a tutti, il vostro blogger Mani è tornato!

Con il racconto di oggi vorrei presentarvi un lavoro pensato e studiato per mesi nonché un bellissimo progetto, che io ufficiosamente chiamo “Ceramica per la musica”. Qui da Ceramiche Liberati sono tutti molto creativi, ma il Maestro riesce sempre a stupirci… Indovinate un pò cosa ha realizzato questa volta? La prima Ciaramella in ceramica al mondo firmata dal Maestro Giuseppe Liberati, un vulcano in continua evoluzione che non smette di mai di sorprenderci con le sue idee e creazioni! Per me è davvero un onore essere presente in Laboratorio e poter vedere in anteprima come nascono, continuamente, nuove creazioni. Questa volta ho assistito a tutte le fasi di lavorazione di questo strumento unico al mondo: la Ciaramella in ceramica!

Per chi non conosce questo strumento musicale a fiato, in alcune regioni chiamato anche piffero, posso dirvi che fa parte della famiglia degli oboi, ed è storicamente assimilato alla zampogna. Infatti, per questo motivo viene spesso definito: oboe pastorale.

Tutti sappiamo che le regioni italiane da sempre vengono identificate per determinate caratteristiche distintive come il cibo, la lingua, l’arte e tradizioni regionali. Anche uno dei più piccoli strumenti musicali come la ciaramella, apparentemente sconosciuto, ha una lunga storia e rispecchia una tradizione pastorale secolare diventando anch’essa un elemento regionale distintivo. Tant’è vero che ogni regione ha la sua Ciaramella, che può differenziarsi a secondo degli stili e caratteristiche organologiche diverse, infatti questo particolare piffero può essere definito come una famiglia di strumenti similari, piuttosto che un unico strumento. In diverse zone dell’Italia, a seconda del dialetto, la Ciaramella viene chiamata in diversi modi: cornetta, ciaramedda, totarella, bifara, trombetta, pipìta, cialumbella, ecc. In alcune aree però il termine ciarammelle (Alta Sabina) o cirammeddi (Sicilia e Calabria) potrebbe essere utilizzato per definire la zampogna, proprio perché la zampogna sembra essere nata dall’accostamento di due ciaramelle unite da una riserva d’aria con un otre per rafforzarne il suono.

La prima Ciaramella in ceramica, realizzata artigianalmente da Giuseppe Liberati, Ceramiche Liberati.La Ciaramella, per alcuni uno strumento musicale magico, solitamente è realizzata in legno e decorata a mano con
delle incisioni. Ma il Maestro ceramista Giuseppe Liberati, ha voluto cimentarsi nella realizzazione del primissimo esemplare in ceramica. La principale difficoltà non è da individuarsi solo nella realizzazione, tuttavia molto complessa, ma nel riuscire a dare allo strumento a fiato la giusta intonazione, calcolando alla perfezione la distanza e la grandezza degli otto fori digitali anteriori e di quello posteriore per il pollice della mano sinistra nonché la conicità interna della canna. Oltre alla bellezza della forma e della decorazione, importante è la funzionalità dello strumento che deve essere pulito nel suono e rispettare alcune importanti caratteristiche tecniche. Per la realizzazione della Ciaramella è stata importantissima la collaborazione del Maestro Liberati con il Maestro Mario Canci, musicista diplomato in Flauto Traverso nonché fondatore del portale italiano di musica antica e copromotore della Compagnia abruzzese di musica popolare “Musica Aprutina”, che ha provato e riprovato più volte la ciaramella in ceramica, cercando e trovando la perfezione del suono. Il prototipo è stato realizzato con metodi artigianali, dove l’abilità manuale del Maestro Giuseppe e la sua spiccata creatività unita alla genialità, hanno giocato un ruolo fondamentale. La sua consolidata esperienza nel settore della ceramica  gli permettono di modellare qualsiasi forma, utilizzando diverse tecniche di lavorazione: modellazione plastica con argilla, realizzazione di modelli e prototipi in gesso. Ho visto tutto con i miei occhi e tanto per darvi un’idea del lungo lavoro impiegato per realizzarla, posso testimoniare tutto il processo della realizzazione della Ciaramella in ceramica, vi elenco le fasi di lavorazione:

  1. progettazione (presa di misure e scelta del materiale);
  2. creazione prototipo modellato a mano;
  3. rifinitura del prototipo al tornio;
  4. presa misure;
  5. realizzazione dello stampo in gesso;
  6. lavorazione dello stampo;
  7. colaggio;
  8. rifinitura della ciaramella a mano sul tornio;
  9. prima cottura;
  10. smaltatura e decorazione a mano;
  11. seconda cottura;
  12. prove pratiche.

Adesso anche voi sapete quanto lavoro, esperienza e pazienza ci sono voluti per realizzare la prima Ciaramella in ceramica, uno strumento apparentemente semplice, dalle linee simmetriche e dall’eleganza unica. Mi hanno chiesto di non pubblicare le foto della Ciaramella in ceramica finita, perché il 18 dicembre 2016 (alle 18:00 presso il Teatro Cinema Garden di Guardiagrele (Ch) Abruzzo – Italia) ci sarà un evento dedicato alla sua presentazione e io da bravo blogger aspetterò. La serata, a cui siete tutti invitati, dedicata alla prima Ciaramella o Piffero al mondo, realizzata interamente in ceramica dal Maestro Giuseppe Liberati è stata organizzata in collaborazione e supporto dall’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese. Durante la presentazione interverranno l’Assessore della Regione Abruzzo Silvio Paolucci, il Sindaco di guardiagrele Avv. Simone Dal Pozzo, il Presidente dell’Ente Mostra Prof. Gianfranco Marsibilio, il Maestro Vito Giovannelli, il Presidente dell’Istituzione del Palazzo Farnese di Ortona Aldo D’Anastasio, il Presidente dell’Ass.ne Amici della musica Nicola Rosica. Inoltre, durante l’evento si esibiranno, “Il Duo tradizionale” composto da Mario Canci che si esibirà con la Ciaramella in ceramica e Canto Giuliano Angelozzi alla Zampogna.

Se vi siete incuriositi vi invito a visitare la pagina FB dedicata all’evento, creata da Ceramiche Liberati, dove potete ammirare già diverse foto in anteprima, scattate durante le fasi di lavorazione della Ciaramella in ceramica e dove verranno pubblicate le foto e i video in diretta dall’Evento.

Cari lettori, ve lo dico sinceramente, sono rimasto davvero impressionato dal lavoro che è stato fatto e da quanta precisione, pazienza, abilità… sono necessari per realizzare uno strumento musicale così piccolo come la Ciaramella, all’inizio tutto sembra più facile. Voglio concludere dicendo che, alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono: “Perché”. Il Maestro Giuseppe Liberati sogna continuamente nuove creazioni in ceramica e dice: Perché no?.

Beh, a questo punto non siete curiosi di vederla e di sentire i suoni e le melodie della ciaramella in ceramica! Intanto, aspettando l’evento di presentazione, vado ad esercitarmi a suonare il prototipo che ho rubato, vabbè preso in prestito 😉 dal Maestro… ma non ditelo a nessuno! 

Vostro, Mani.

Pallina di Natale tricolore in ceramica "Italia", fatto a mano, Ceramiche Liberati

DECORAZIONI NATALIZIE: quando nasce l’Albero di Natale?

DECORAZIONI NATALIZIE: quando nasce l’Albero di Natale?

Salve a tutti,

come di consueto torna l’appuntamento settimanale con le mie storie, che ruotano attorno il  fantastico mondo della ceramica e non solo. Per chi ha il piacere di conoscermi solo ora, il mio nome è “Mani”, non ancora ho rivelato il mio aspetto… ma chi lo sa, forse presto lo conoscerete!

Vi ho raccontato già qualcosina sulla storia del Laboratorio Ceramiche Liberati, ma ho tanto ancora da dirvi e forse non finirò mai di stupirvi… ma considerato il periodo, oggi mi piacerebbe condividere con voi argomenti natalizi, sopratutto parlarvi delle decorazioni natalizie!

Albero di Natale con palline in ceramica di Ceramiche Liberati

Torniamo a noi, di sicuro in Italia e nei paesi cristiani, l’usanza legata all’Albero di Natale è una tradizione proveniente dalla cultura pagana, anche se oggi è stata accettata persino dalla Chiesa, tant’è che in Piazza San Pietro, in Vaticano, ogni anno viene allestito un abete di svariati metri, spesso addobbato con palline di ceramica decorate.

Tornando all’origine della tradizione dell’albero di Natale, in molti datano la nascita dell’usanza al 1441, quando a Tallin, in Estonia in piazza Municipio, fu innalzato un abete, intorno al quale insieme danzavano le donne e gli uomini, alla ricerca dell’anima gemella.

Mentre nel 1570, in Germania, per la precisione a Brema, si racconta di un albero che veniva addobbato, con fiori di carta, frutta secca, mele, datteri, marzapane. Anche la Lettonia, per la precisione la città di Riga, è tra le località che rivendica il primato della tradizione per antonomasia del Natale, di fatti nella città vi è un targa scritta in otto lingue, che data il primo albero addobbato con decorazioni natalizie al 1510. In ultimo, anche in Alsazia, la cronaca di Strasburgo nel 1605 riporta di come per Natale gli abitanti portavano in casa gli abeti, per arricchirli con varie decorazioni natalizie, come frutta, decori di carta, noci, zucchero. Mentre in Italia il primo albero di Natale, viene fatto risalire alla seconda metà dell’Ottocento, quando alla regina Margherita piacque tanto da farne realizzare uno al Quirinale. Da quel momento la diffusione in tutto il Paese fu molto rapida.

Arriviamo ai giorni nostri con la diffusione massiccia e capillare di questa tradizione natalizia, l’Albero è diventato un vero e proprio simbolo del Natale. Oggi al tradizionale abete, si possono trovare svariate alternative di “alberi” con infinite varianti di decorazioni natalizie. Le usanze tradizionali di adornarlo con candele, frutta secca, biscotti e decorazioni in pasta di sale o marzapane da appendere all’albero, sono state sostituite da luci elettriche musicali, palline dalle forme più elaborate, neve artificiale, festoni, fili perlati e puntali o stelle comete in cima, dando vita ad una competizione planetaria per sfoggiare gli alberi di Natale più belli e originali! 

Ho fatto un giro nel laboratorio Ceramiche Liberati, ho notato che sono innumerevoli le decorazioni natalizie in ceramica realizzate artigianalmente, che propongono: palline di Natale in ceramica di diverse forme e dimensioni, pendenti per albero, abat jour ad albero, presepi… di varie dimensioni, decori, traforature, anche con loghi ed immagini stampati con la tecnica della decalcomania a fuoco ovvero fotoceramica… e ho assistito personalmente (anche se loro non mi vedono, perché sono ben nascosto tra  gli innumerevoli scaffali 😉 ) alla creazione dei manufatti natalizi in ceramica. All’inizio avevo visto l’esposizione e già da li ho notato che nonostante la ceramica sia un materiale pesante le palline e le sfere, anche di grande dimensione, erano leggere. Infatti, ho iniziato a indagare e sbirciando nel reparto di produzione, ho visto come vengono create queste piccole opere d’arte che noi chiamiamo decorazioni natalizie! Ma lo sapevate che per realizzare le palline, viene utilizzata la tecnica del colaggio? Ovvero si realizzano in gesso gli stampi delle palline, che successivamente vengono riempiti con argilla liquida, detta appunto colaggio. Dopo diversi minuti o anche ore (a seconda dell’oggetto da realizzare) lo stampo che ha assorbito la giusta consistenza di argilla, forma sulle pareti interne uno spessore, necessario per dare la forma all’oggetto, a questo punto l’argilla liquida in eccesso viene svuotata, e una volta asciutta per bene la forma verrà estratta dallo stampo. Ma attenzione… non finisce qui! La pallina di natale in argilla una volta essiccata, viene rifinita e spugnata manualmente, poi riposta nel forno e cotta ad una temperatura di circa 1010°C, diventa così una pallina di natale in terracotta. Ora vi starete chiedendo: Cosa bisogna fare per vedersi la pallina in ceramica pronta per essere appesa al proprio Albero di Natale”? Bene, mi fa piacere sapere che avete questa curiosità!!! La nostra pallina di natale, viene smaltata, fatta asciugare alcune ore e poi attentamente decorata a mano. Terminata la decorazione viene nuovamente riposta in forno, per l’ultima cottura prevista ad una temperatura di circa 940°C, che permette allo smalto e ai colori di fondere e “trasformare” l’iniziale pallina in argilla, in una magnifica pallina in ceramica maiolica italiana. Il laboratorio Ceramiche Liberati, sempre attento alle tendenze, ogni anno crea, oltre alle classiche decorazioni natalizie in ceramica così amate da tutti, anche palline con decori particolari come oro, platino, lustri metallici o in ceramica bianca accuratamente traforata a mano. 

Ho visto con i miei occhi tutto l’impegno che c’è dietro ogni manufatto, dal più piccolo al più grande viene curato nei minimi particolari, spesso tutto il lavoro che si cela dietro ogni “oggetto” non viene compreso e certe volte è talvolta sminuito, ma ogni prodotto realizzato artigianalmente ha una storia da raccontare, dove la sinergia tra le mani, gli occhi e il cuore lo rendono unico.

È ufficialmente iniziato il periodo della scelta frenetica dei regali! Se dovete scegliere un dono, ma non riuscite a trovare nulla che vi piace realmente… come “Mani” vi dò la soluzione: venite a visitare il Laboratorio Ceramiche Liberati! Dove tutti gli indecisi riusciranno a trovare il regalo giusto, soddisfano anche richieste più bislacche!

Per oggi termino qui, vi auguro di cuore una buona Immacolata Concezione!

Vostro, Mani.

Bottega Liberati 1983 foto di repertorio

Laboratorio di ceramica: “Un pizzico di follia vale più della sapienza”

LABORATORIO DI CERAMICA: “Un pizzico di follia vale più della sapienza”

Come promesso sono tornato, mi presento di nuovo, per quelli che non hanno avuto ancora il piacere di conoscermi, sono “Mani” e come già detto sarò il vostro compagno di viaggio alla scoperta del magnifico Mondo della Ceramica!

La scorsa volta vi ho raccontato di come e dove inizia la storia della ceramica in Abruzzo, partendo dal Gran Sasso con la nota Castelli, passando per la Majella con la piccola Rapino fino ad arrivare a Villamagna, paese dove nel 1980 aprì il laboratorio di ceramica il Maestro Giuseppe Liberati, divenuto oggi un vero e proprio Maestro nell’arte della ceramica. L’inizio non fu semplice, ma Giuseppe da sempre caparbio e grintoso, grazie al sostegno della moglie Assunta, non ha mai smesso di rincorrere il suo sogno, che oggi può contare anche sull’impegno e dedizione della II generazione della sua famiglia.

Come già raccontato, Giuseppe maturò la convinzione che avrebbe vissuto di e per l’artigianato e l’arte nel campo della ceramica, durante il periodo scolastico. Proprio in occasione degli esami di maturità, nel 1978, espresse la sua intenzione: aprire un proprio laboratorio di ceramica. Fermo e convinto di questa decisione, rese partecipe il suo insegnante Bozzelli, che vedendo il carico di entusiasmo e di sana “follia” nel suo ex-allievo, decise di mettere a disposizione il suo sapere e la sua esperienza. Giuseppe consapevole che i cinque anni di scuola non fossero sufficienti per avviare un’attività così complessa, chiese a diverse botteghe di ceramisti abruzzesi di poter lavorare gratuitamente per loro per poter fare esperienza, ma nessuno fu disposto ad accoglierlo, perché Giuseppe non nascondeva l’intenzione di aprire un proprio laboratorio di ceramica. Ma nonostante ciò, decise di non demordere e andò avanti per la sua strada, grazie anche al supporto del suo insegnante Prof. Bozzelli, che gli permise di poter frequentare, presso l’Istituto d’Arte di Chieti “Nicola Da Guardiagrele”, un altro anno di laboratorio per perfezionare la lavorazione della foggiatura al tornio.

Arriviamo così al fatidico marzo del 1980, quando Giuseppe finalmente riesce nell’impresa e inaugura il suo primo laboratorio di ceramica di 70 mq nella casa paterna, anche contro l’iniziale volontà del padre, che non accettò la scelta del figlio di dedicarsi ad un mestiere così “particolare”, specie in un paese come Villamagna (Ch), non di certo vocato alla ceramica. Da subito Giuseppe stabilì che ogni pezzo sarebbe stato realizzato a mano con manodopera qualificata, che avrebbe formato sotto la sua guida attenta e scrupolosa. Molti dei suoi collaboratori, tirocinanti e corsisti, che hanno imparato l’arte della ceramica nel Laboratorio Ceramiche Liberati, con il tempo hanno avviato delle attività in proprio, facendo rinascere nella Provincia di Chieti e non solo, diverse botteghe, in paesi come Rapino, Guardiagrele, ect. Come “Mani” mi sento di poter affermare che Giuseppe, come maestro ceramista, ha contribuito alla rinascita e diffusione di tante piccole realtà artigiane in Abruzzo. Forte della sua esperienza negativa, di vedersi rifiutato come apprendista nelle botteghe abruzzesi, decise che non avrebbe fatto rivivere tale situazione ai giovani ambiziosi che volevano e vogliono avvicinarsi a questo affascinate, ma tanto complesso, mestiere. Giuseppe, infatti, si è sempre distinto per la sua disponibilità verso coloro che hanno deciso di avvicinarsi a questo mondo lavorativo, anche perché non si è mai preoccupato della produzione degli altri ceramisti, come lui stesso afferma: “il bello di questo mestiere è che non c’è limite alla creatività ed è possibile diversificare la produzione anche all’interno della stessa azienda.” Già da diversi anni, inoltre, periodicamente all’interno del laboratorio di ceramica Liberati, vengono organizzati corsi di ceramica che spaziano dalla foggiatura alla decorazione, workshop raku a cui possono partecipare veramente tutti, professionisti e appassionati, senza limiti di età.

Fin dall’avvio del Laboratorio di ceramica Liberati l’idea aziendale è basata su alcune regole ben precise, una delle quali è che tradizione e innovazione devono convivere armoniosamente, rivolgendo una particolare attenzione allo studio delle forme, dei colori e dei decori, per far sì che ogni singolo manufatto artigianale in ceramica, possa contraddistinguersi per l’elevato spessore artistico. Da sempre, la sperimentazione ha occupato un ruolo fondamentale, che oggi, ancor più che in passato, è costantemente presente nel laboratorio Ceramiche Liberati, diventando parte integrante e fondamentale della “filosofia aziendale”.

Sin dai primi anni di attività, diversi artisti abruzzesi affermati, percepirono che Giuseppe Liberati era molto più che un abile artigiano, in lui spiccava una forte vocazione e sensibilità per l’arte, con un’innata inclinazione per l’arte moderna e contemporanea.

Con il nuovo millennio Giuseppe avvia un nuovo ciclo artistico, inizia a mettere in pratica tutto ciò che ha sperimentato e imparato in passato. Realizza delle vere e proprie opere d’arte in ceramica in stile moderno e contemporaneo, utilizzando argille e smalti di propria composizione e ricorre a tecniche di lavorazione molto particolari, come quella della ceramica raku e dei riflessi ceramici. Già nel 2006 la Regione Abruzzo organizza nel Palazzo dell’Emiciclo de L’Aquila una Mostra personale a lui dedicata denominata “Sentimenti”. L’evento riscuote un grande successo e fu proprio in tale occasione che il suo Maestro Bozzelli, nonché padre artistico, gli passò simbolicamente lo “scettro” con queste testuali parole: “ora posso dire che mi hai superato”.

Molte sono le occasioni in cui il Laboratorio di ceramica artistica e artigianale Ceramiche Liberati è stato chiamato a rappresentare la ceramica abruzzese, ma per questo vi lascio alla lettura del Curriculum.

Laboratorio di ceramica in Abruzzo Ceramiche Liberati

Laboratorio di ceramica artistica e artigianale Ceramiche Liberati, Villamagna, (CH) Abruzzo.

Tutto quello di cui vi ho parlato oggi è un brevissimo riassunto di racconti e fatti condivisi da familiari e amici, alcuni cenni li ho ripresi anche da libri e cataloghi che parlano del Laboratorio di ceramica Liberati.

Ho avuto il piacere di incontrare personalmente il Maestro Giuseppe Liberati… ed è emozionante ascoltarlo mentre racconta la sua storia! Chi lo conosce lo sa, ma se non avete ancora avuto modo di incontrarlo, venite in Laboratorio e tra una tazza di caffè, un giro sul tornio, pennelli, colori… avrete occasione di scoprire la ceramica come non l’avete mai vista! Ogni manufatto, ogni opera… tutto nel Laboratorio Liberati ha qualcosa da raccontare e ispirare, ancor più perché cariche di fascino e personalità dell’uomo che ha rischiato tutto per seguire il proprio sogno! Oggi il Laboratorio Ceramiche Liberati è uno dei più grandi laboratori di ceramica artigianale, tutta italiana, che tra la laboratorio e ed esposizione conta circa 1200 mq di spazio fisico, Giuseppe ama sottolineare che non ha mai beneficiato di alcun contributo pubblico per realizzarlo!

Mi fermo qui, ma prima di salutarvi vorrei concludere con questa frase: per riuscire nel mondo, prendete bene in considerazione queste tre massime: “vedere, è sapere; volere, è potere; osare, è avere” (Alfred de Musset).

Credete nei vostri sogni, sempre!
Vostro, Mani.

Ceramica Abruzzo foto repertorio Ceramiche Liberati

CERAMICA ABRUZZO: dal Gran Sasso alla Maiella

CERAMICA ABRUZZO: dal Gran Sasso alla Maiella

Salve a tutti!

Mi presento, sono “Mani” e sarò la vostra guida personale nel magico mondo della ceramica. Ho tantissimo da raccontare: storie, esperienze, curiosità, successi e non solo del Laboratorio Ceramiche Liberati. Insomma, tutto sulla ceramica, dall’argilla, alle lavorazioni, alle tecniche tradizionali e alle creazioni moderne e contemporanee della ceramica. Il mio blog inizia oggi, ma la storia del Laboratorio Liberati inizia negli anni ‘80 e di cose da raccontare ne ho molte…

Sono infiniti gli argomenti da cui potrei iniziare per farvi scoprire l’universo alchemico delle ceramiche Liberati, ma ho pensato che era giusto partire con il racconto della storia della ceramica Abruzzo nelle principali località, di come questa si è evoluta dagli albori ad oggi.  Sono due le province che si possono distinguere per il trascorso legato alla storia della ceramica: quella di Teramo con la nota Castelli sotto le pendici del versante appenninico del Gran Sasso e quella di Chieti legata alla tradizione ceramista di Rapino, nata alle falde del massiccio della Majella, che grazie alla natura ricca di acqua ed argilla ha favorito la nascita delle botteghe di ceramica. La storia della ceramica proveniente dalla provincia di Chieti è generalmente meno nota, ma su essa mi soffermerò maggiormente perché è proprio da  quì, più precisamente da Rapino, che prenderà ispirazione Giuseppe Liberati.

Castelli ha origini antichissime; il primo maestro bottegaio fu Orazio Pompei, conosciuto come il “Magister”, che nel 1500 aprì la prima bottega di maioliche abruzzesi. A questo seguì intorno al 1650 il famoso Francesco Grue, che si distinse per le sue meravigliose decorazioni barocche su maiolica. A Rapino, invece, la storia dell’attività ceramica è legata alla Bottega Bozzelli, nata nel lontano 1816, è diventata così la prima attività ceramica della provincia di Chieti, quando Raffaele Bozzelli senjor decise di avviare il suo laboratorio di maioliche; ed è grazie al suo lavoro che a distanza di anni nacquero altri laboratori di ceramica artigianale abruzzese, alcuni dei quali avevano lavorato come apprendisti nella sua bottega, tra questi Cappelletti, Bontempo e Vitacolonna ecc.

Nella provincia teatina, la tradizione e diffusione della lavorazione delle maioliche italiane, è legata principalmente alla famiglia Bozzelli, una famiglia di ceramisti, dal cui laboratorio hanno attinto anche alcuni dei grandi artisti del nostro Abruzzo, come Basilio Cascella, che scelse tale bottega per imparare l’arte della ceramica, fu proprio in tale occasione che iniziò a dipingere su manufatti smaltati.

L’ultimo ceramista abruzzese della famiglia Bozzelli fu Luigi junior, che diede vita nel 1947, al primo corso di “Addestramento per ceramisti” sotto il nome di “Bottega d’Arte e Scuola di Ceramica” e nel 1952 fu tra i fondatori dell’Istituto Statale d’Arte “Nicola da Guardiagrele” di Chieti, con due corsi quello per l’Arte Ceramica e quello per l’Arte del Mobile. L’impegno e la dedizione per l’importante progetto intrapreso con l’Istituto d’Arte non gli permise di continuare con l’attività di ceramista nella Bottega di famiglia, così nel 1959, la Fabbrica Bozzelli a Rapino chiuse. Il Prof. e Maestro Luigi, ha comunque continuato le sue ricerche e innovazioni nel campo della ceramica mettendo sempre a disposizione degli altri il proprio sapere, dando così la possibilità ai suoi giovani di imparare e crescere riuscendo a trasmettere i segreti di un mestiere, quello del ceramista, tanto affascinante quanto difficile. L’opportunità che qualcuno potesse ereditare e proseguire la sua attività arrivò quando, in occasione degli esami di Stato del 1978, il maturando Giuseppe Liberati espresse la volontà di aprire un laboratorio di ceramica, rivolgendosi in particolare al suo Professore. Colpito dalla determinazione e dall’entusiasmo del suo allievo, Luigi incoraggiò il giovane sostenendolo in ogni modo e soprattutto mettendo a disposizione tutta la sua lunga e profonda esperienza. Avviata l’attività della Fabbrica Liberati a Villamagna (CH), nel 1980, tra il Maestro Luigi e l’allievo Giuseppe inizia una collaborazione di elevato spessore culturale e umano, che vede la creazione di manufatti in ceramica tecnicamente ed esteticamente preziosi, in stile moderno e contemporaneo. Nel laboratorio di Ceramiche Liberati, dove lo stesso allievo Giuseppe diventa un vero Maestro dell’arte della ceramica contemporanea e non solo, il Prof. e Maestro Luigi Bozzelli, negli ultimi anni di attività, continua a sperimentare nuove tecniche e forme.  Come afferma lo stesso Prof. e Maestro Luigi Bozzelli, la secolare tradizione della sua fabbrica di ceramica continua con successo in quella del suo ex-allievo Giuseppe Liberati: “è come un percorso storico che da Rapino arriva a Villamagna”, il suo Maestro continua sottolineando come in Giuseppe l’acume e l’ingegno che, unitamente alle indubbie doti artistiche, gli hanno permesso di realizzare una produzione di altissimo livello e di ottenere quell’ampio consenso di pubblico e critica riscontrabile nelle innumerevoli e continue commissioni che arrivano da ogni parte d’Italia e molti paesi esteri. Giuseppe, come ha affermato il suo Maestro e non solo, ha la capacità di spaziare dall’oggettistica tradizionale a quella più artistica, il frutto del suo estro e creatività unite alle abilità tecniche gli permettono di creare opere scultoree, del tutto innovative e contemporanee.

Tornando alla storia della Bottega Bozzelli e in particolare al Prof. Luigi questo si è distinto, come si è potuto comprendere, per le straordinarie doti professionali unite ad una grande e onestà umanità. Il suo intenso lavoro di ceramista meriterebbe maggior attenzione da parte degli studiosi di questo settore, come del resto più attenzione merita la gloriosa attività della sua famiglia. Un percorso di lavoro e di vita, trasmesso fino ai giorni nostri grazie al simbolico “passaggio di testimone” che Luigi Bozzelli con ingegno, passione, fiducia e generosità ha consegnato a Giuseppe Liberati che passo dopo passo, grazie al sostegno continuo della moglie Assunta che lo affianca da sempre nell’attività e ai figli Erika, Marta e Lorenzo, ha trasformato la “piccola bottega” in una grande realtà che è in grado di rappresentare l’eccellenza della ceramica abruzzese nel mondo.

Per oggi il racconto “Ceramica Abruzzo: dal Gran Sasso alla Maiella” finisce qui… mi raccomando rimanete collegati, anche perché, non siete curiosi di conoscermi meglio? D’altronde per ora ho rivelato solo il mio nome… MANI.  

Io sarò i vostri occhi e le vostre orecchie nel Laboratorio Ceramiche Liberati e man mano vi racconterò tutto quello che succede qui. Se già avete qualunque domanda sulla ceramica potete scrivermi qui sotto e vi risponderò con piacere e in modo chiaro. A presto! 😉

Ceramiche Liberati video presentazione

Ceramiche Liberati video presentazione del Laboratorio per l’Evento “Italian Traditional Day” – Castello Casa Loma di Toronto, Canada. Scelti tra gli artigiani italiani che rappresenteranno il Made in Italy in occasione della festa tutta italiana.

 

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