Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica artigianale_Ceramiche Liberati

Strumenti musicali natalizi: zampogne e ciaramelle in ceramica

Strumenti musicali natalizi: zampogne e ciaramelle in ceramica

Amici della ceramica, ben ritrovati sul blog della ceramica!

Il Natale è alle porte! Qui, nel Laboratorio di Ceramiche Liberati, i nostri artigiani stanno lavorando tantissimo per realizzare gli “ordini” natalizi, sembrano i folletti di Babbo Natale 😉 e mi piace osservarli mentre realizzano e decorano a mano palline di Natale e i vari manufatti in ceramica ordinati per l’occasione! Oggi vorrei parlarvi della tradizione musicale natalizia che caratterizza la nostra regione Abruzzo, più precisamente degli strumenti musicali natalizi come la zampogna e la ciaramella. Un anno fa vi ho presentato il lavoro del Maestro Giuseppe Liberati, ovvero la realizzazione della primissima ciaramella in ceramica al mondo. Vi ricordate? Nel mio vecchio articolo dal titolo Melodia dei pastori: la prima ciaramella in ceramica! troverete tutte le informazioni sulle fasi di lavorazione della ciaramella in ceramica e dell’Evento di presentazione che si è svolto il 18 dicembre 2016 presso il Teatro Cinema Garden di Guardiagrele (Ch) Abruzzo – Italia.

Ciaramelle in ceramica come strumenti musicali natalizi

Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica_Ceramiche LiberatiTutti sappiamo che le regioni italiane da sempre vengono identificate per determinate caratteristiche distintive come il cibo, la lingua, l’arte e tradizioni regionali. Anche uno dei più piccoli strumenti musicali come la ciaramella, apparentemente sconosciuto, ha una lunga storia e rispecchia una tradizione pastorale secolare diventando anch’essa un elemento regionale distintivo. Difatti ogni regione ha la sua Ciaramella, che può differenziarsi a secondo degli stili e delle caratteristiche organologiche differenti, questo particolare piffero può essere definito come una famiglia di strumenti similari, piuttosto che come un unico strumento. In diverse zone dell’Italia, a seconda del dialetto, la Ciaramella viene chiamata in diversi modi: cornetta, ciaramedda, totarella, bifara, trombetta, pipìta, cialumbella, ecc. In alcune aree però il termine ciarammelle (Alta Sabina) o cirammeddi (Sicilia e Calabria) potrebbe essere utilizzato per definire la zampogna, proprio perché la zampogna sembra essere nata dall’accostamento di due ciaramelle unite da una riserva d’aria con un otre per rafforzarne il suono.

I Pifferari” sono musicisti che tradizionalmente appartengono alle regioni del Centro-Sud italiano: Abruzzo, Lazio, Campania, Lucania, Calabria e Sicilia. Nel periodo natalizio arrivavano nelle nostre piazze dove con zampogna e canto si esibiscono con melodie festose tipiche del Natale.

Suonare la Zampogna: arte e tradizione 

Qui vi riporto il testo che presenta utili informazioni tecniche e qualche esercizio per apprendere l’uso dello strumento dall’articolo di Pietro Ricci “Costruttore di zampogne e caramelle”.

“Queste poche informazioni – integrale da alcuni esercizi musicali finali – spero siano utili per quanti vogliano iniziare a suonare una zampogna molisana “con chiave”. Esse sono un compendio del “Metodo didattico-teorico-pratico per suonare la zampogna e la ciaramella” da me scritto nel 1993. Il metodo venne usato, quale testo-dispensa, dagli iscritti alla Scuola di Musica per Zampogna che nel 1993-94-95 fu organizzato dal Circolo della Zampogna di Scapoli.”

La Ciaramella

Ho già detto in precedenza che la zampogna è essenzialmente uno strumento da accompagnamento e che va suonato insieme ad uno strumento solista, che nella quasi totalità dei casi “tradizionali” è la ciaramella, detta in dialetto biffera.

La ciaramella – cosi come le camme della zampogna – viene costruita in due parti collegate tra di loro:

  • il fuso provvisto di fori digitali per la modulazione del suono;
  • la campana.

Rispetto alle canne sonore a modulazione di suono della zampogna (ritta e manca), la ciaramella ha un numero maggiore di fori digitali e viene impugnata con entrambe le mani:

  • le 5 dita della mano sinistra si articoleranno sui 4 fori superiori più vicini all’imboccatura e su quello posteriore per il pollice;
  • le 4 dita della mano destra (pollice escluso) saranno posizionati sui rimanenti 4 fori inferiori.

L’ancia. La ciaramella ha un’ancia, che si presenta più tozza rispetto a quelle realizzate per la zampogna. Ogni modella di ciaramella ha un suo tipo di ancia, differente per dimensioni. La fabbricazione di quest’ancia è del tutto simile a quella delle ance per zampogna.

L’ancia della ciaramella viene tenuta direttamente tra le labbra del suonatore, che ha la possibilità concreta ed immediata di poter variare la tonalità dello strumento, in un intervallo che si avvicina sensibilmente al semitono. Ciò può avvenire:

  • inserendo più o meno profondamente l’ancia nella canna dello strumento;
  • inserendo più o meno profondamente l’ancia nella bocca;
  • premendo leggermente sulle linguette con le labbra, o coi denti come se si volesse mordere.

Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica italiana_Ceramiche LiberatiAccordatura. Come per la zampogna, talvolta capita che dai fori presenti sulla biffera non fuoriesce l’esatta nota corrispondente al foro. Questo può accadere perché l’ancia non è stata perfettamente realizzata. Per correggere l’errata intonazione viene usata la cera d’api, cosi come già spiegato per i fori digitali dei charter della zampogna.

Oltre ai nove fori digitali, in prossimità della campana, è presente un foro supplementare che serve per l’eventuale accordatura dell’ultima nota, quella più grave. Chiudendo progressivamente questo foro supplementare, si ottiene il graduale abbassamento di tono della nota più grave.

Mentre la zampogna risulta abbastanza difficile a suonare a lungo con uno strumento accordato e con tonalità precisa, per fortuna, con la ciaramella, questo problema e di gran lunga più semplice da risolvere.

Sul sito e-commerce di Ceramiche Liberati sono già disponibili all’acquisto online Le ciaramelle in ceramica realizzate dal Maestro Giuseppe Liberati, un’idea regalo perfetta per gli amanti della musica. In particolare trovate ciaramelle con tre decori dipinti a mano: Arabesco, Fascia floreale e Oriente blu.

Per oggi vi saluto  con questa frase che ha Natale diventa ancor più significativa:

“C’è musica classica talmente bella da diventare popolare e leggera, e c’è musica leggera talmente bella da diventare classica. Quando la musica è bella è bella e basta.” Cit. Andrea Bocelli

A presto!
Vostro, Mani.

Decorazione cuerda seca sulla ceramica artigianale

DECORAZIONE CUERDA SECA PER UNA CERAMICA GIOVANILE

Decorazione Cuerda seca per una ceramica giovanile

Benvenuti all’appuntamento settimanale con la ceramica tutta italiana!

Mi chiamo Mani e oramai da qualche mese vi sto raccontando tutto quello che gira intorno il fantastico mondo della ceramica artigianale del Laboratorio Ceramiche Liberati. Questa volta vi presento una tecnica di lavorazione, anzi di decorazione, molto particolare: “cuerda seca” ovvero “corda secca” o anche, come la chiamano gli anglofoni, “dry cord”. I manufatti realizzati con questa tecnica diventano “punti luce” in qualsiasi ambiente, un’esplosione di colori e gioia in grado di strappare un “wow” a chiunque li noti.

La cuerda seca è una delle più antiche tecniche di decorazione della ceramica, ma allo stesso tempo, rivisitata e rielaborata, può diventare una decorazione molto giovanile. I manufatti decorati con questa tecnica si prestano facilmente a diventare dei doni da regalare ai più giovani e agli amanti di stili giovanili, che magari non preferiscono una ceramica classica o tradizionale. Saper apprezzare l’artigianalità e la particolarità delle lavorazione è il primo passo per amare la ceramica! In questo articolo, come avrete già capito, vi parlerò della decorazione “cuerda seca” sia dal punto di vista tecnico sia di quello artistico.

La cuerda seca è una decorazione particolare di origine ispano-moresca utilizzata nel passato per la decorazione delle mattonelle e piastrelle. Il nome della decorazione, in italiano corda secca, deriva dall’utilizzo di una corda impregnata di grasso con la quale veniva costruito il disegno desiderato sulla piastrella. Gli spazi vuoti creati dalla corda venivano riempiti con smalti colorati, finita la decorazione si lasciava asciugare,  per poi proseguire con la seconda cottura durante la quale la corda bruciava, lasciando la traccia libera dallo smalto. Attualmente l’esecuzione della tecnica è stata semplificata e, per definire le cosiddette linee di confine tra gli smalti, al posto della corda o funicella, con un pennello viene applicata una sostanza grassa chiamata “il nero” della corda secca che impedisce agli smalti di sovrapporsi durante la cottura. La tecnica di decorazione viene spesso chiamata anche “decoro a smalti a rilievo” perché in base alla consistenza degli smalti ceramici utilizzati l’effetto finale del disegno sarà più o meno a rilievo.

Nel Laboratorio Ceramiche Liberati questo tipo di decorazione è stato introdotto alcuni anni fa e viene eseguito dalla giovane Marta Liberati, tra le prime ceramiste a lavorare la cuerda seca in Abruzzo. Tutto il decoro a cuerda seca viene realizzato a mano e gli oggetti decorati rientrano nella categoria Linea Fenice proposta da Ceramiche Liberati. Ora vi starete chiedendo il “perchè” hanno deciso di chiamare la linea realizzata con la tecnica della cuerda seca: “Fenice”. Bene nella mitologia la fenice è un uccello sacro del fuoco, noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte, possiede una forza non indifferente ed è un simbolo di forza ed immortalità. La linea fenice nel laboratorio Liberati sta a simboleggiare il rinnovo continuo delle tecniche di lavorazione, che da sempre sono in continua evoluzione, e l’ingresso della seconda generazione degli artigiani della famiglia Liberati: Erika, Marta e Lorenzo come nuova “energia” all’interno del laboratorio di ceramiche italiane.

Oltre ai disegni a mano libera, alcuni dei quali richiamano decorazioni orientali come i Mandala, Marta esegue diversi lavori che riprendono motivi decorativi e ornamentali tradizionali abruzzesi come la Presentosa (gioiello abruzzese per eccellenza). Gli anni di esperienza e l’innato talento di Marta permettono di elaborare decori con la tecnica di decorazione cuerda seca molto complessi anche su superfici piccole, come ciondoli, o forme curve e irregolari, come ad esempio conche o palline per l’albero di Natale. Gli oggetti decorati in cuerda seca hanno uno scopo decorativo e non sono adatti all’uso alimentare, se non specificato diversamente nella scheda descrittiva del prodotto.

In ogni mio articolo, ho sempre paura di essere troppo pignolo nel raccontare la storia e le fasi dell’evoluzione. Dall’altra parte però credo che bisogna, quando è possibile, dare giusti riconoscimenti agli uomini e ai popoli che hanno lavorato, creato e portato a livelli elevati l’arte e l’artigianato della ceramica…ma ho cercato, per quel che posso, di essere breve e chiaro e se avete delle domande, dubbi o richieste scrivetemi nei commenti in fondo alla pagina. Potete anche visitare la pagina Lavorazioni per scoprire alcune delle lavorazioni e decorazioni realizzate dal Laboratorio Ceramiche Liberati.

La decorazione realizzata con la tecnica della cuerda seca permette di ottenere effetti cromatici particolari e ricercati, che grazie all’abbinamento dei colori rendono qualsiasi motivo del decoro unico e indimenticabile. Con questa tecnica gli smalti non vengono sovrapposti, ma abbinati in modo da evidenziare ogni piccolo dettaglio del decoro nel suo complesso. Non vi sono colori preferiti e non esistono regole per abbinare in modo giusto i colori: tutto dipende dall’artista  e da quanto voglia dare rilievo ad un particolare elemento della decorazione.

Con la tecnica della cuerda seca vengono realizzati sia manufatti pezzi unici sia quelli, per così dire, “in serie”, perchè in realtà anche se il decoro viene ripetuto non sarà mai identico, ma bensì simile, dopotutto è proprio questa la bellezza dell’artigianato italiano in perfetto stile “Hand Made in Italy”. La cuerda seca è una tecnica di decorazione della ceramica molto impegnativa, che richiede un’elevata precisione e una notevole manualità, che si acquisisce solo con molta, moltissima pratica. Come anticipato nel Laboratorio Ceramiche Liberati diversi sono i complementi d’arredo decorati con la “cuerda” del tutto unici e non riproducibili, difatti tra i vari lavori presenti in esposizione, Marta ha realizzato anche un piatto da muro del diametro di cm 70, dove sono state impiegate diverse settimane di lavoro, suddivise tra la progettazione del disegno, l’esecuzione dello stesso a mano libera con l’applicazione del nero, fino alla minuziosa apposizione degli smalti. Volevo solo ricordare che i motivi decorativi sono frutto dell’estro creativo di Marta, che trova ispirazione da composizioni di fiori, motivi orientali, che ricordano i mandala, etnici ma anche da elementi che richiamano la tradizione abruzzese, come già anticipato ha realizzato una linea di piatti da muro complementi d’arredo, ma anche dei ciondoli per collane, in ceramica con un decoro che omaggia la Presentosa, famoso gioiello d’Abruzzo. Per chi vuole approfondire la storia e il significato della Presentosa e le particolarità della sua lavorazione/decorazione vi rimando ad un mio precedente articolo Perché regalare una Presentosa. Il decoro Presentosa, visto l’apprezzamento del pubblico, è di sicuro il più riprodotto per quanto riguarda i manufatti della linea Fenice del Laboratorio Liberati. Si possono trovare piatti da muro di diverso diametro, a partire da 12 cm fino ai 40 cm,  in taluni casi la decorazione è impreziosita con oro zecchino “Terzo Fuoco”, ovvero sul manufatto già in maiolica viene applicato l’oro e poi cotto in forno per la terza volta. I piatti in ceramica realizzati con la decorazione cuerda seca “Presentosa” sono molto richiesti anche come bomboniera dagli sposi abruzzesi, ma anche da fuori regione, proprio perché rappresentano sia l’Abruzzo sia il simbolo per antonomasia dell’amore, ovvero il cuore e poi perchè sono semplicemente bellissimi! 😉 Ogni piatto con il decoro Presentosa può essere personalizzato non solo nelle dimensioni, ma anche nell’abbinamento cromatico degli elementi centrali, solitamente il colore rosso dei cuori e il giallo della “stella” che richiama il colore oro (ovvero il materiale originale con il quale viene realizzata la Presentosa in oreficeria) rimangono tali, ma ciò non toglie che si possa cambiare anche la colorazione di questi… magari gli sposi più creativi potrebbero chiedere di realizzare la stella della presentosa in ceramica blu!?! 😉

Alla fine dell’articolo, dopo tutto, vi dico una semplice verità: per apprezzare fino in fondo i manufatti artigianali realizzati con la decorazione cuerda seca bisogna vederli dal vivo con i propri occhi! Ceramiche Liberati ha un’esposizione di 500 mq, aperto al pubblico dal lunedì al sabato, che spazia dalla ceramica tradizionale, a quella più moderna e contemporanea, dalle sculture alla cuerda seca… ce n’è per ogni gusto.

Intanto, per stuzzicare la vostra curiosità, vi allego una galleria fotografica con i magnifici lavori di Marta.

Spero di avervi affascinati e fatti innamorare di questa meravigliosa tecnica di decorazione: la cuerda seca! Per concludere vi dico:

“Per me i colori sono degli esseri viventi, degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo. I colori sono i veri abitanti dello spazio.”
(Yves Klein)

Alla prossima!
Vostro, Mani.

Uova in ceramica decorate a mano e piatto portauovo Ceramiche Liberati

Uova in ceramica artigianale e idee regalo per Pasqua

Uova in ceramica artigianale e idee regalo per Pasqua

Ciao amici della ceramica!

Ultimamente ho così tanto da dirvi che non so a cosa dare la precedenza… ma vi prometto che lavorerò sodo e prima o poi vi racconterò tutto, ma proprio tutto sul magico mondo della ceramica artigianale del Laboratorio Liberati! Questi giorni, con il Maestro Giuseppe Liberati e la compagnia di un buon caffè, stavamo parlando di quante meravigliose ceramiche vengono realizzate nel suo Laboratorio… sono migliaia (e non esagero) i manufatti: dai piccoli pomelli alle grandi opere scultoree. Tra questi, ho trovate le stravaganti uova in ceramica artigianale, piatti portauovo e altri oggetti che decorano le nostre case in occasione di Pasqua e di cui vi parlerò in questo articolo.

Come prima cosa vorrei chiedervi: sapete perché a Pasqua si usa regalare l’uovo? Anche se non se ne conosce la ragione canonica, la risposta è alquanto intuitiva, le uova di Pasqua vengono regalate perché sono di buon auspicio. L’uovo viene considerato il simbolo per eccellenza del risveglio della natura, della fertilità e, ovviamente, nella cultura cristiana è un simbolo di rinascita. A quanto pare dalle ricerche e dalle scoperte provenienti dalle antiche scritture, migliaia di anni fa i greci, gli egizi e i popoli persiani usavano scambiarsi le uova come dono per le feste di primavera. Attualmente in molti paesi europei, compresa l’Italia, è un’usanza comune regalare uova di cioccolato per Pasqua, ad esempio nei paesi anglosassoni le uova vengono nascoste in casa o in giardino e si gioca alla “caccia al tesoro”. Nell’est Europa, è tradizione decorare le uova di gallina, con colori e motivi fantasiosi che variano di anno in anno, che verranno scambiate tra amici, parenti e vicini di casa. Sempre più spesso, oltre a quello di cioccolato (che a me non dispiace mai), grazie all’artigianato artistico, al passo con la crescente richiesta di un regalo originale e unico, si scelgono uova in materiali come legno, vetro, ceramica, ecc., che rimangono come ricordo dei bei momenti di festa passati con gli amici e la famiglia. Le uova più famose realizzate in metalli preziosi sono quelle dell’orafo francese Carl Fabergé. Il Maestro orafo nel 1883, su richiesta dello zar Alexander, ne realizzò uno come dono speciale per la zarina Maria: un uovo di platino smaltato bianco che aprendosi scopriva un uovo d’oro, nel quale interno a sua volta vi era un pulcino e una miniatura della corona. Curioso, no?

Tornando a parlare di ceramica, voglio svelarvi che la particolarità dell’argilla che mi meraviglia di più è la sua elasticità. Con l’argilla si possono realizzare infinite forme che possono essere impiegate in mille modi diversi. La ceramica è un materiale versatile che non smetterà mai di stupirci e, se lavorata artigianalmente non potrà non attrarci con la sua arte unica e immortale.

Ora… tanto per riassumere e a titolo non esaustivo, vi propongo un elenco di manufatti in ceramica realizzati nel Laboratorio Ceramiche Liberati in occasione delle festività pasquali.

Uova di Pasqua in ceramica artigianale

Le uova in ceramica sono manufatti richiesti soprattutto come regalo in occasione della Pasqua. Quelle realizzate dal Laboratorio Ceramiche Liberati si possono suddividere in due macro categorie: tradizionali e moderne. Per uova in ceramica tradizionali intendo quelle dipinte con motivi decorativi classici, dal Paesaggio a quelle decorate con decori floreali omaggio e simbolo della natura rinata per finire con quelle con motivi geometrici. Le uova in ceramica possono essere utili “portaoggetti”, ovvero dei contenitori per uova di cioccolato, biscotti ect… di varie dimensioni, oppure piccole come delle vere e proprie uova di gallina che hanno una funzione prettamente decorativa.  Le uova più particolari e moderne  realizzate in questo Laboratorio, sono sicuramente quelle traforate, dove le abili mani degli artigiani ceramisti del laboratorio Liberati, riescono a realizzare trafori molto lavorati e ricercati anche su uova molto piccole, il tutto arricchite con tecniche di lavorazione innovative e materiali ricercati come lustri,  oro e platino. Ci sono clienti che vengono ogni anno da Ceramiche Liberati per aggiudicarsi l’ultima “novità” realizzata, per arricchire la collezione di uova in ceramica con una nuova piccola opera frutto dell’artigianato artistico Made in Italy.

Piatto o vassoio in ceramica portauova

Beh… oltre a mangiare le uova di cioccolato, a Pasqua, mangiamo anche le uova vere! Ogni famiglia ha la propria ricetta: sode, ripiene, decorate o… magari aiutatemi voi, io non riuscirò mai ad elencare tutte le varianti che si possono creare con le uova. Ma ci tengo a dirvi che la presentazione della vostra pietanza ha un ruolo importante, ma oltre alla bellezza bisogna pensare anche alla comodità. Da diversi anni, il Laboratorio Ceramiche Liberati realizza un piatto poco usuale in Abruzzo, ma estremamente comodo per chi ama preparare uova sode o ripiene, ovvero: il portauova in ceramica. Le comodissime svasature, permettono di non far rotolare le uova nel piatto e i decori floreali dai colori decisi in contrapposizione con i colori dell’uovo, giallo e bianco, fanno del portauovo un accessorio utile e raffinato per la vostra tavola.

Altra oggettistica in ceramica per Pasqua

Il periodo pasquale si presenta anche come una buona occasione per festeggiare la primavera in generale. Quando penso alla prime giornate di sole primaverile, subito mi vengono in mente pranzi e cene all’aperto a cui mi piace partecipare come ospite 😉 Quali sono i migliori oggetti in ceramica  da utilizzare in cucina da poter regalare a chi vi invita a pranzo? Inizierei dai vassoio o piatti da portata, che sicuramente verranno utilizzati per servire le abbondanti pietanze o colombe pasquali tagliate e servite a grandi fette. Altro consiglio regalo sono quei manufatti di dimensioni contenute, per rimanere  tra gli  articoli  per la cucina si trova un vasto assortimento di poggiamestoli, barattoli, ciotoline… mentre se ci orientiamo verso gli  articoli per l’arredo casa  si può scegliere tra  orologi, piatti da muro, farfalle… Da qualche anno nel laboratorio Ceramiche Liberati vengono realizzati esclusivi poggia bag in box in ceramica di cui vi ho parlato nell’articolo precedente,  che vengono sempre più spesso richiesti come idea regalo. Se penso ai miei amici e parenti e come organizzano le scampagnate… mhhh… bisogna stupirli con regali originali e senza età! Senza età perché ho degli amici che sono troppo adulti per le uova di cioccolato e troppo giovani per ricevere piccole opere d’arte. Quale soluzione ho trovato? Beh, simpatici oggetti in ceramica artigianale come i magneti arrosticino, campanella a forma di pecorella e, perché no? Un comodo porta arrosticini a forma di cartoccio.

Per chi si sta chiedendo chi io sia: Piacere, sono Mani! Amo la ceramica artistica e vivo tra gli scaffali del Laboratorio Ceramiche Liberati a Villamagna (Ch) – Abruzzo – Italy. Ho deciso di iniziare a scrivere questo blog per raccontare a tutto il mondo, perlomeno a chi conosce l’italiano, le bellezze che qui vengono realizzate. Vi do consigli, vi racconto segreti e rispondo alle vostre domande. Spero di essere simpatico, sono molto curioso e cerco di aiutarvi a conoscere un po’ meglio le ceramiche abruzzesi e l’artigianato artistico italiano in generale, per farvene apprezzarne appieno il valore e scoprire quanto lavoro è dietro ogni manufatto.

Ci vediamo online,
Vostro Mani!

…non dimenticatevi che: “Pasqua è una grandissima rottura di uova”. (Andrea G. Pinketts) 😉

Scultura d'autore in ceramica di Giuseppe Liberati per Ripa Teatina, Ceramiche Liberati

Scultura d’autore per Ripa Teatina (Chieti)

Scultura d’autore per Ripa Teatina di Giuseppe Liberati

Buonasera amici,

la primavera è da poco iniziata, l’equinozio astronomico quest’anno è stato ufficialmente il 20 marzo alle ore 11:29 italiane,  nel Laboratorio Liberati questa stagione sarà particolarmente frizzante e ricca di mostre, eventi e novità.

Sapete dove mi trovo ora? Questa volta non vi parlo dal laboratorio Liberati, perché sono stato invitato personalmente dal Maestro ceramista Giuseppe Liberati all’inaugurazione della sua ultima opera scultorea realizzata su commissione dal Comune di Ripa Teatina (Ch) – Abruzzo – Italy, che si tiene proprio oggi mercoledì 22 marzo 2017 ore 18:00. Una vera e propria scultura d’autore di cui sono testimone oculare, ho assistito all’intera realizzazione dell’opera, partendo dal bozzetto cartaceo, passando per l’esecuzione, per giungere all’installazione nell’atrio esterno del palazzo comunale di Ripa Teatina. Oggi in occasione dell’inaugurazione della gradinata “Madonna del Sudore”, viene ufficialmente presentata la scultura artistica in altorilievo, dove l’estro creativo del Maestro Giuseppe ha dato risalto alle bellezze del paese.

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L’opera è stata interamente modellata a mano dal Maestro Liberati, che ha coinvolto nella progettazione esecutiva anche il figlio Lorenzo, giovane talento artistico con spiccate doti per la scultura.

Ho chiesto al Maestro Giuseppe di spiegarmi un pò cosa ha voluto rappresentare con la sua scultura, lui sempre molto disponibile mi ha risposto così:

“Ogni comunità sente la necessità di mettere in evidenza ciò che di bello possiede, tutti i nostri centri storici nascondono angoli suggestivi e interessanti, talvolta non valorizzati adeguatamente.

Partendo da questa considerazione, ho scelto di prendere gli scorci più rappresentativi del paese, riunirli in una composizione artistica ed armonica per far sì che chiunque guardi l’opera abbia una visione completa delle bellezze del paese, che possa suscitare emozione e curiosità e che possano indurre a visitare ma soprattutto ad apprezzare e rispettare ciò che si possiede.

Ho voluto inserire in questo contesto, un elemento contrastante senza apparente senso logico: le radici e la testa di elefante.

L’intenzione è quella di suscitare curiosità e voglia di indagare e riscoprire la storia del paese, tutti conoscono i trascorsi più recenti e le personalità nate o legate al paese, tra questi, uno tra tanti, il famoso pugile Rocky Marciano, il cui padre era originario di Ripa Teatina. Le radici rappresentano l’appartenenza al territorio che è molto sentita non solo da noi ma anche e soprattutto da chi per diversi motivi ha dovuto abbandonare la propria terra per emigrare in paesi più o meno lontani.

Per quanto riguarda la testa dell’elefante, ho fatto diverse ricerche sulla storia di Ripa Teatina…forse non tutti sanno che esistono prove del passaggio di Annibale, durante la seconda guerra punica condotta in Italia tra il 208 a.C. e il 202 a. C., dimostrato grazie al ritrovamento dei resti di un elmo cartaginese nei pressi della chiesetta di S. Stefano.

Ho scelto di realizzare la scultura in altorilievo, con un’argilla semi-refrattaria bianca per due motivi. Il primo perché il materiale utilizzato dopo la cottura ha un colore bianco e una consistenza molto simile alla nostra pietra della Majella e in secondo luogo perché questa particolare argilla, ha un’elevata resistenza sia alle intemperie sia agli agenti atmosferici. ”

Ringrazio il Maestro Giuseppe per aver illustrato in breve l’idea creativa della sua scultura d’autore, io posso invece raccontarvi ancora qualcosa sul “come” l’opera è stata realizzata, perché come già anticipato, il Vostro fidato Mani era lì sempre pronto ad osservare i Maestri ceramisti del laboratorio Ceramiche Liberati, mentre passo dopo passo hanno portato a compimento l’opera scultorea.

Tutto nasce dal momento creativo quando nella mente di Giuseppe è esplosa l’idea artistica, quella che poi è stata “fissata” su carta per diventare il bozzetto… da qui prende vita l’opera. Giorno dopo giorno ho osservato il Maestro Giuseppe e figlio Lorenzo che con straordinarie abilità tecniche hanno modellato il pannello in altorilievo, di volta in volta un nuovo dettaglio prendeva forma, con particolare attenzione alla cura dei dettagli e particolari, elementi che hanno reso l’opera una vera e propria scultura d’autore unica, dalle dimensioni rilevanti. La misura della scultura in altorilievo è di circa cm 205 x 205, vedere per credere!

Come anticipato all’inizio del mio articolo blog di oggi, la primavera sarà ricca di eventi e mostre, già da ora colgo l’occasione per invitarvi all’interessante Mostra personale “L’Essenza Materica” del Maestro e artista Giuseppe Liberati, un’esposizione di ceramiche contemporanee che si terrà nel prestigioso Palazzo Farnese di Ortona (Ch) – Abruzzo – Italy, dal 2 al 16 aprile 2017, l’inaugurazione della stessa avverrà domenica 2 aprile ore 18:00. In un prossimo articolo vi racconterò qualcosa in più sulla ceramica moderna e contemporanea e della sperimentazione e innovazione che richiedono.

Vi saluto in diretta dal Comune di Ripa Teatina, dove sto assistendo alla manifestazione di inaugurazione della scultura d’autore realizzata dal Maestro Giuseppe Liberati e ho il piacere di concludere con questa frase:
“Per osservare un’opera d’arte occorre aprire gli occhi. Ma per comprenderla bisogna chiuderli.” Alessandro Morandotti.

Vostro, Mani.

Paesaggi su ceramica dipinto a mano di Ceramiche Liberati

Paesaggi su ceramica. Abruzzo: un’eterna bellezza!

Paesaggi su ceramica. Abruzzo: i luoghi preferiti racchiusi in una bellezza eterna!

Ciao amici!

Bentornati nel meraviglioso mondo delle argille e pennelli, ovvero il mio blog dedicato alla ceramica artistica e artigianale, italiana dall’anima abruzzese a tutti gli effetti.

Oggi dedico il mio articolo ai “paesaggi”, sicuramente perché il tema decorativo del paesaggio per la ceramica rappresenta uno dei più importanti decori classici e tradizionali. Già da un po’ avevo in mente di parlarvene, ma aspettavo il momento giusto per farlo. Ieri, 14 marzo 2017, in tutta l’Italia, dal nord al sud, senza eccezioni, si è svolta la prima edizione della Giornata nazionale del Paesaggio, voluta e promossa da Mibact (Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo). Un giorno ricchissimo di eventi e iniziative, all’incirca 120 in tutta Italia, volte alla valorizzazione del Paesaggio non solo come una risorsa naturale che bisogna salvaguardare, ma soprattutto come ispirazione artistica per numerosi talenti artistici consolidanti e nascenti. La cultura del Paesaggio è davvero un argomento di cui bisogna parlare molto di più e sul quale bisogna sensibilizzare il pubblico, a maggior ragione quello giovanile. Della giornata dedicata al paesaggio se ne è parlato in TV, alla radio e su tutti i social (hashtag ufficiale #paesaggioitaliano, ci sono anche io!) e le iniziative sono state veramente numerose e, se non vi siete ancora informati, vi consiglio di leggere qualche notizia sul sito ufficiale del Mibact. Mentre io mi soffermo sul valore e sull’importanza del Paesaggio nelle opere ceramiche artistiche che lo raffigurano.

Ogni bottega, laboratorio e ceramista che si rispetti, ha una propria collezione di paesaggi naturalistici dipinti a mano che rappresenta l’essenza della visione artistica dell’ambiente circostante. Ognuno potrebbe rappresentare lo stesso panorama, la stessa veduta e quindi lo stesso paesaggio in cento modi diversi. La raffigurazione, il posizionamento degli elementi paesaggistici dipendono soprattutto dalla prospettiva soggettiva dell’artista, da ciò che colui che dipinge vuole sia più evidente, più valorizzato.

La rappresentazione del paesaggio naturale già dal XVII secolo è molto presente nell’arte e soprattutto nella pittura, con lo scopo di far conoscere e valorizzare la bellezza del territorio. Dal punto di vista oggettivo, la rappresentazione da luogo a luogo cambia a seconda del panorama geografico di appartenenza. Dal XVIII secolo anche i vasai iniziarono a decorare le proprie creazioni con paesaggi, anche se inizialmente erano dipinti in modo elementare e spesso in monocromia. Il paesaggio naturale rappresenta uno dei principali tipi di decorazione che hanno elementi riconoscitivi ben chiari. La funzione comunicativa dell’ambiente rappresentato nel paesaggio, varia a seconda dell’obiettivo perseguito dal decoratore artistico di ceramica, è può essere emozionale, provocatoria ed estetica.

Oramai da decenni nella tradizione della ceramica italiana il decoro “a paesaggio” viene dipinto su oggetti in ceramica di varie forme come anfore, vasi, albarelli, piatti, centrotavola, portaombrelli, tegole, ecc. Inoltre, come già noto, la nostra regione Abruzzo è stata denominata la Regione più verde d’Europa, forse non tutti sanno che oltre un terzo della superficie è coperta da parchi, al quale si aggiungono bellezze legate all’arte, artigianato e storia. Nei paesaggi abruzzesi si osserva una spettacolare unione tra la montagna, il mare, le pianure e le colline in un unico panorama meraviglioso e indimenticabile.

Come vengono dipinti i paesaggi su ceramica?

Forse è scontato da dire, ma per poter dipingere un Paesaggio su ceramica bisogna avere fatto tanta, tantissima pratica! Ovviamente, bisogna avere familiarità con le peculiarità dei colori ceramici e sapere con precisione quale pennello utilizzare. La tecnica della decorazione, solitamente utilizzata per dipingere Paesaggi su ceramica, è quella più antica e tradizionale ovvero quella definita “a pennello con colori ceramici”. Il decoro paesaggistico su ceramica viene eseguito anche con altre tecniche decorative che donano effetti diversi al dipinto finito, ma oggi mi concentro su quella “a pennello”, perché è la più diffusa e rappresentativa per il Paesaggio. Una volta smaltati e sufficientemente asciutti, gli oggetti possono essere decorati a mano, con varie tecniche. Come dicevo, la decorazione pennello richiede molta esperienza, sia perché il vero colore, in ceramica, si vede solo dopo la cottura, sia perché si dipinge su una superficie polverosa (smalto) ed è importante individuare l’esatta densità del colore da dare, al fine di evitare imperfezioni. Una volta terminato il lavoro di decorazione, l’oggetto potrà essere subito cotto in forno alla temperatura di 930°- 940°C.

Caratteristiche della collezione di Paesaggi di Ceramiche Liberati

La collezione di Paesaggi su ceramica del Laboratorio Liberati, è formata da paesaggi italiani e naturalmente un ruolo primario è costituito dai paesaggi abruzzesi, il dipinto è caratterizzato principalmente da diversi piani prospettici, mediamente tre, ma anche più. Solitamente in primo piano vengono dipinti elementi che in qualche modo rendono il Paesaggio distinguibile, che siano alberi in una stagione particolare, ruscelli o fiumi, costruzioni agricole come casali o marittime come i trabocchi, ecc. Sul piano intermedio, detto anche secondo, viene rappresentato il tema principale del dipinto, mentre sulla prospettiva più lontana, quasi sfumata, si delinea l’orizzonte con la raffigurazione di montagne più o meno alte, che delicatamente si attenuano con le nuvole, in un cielo nuvoloso nella stagione autunnale o invernale, o un cielo azzurro nel periodo primaverile o estivo.

Il decoro a Paesaggio realizzato dal Laboratorio Ceramiche Liberati su vasi, anfore, piatti, mattonelle, centrotavola e altre ceramiche decorative da sempre ha una doppia funzione espressiva: quella emozionale, perché rappresenta l’Italia e la regione Abruzzo, e quella estetica, perché evidenzia la bellezza naturale del paesaggio italiano e abruzzese, rendendola eterna.

Tipologie di paesaggi su ceramica realizzati dal Laboratorio Ceramiche Liberati:

Di seguito vi elenco i principali tipi di paesaggi dipinti sulla ceramica dal Laboratorio Liberati. Si tratta di una semplice classificazione, effettuata dal sottoscritto insieme alla gentilissima Assunta Liberati nonché regina della tecnica “a pennello” che insegna volentieri a i corsisti del modulo di Decorazione su ceramica.

  • Paesaggio campi e montagne su ceramica:

Questa tipologia di Paesaggio, ritrae principalmente campi coltivati in in pianura che man mano vengono sfumati con colline, per arrivare minuziosamente alla raffigurazione delle vere montagne abruzzesi che si sfumano con il cielo. Oltre a rappresentare un lungo processo di “addomesticamento della natura”, il paesaggio dei campi, chiamato anche agricolo, racchiude nella sua funzione comunicativa anche la storia contadina e dell’uomo stesso, attraverso la raffigurazione di casali e costruzione agricole in mezzo ai campi. Questa tipologia del Paesaggio viene solitamente dipinta sui piatti, vasi, centrotavola,..nella sua semplicità racconta non solo l’Abruzzo, che rimane sempre il tema centrale di Paesaggi di Ceramiche Liberati, ma un po’ tutta l’Italia.

  • Paesaggio marino e Trabocchi:

trabocchi sono macchine da pesca ovvero costruzioni su palafitte che poggiano sui fondali marini e/o sugli scogli, utilizzati per pescare. La struttura del trabocco viene retta da cavi e travi non completamente collegati tra loro, dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti necessarie per la pesca. Non vi sono trabocchi uguali tra loro, ogni costruzione si differenzia non solo per l’architettura, ma anche per dimensioni e per forma. Nel 1994 la Regione Abruzzo ha emanato una legge, per la promozione e il recupero dei Trabocchi nelle coste abruzzesi, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale. Il paesaggio marino di Ceramiche Liberati, quasi sempre accompagnato dalla rappresentazione del Trabocco abruzzese, viene dipinto a mano principalmente su piatti, ovali e mattonelle.

  • Paesaggio misto – mare, monti e natura:

La spettacolare posizione geografica dell’Abruzzo, che nei suoi paesaggi offre la possibilità di ammirare contemporaneamente la montagna, il mare, le pianure e le colline, la rendono una regione unica che si propone in un panorama meraviglioso e indimenticabile. La ricchezza dei terreni e la particolare condizione pedoclimàtica,  fanno si che l’Abruzzo sia una delle regioni più famose d’Italia per la produzione del vino e dell’olio d’oliva. Come non inserire gli uliveti e i vigneti nel Paesaggio dipinto su ceramica? Principalmente questa tipologia del Paesaggio viene rappresentata sulle superficie piane che permettono una visione lineare e prospettica del panorama, come piatti, mattonelle, pannelli. Ma le abili mani dei decoratori del Laboratorio Liberati sono in grado di rappresentare al meglio il Paesaggio misto anche sulle forme più complesse come vasi, anfore e albarelli.

Bene bene, ora…oltre ad aspettarvi in Laboratorio per venire ad ammirare personalmente le ceramiche con il decoro a Paesaggio, vi consiglio di prendervi un minuto, ma anche qualche secondo, di tanto in tanto, per guardarvi intorno… veramente… siamo circondati da tanta, tantissima bellezza, che i ritmi frenetici sempre più spesso non ci permettono di goderne! Per concludere con diceva Marcel Proust:

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” 

Non a caso, d’ora in poi ci sarà una giornata nazionale dedicata alla bellezza del Paesaggio italiano. Ora non mi resta che dirvi… alla prossima! …e mi raccomando #paesaggioitaliano

Vostro,
Mani.

Ceramica al femminile Auguri per la Festa della Donna, Ceramiche Liberati

La ceramica al femminile, arte e bellezza

La ceramica al femminile, arte e bellezza dell’artigianato

Salve amici,

di certo il vostro blogger e amico Mani non poteva non dedicare nel giorno dell’8 marzo, un articolo sulla Giornata Internazionale della Donna. Conosciuta di sicuro molto più con il nome di: “Festa della donna” ogni anno l’8 marzo è un giorno dedicato alle celebrazioni per le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne nel corso della storia, ma anche una giornata dedicata alle discriminazioni e violenze a cui a tutt’oggi le donne vengono sottoposte. In Italia si è dovuto aspettare il 1922 per rendere questa data una celebrazione riconosciuta, mentre il primo paese al mondo a festeggiare questa ricorrenza, nel lontano 1909 furono gli Stati Uniti d’America che introdussero il Woman’s day, mentre in Europa, la festa fu introdotta dopo un paio di anni, più precisamente nel 1911.

La scelta della data dell’8 marzo è legata ad un accadimento che in molti definiscono leggenda. Si racconta che agli inizi del lontano marzo 1908, delle operaie dell’industria tessile Cotton di New York iniziarono uno sciopero a causa delle condizioni di lavoro disumane a cui erano costrette. Si narra che lo sciopero durò fino all’8 marzo, quando il proprietario le costrinse a rientrare in fabbrica bloccando ogni uscita. Poco dopo scoppiò un incendio all’interno dello stabile, in cui persero la vita 126 operaie. Il mistero che si cela dietro la tragedia, risiede nel fatto che non ci sono reperti storici a testimonianza dell’incendio della fabbrica tessile Cotton, mentre ci sono diverse rassegne su altri incendi che scoppiarono nella città di New York tra la fine del 1800 e il primo decennio del 1900. Si hanno infatti testimonianze e immagini dell’incendio divampato alcuni anni dopo, per l’esattezza il 25 marzo 1911, di uno stabilimento situato a Manhattan, che produceva capi di abbigliamento dove dei 600 operai, di cui 500 donne e 100 uomini, morirono circa 146 persone per lo più donne tra i 13 e i 22 anni. Nonostante la legislazione di quel tempo negli Stati Uniti d’America già imponesse l’adozione di misure anti-incendio come le scale e uscite di emergenza, nella fabbrica di Manhattan mancavano, rendendola una vera e propria trappola in caso di tragedie come quella che si è poi verificata. Tuttavia occorre arrivare al VII Congresso della II Internazionale socialista, tenutosi a Stoccarda nell’agosto 1907, per iniziare a discutere su vari argomenti, come il comportamento da tenere in caso di guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sul loro diritto al voto. Il Congresso, proprio in riferimento al diritto al voto, si impegnò energicamente a lottare per garantire l’introduzione del suffragio universale delle donne… ora non voglio dilungarmi troppo con fatti storici che potete tranquillamente approfondire su vari link dedicati al racconto analitico degli eventi, uno tra tanti con la pagina dedicata alla storia della Giornata internazionale della donna, ma mi piacerebbe raccontarvi qualcosa in più del rapporto tra la donna e la ceramica. Sapete che all’interno del laboratorio Liberati, la “forza” lavorativa impegnata è rappresenta per il 75% da donne e per il 25% da uomini, anche se il Maestro Giuseppe è una forza della natura e far per quattro… 😉 chi lo conosce può di sicuro darmi ragione!!!! Di certo un laboratorio controtendenza rispetto alla media nazionale. Da recenti indagini le artigiane italiane rappresentano il 20% del settore, percentuale che risulta comunque più alta rispetto alla media europea pari al 16,4%. In merito per approfondire vi suggerisco il seguente link dove si parla dell’artigianato femminile.

Mi piace osservare gli artigiani ceramisti abruzzesi del Laboratorio Liberati mentre con gesti armonici e manuali creano e dipingono dei manufatti unici, seguendo la migliore tradizione della ceramica Made in Italy. Oggi, per rimanere in tema “donna”, voglio raccontarvi qualcosa in più sulla storia delle Mietitrici di Cascella e di come Ceramiche Liberati, per primo in Abruzzo ha voluto omaggiare il noto pittore con una serie di dipinti a mano su ceramica, ispirandosi ai celebri dipinti di donne rurali realizzati dal famoso Basilio.

Piatto in ceramica Mietitrice abruzzese, Ceramiche Liberati

Ceramica al femminile: Piatto in ceramica maiolica italiana dipinto a mano da Ceramiche Liberati in omaggio alla Mietitrice Abruzzese di Basilio Cascella.

Il celebre pittore abruzzese Basilio Cascella, in origine dipinse dodici donne mietitrici di diverse regioni d’Italia in occasione di un progetto intitolato “Casa del Pane“, dove lui si occupò dell’illustrazione, nel ciclo del pane, delle Mietitrici. Le mietitrici erano quelle donne che raccoglievano il grano e altri cereali dai campi, quando ancora non esistevano macchine agricole meccaniche, quindi la parola “mietitrice” sta a indicare la donna addetta alla mietitura.

Cascella porta l’immagine della donna mietitrice ad un alto livello artistico, suscitando un senso di gratitudine e rispetto verso il pesante lavoro svolto. La rappresentazione del costume regionale tradizionale in ognuna delle dodici Mietitrici dipinte dall’artista è alquanto veritiera nella raffigurazione di elementi del vestiario reale. Ad esempio per quanto riguarda  la donna abruzzese dell’epoca, questa è stata rappresentata con lineamenti dalle curve abbondanti e dai capelli scuri, con indosso una camicetta leggera di colore chiaro con grande scollatura diritta,  con il bordo poco rifinito come da usanza per l’abbigliamento da lavoro, il tutto arricchito da una vistosa collana, forse una presentosa abruzzese sul collo. Il copricapo tipico della donna abruzzese è un ampio fazzoletto di stoffa colorata o a tinta unita, portato a seconda della posizione sociale e il modo di essere, posto e acconciato sulla testa in base all’attività che svolgeva la donna.

Sono molte le opere in ceramica italiana che si possono trovare all’interno del Laboratorio Liberati ispirate alle donne con il tema della ceramica al femminile: la forza e la bellezza. Ad esempio, oltre al citato Basilio Cascella, sono state realizzate delle ceramiche abruzzesi dipinte a mano omaggio alle Pastorelle di Michetti, oltre a  dipinti di donne con costumi tipici della tradizione abruzzese e molto altro.

Mi capita spesso di passare del tempo ad osservare le opere nell’esposizione, ed emozionarmi mentre il pensiero viaggia e riflette su quanto lavoro ci sia dietro ogni ceramica Made in Italy, quel tocco unico che contraddistingue gli artigiani italiani nel mondo. Invito anche voi a visitare l’esposizione a Villamagna (Ch) – Abruzzo, senza alcun impegno, ma per poter ammirare la bellezza della ceramica abruzzese e italiana in tutte le sue sfaccettature, dal tradizionale al moderno un viaggio fantastico nel mondo magico della ceramica artistica!

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Continuando con il tema della ceramica al femminile e parlando di grandi donne, Marta Liberati ha realizzato un quadro ispirato a due grandi donne della nostra epoca, agli antipodi per alcuni aspetti ma molto vicine per altri: Malala e Maria Teresa di Calcutta. Il quadro, dipinto a mano con la tecnica della cuerda seca, si intitola “La differenza nell’uguaglianza” è stato realizzato in occasione del concorso dal tema “Misericordia” indetto dall’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese di Guardiagrele (Ch) – Abruzzo Italia, riscuotendo un notevole successo della critica. Per chi non la conoscesse Malala è una ragazza pakistana, che nel 2014 a soli 16 anni ha vinto il Premio Nobel per la Pace, lei sin da ragazzina si è sempre battuta per i diritti umani, per garantire l’istruzione a tutti, per la pace e per l’uguaglianza,  mettendo a repentaglio la propria vita. Nel 2012 mentre tornava da scuola, i Talebani hanno tentato di ucciderla sparandole in fronte, è miracolosamente sopravvissuta, come lei stessa afferma in quell’occasione sono morte la debolezza, la paura e la disperazione e sono nati la forza, il potere e il coraggio. Non prova odio per i suoi aguzzini grazie alla compassione appresa dal profeta Mohamed, da Gesù Cristo e da Buddha, grazie al lascito ricevuto da M.L.King N.Mandela, M.A. Jinnah, grazie al perdono che ha imparato dal padre e dalla madre  e grazie alla filosofia della non violenza di Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa.

Madre Teresa è un’altra grande donna che non ha bisogno di molte presentazioni, rappresenta al meglio il significato della misericordia, Nobel per la Pace nel 1979.  Secondo Madre Teresa  la  peggiore malattia per un essere umano è “il rifiuto sociale” essere dimenticati dalle persone care e/o dalla comunità in cui si vive. Lei si è sempre prodigata verso il prossimo al servizio dei “più poveri tra i poveri, senza mai chiedere nulla  in  cambio e soprattutto senza cercare di convertire alcuno alla fede cristiana. La conoscenza della sua vita insegna a credenti e non che tutti saranno  giudicati per l’amore che avranno manifestato concretamente ai poveri, agli immigrati, ai malati e ai carcerati, le opere di misericordia saranno l’oggetto della valutazione del giudizio universale.

Sono molte le iniziative culturali organizzate a favore delle donne nella giornata dedicata a loro, come la possibilità di visitare gratis musei, aree archeologiche e monumenti statali, in ogni caso anche per chi decidesse di festeggiare con appuntamenti più ludici, a tutte nessuna esclusa auguro buona FESTA DELLA DONNA!!! 🙂

Ora concludo il mio articolo dedicato a questa giornata, con una frase di una grande donna italiana:

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.” (Rita Levi-Montalcini)

Vostro, Mani.

Guerriero di Capestrano in ceramica artigianale, Ceramiche Liberati

Simbolo d’Abruzzo: Guerriero di Capestrano in ceramica

SIMBOLO D’ABRUZZO: Guerriero di Capestrano in ceramica!

Ciao amici della ceramica!

Continuando a raccontarvi le storie sui veri simboli d’Abruzzo, questa settimana vi presento: il Guerriero di Capestrano, una delle principali attrazioni del Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti. Si tratta di una scultura in pietra, realizzata nel VI secolo a.C., risalente al periodo dell’arte italica. La statua originale che raffigura un guerriero dell’antico popolo italico dei Vestini è stata trovata da un contadino dal nome Michele Castagna nel lontano 1934 durante i lavori di bonifica del terreno agricolo situato in una località nei pressi di Capestrano (AQ). La gente del posto chiamava la statua ‘nu mammoce’ ovvero in italiano un “bamboccio di pietra”. Il Guerriero di Capestrano, ritrovato per puro caso, rappresenta uno dei più importanti ritrovamenti nella storia dell’archeologia italiana. Nella stessa zona sono stati rinvenuti anche una statua di figura femminile e altri reperti meno eclatanti, ma pur sempre con un grande valore storico perché molto antichi. All’inizio, prima che furono eseguiti gli studi approfonditi, si ipotizzava che la statua rappresentasse una donna, perchè i fianchi larghi e la vite stretta facevano pensare ad una silhouette femminile. Dagli studi effettuati si evince che la statua originale fu scolpita in unico blocco in “pietra gentile o tenere della Majella”, solo il copricapo è stato realizzato in materiale diverso, più precisamente in fango carbonatico.

simbolo-dabruzzo-guerriero-di-capestrano-in-ceramica-ceramiche-liberatiConsapevole che il Guerriero di Capestrano è un reperto archeologico di grandissimo valore, per chi non ne ha mai sentito parlare prima d’ora, consiglio vivamente di godersi questo articolo e di visitare anche il Museo per poterlo ammirare in tutta la sua maestosità e bellezza… per questo ci tengo a raccontarvi anche alcune caratteristiche e curiosità sulla statua originale.

Molto probabilmente la decorazione originale della statua era completata dal colore rosso, infatti sulla statua in alcuni punti sono presenti tracce di pigmenti rossi. La statua del guerriero è alta 2,10 cm, questa altezza non include la base su cui poggia, di cui vi parlerò più tardi. La statua rappresenta una figura maschile imponente in abbigliamento da guerra, con braccia poste sul petto e sul ventre. Il viso del Guerriero è coperto da una maschera e sul capo porta un elmo a disco da parata, in pratica un grande cappello di forma tonda, che copre completamente le orecchie. Il copricapo effettivamente per le sue larghe tese potrebbe sembrare un sombrero, ma è molto più probabile che si tratti di uno scudo da difesa che veniva indossata sopra la testa qualora non era in uso in battaglia.

Per quanto riguarda l’abbigliamento militare, sul torace vi sono dei dischi metallici, mentre invece, il ventre è coperto da elementi in cuoio o in lamina metallica, sorretti da un cinturone. Ai piedi il Guerriero indossa dei semplici sandali e le gambe recano degli schinieri. Una grande spada con elsa e fodero decorati, insieme al pugnale sono posizionati davanti al petto e a destra il nostro Guerriero regge una piccola ascia. Oltre al vestiario militare, osserviamo che sulla statua vi sono anche elementi ornamentali come una collana rigida con pendaglio e dei bracciali sugli avambracci.

Come vi ho anticipato, la figura del guerriero poggia su un piedistallo ed è sorretta da due pilastri laterali, sui quali sono incise delle lance. Inoltre, sul pilastro sinistro vi è un’iscrizione in lingua picena di cui il significato è stato ipotizzato come “me bella immagine fece Ananis per il re Nevio pompuleio (Adriano La Regina)”. I dettagli, come la maschera sul viso e i pilastri di sostegno, fanno credere che la statua rappresenti un guerriero morto ed è probabile che si tratti della statua posta come segnacolo sulla tomba. Nella realizzazione della statua, per sottolineare il rango e la rilevanza del personaggio, è stata data moltissima importanza ai dettagli come le armi e le incisioni in generale e non alla figura in sé di cui i lineamenti sono più approssimativi.

Se la vostra curiosità è tanta e volete approfondire anche con dettagli tecnici, vi invito a leggere  un’interessante ricerca, a cui mi sono ispirato anche io, dedicata al Guerriero di Capestrano di “Due Passi nel Mistero”.

guerriero-di-capestrano-in-ceramica-artigianale_ceramiche-liberatiIl Laboratorio Ceramiche Liberati è stato il primo in Abruzzo a realizzare in ceramica, con metodi artigianali, la riproduzione della scultura del Guerriero di Capestrano. Circa 20 anni fa, anno più anno meno, quando il Maestro Giuseppe Liberati fu contattato direttamente dalla Regione Abruzzo per realizzare le sculture del Guerriero di Capestrano in ceramica, ne fu orgoglioso e si ricorda ancora quella sensazione di grande responsabilità nel riprodurre uno dei maggiori simboli dell’Abruzzo, conosciuto dagli archeologi e dagli studiosi d’arte di tutto il mondo. Il tutto in collaborazione con il Prof. Sergio Mezzanotte, il quale andò personalmente al Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti,  per prendere le misure e annotare le particolarità della statua originale, al fine di  permettere al Maestro Liberati di modellare la scultura in scala reale e riprodurre fedelmente tutti i dettagli decorativi. Infatti, le sculture realizzate dal maestro sono in tre misure, in scala 1:4, 1:8  e 1:16. Queste opere sculturee, che rappresentano fedelmente il Guerriero, nate per una esigenza istituzionale legata a regali di rappresentanza della Regione Abruzzo, col tempo e la crescente richiesta degli appassionati, sono diventate uno degli emblemi turistici, souvenir, preferiti da riportare dall’Abruzzo. Forse senza alcuna presunzione, la diffusione e conoscenza del Guerriero in piccola parte è dovuta anche al Laboratorio Ceramiche Liberati.

Dunque, per riassumere, la scultura del Guerriero di Capestrano in ceramica rappresenta un vero e proprio simbolo d’Abruzzo. Il Guerriero è un’opera realistica e fantastica allo stesso tempo. Il copricapo, a forma di disco e dall’incredibile ampiezza è completato da una calotta semisferica con una cresta innestata che genera una sorta di coda. I lineamenti sul volto sono stilizzati e sul collo gira una fascetta che nella vita reale aveva sia una funzione ornamentale sia protettiva. Impressionante l’armamento: una spada, un piccolo pugnale dal manico decorato con figure umane, un’ascia che forse è uno scettro e due lunghe lance. Non da meno è la corazza alla quale il Guerriero affidava la sua vita in battaglia: la schiena e il torace, all’altezza del cuore, sono protetti da dischi-corazza, l’addome difeso da una lastra sagomata, retta da fasce e cinghie incrociate, le gambe coperte da schinieri e i piedi da sandali. Inoltre, visitate la sezione del sito dedicata Guerriero di Capestrano in ceramica per vederlo da vicino e scoprirne le caratteristiche.

Credetemi, il Guerriero di Capestrano merita di essere visto dal vivo è un qualcosa di unico e spettacolare! Non dimentichiamo che è stato realizzato migliaia di anni fa!!! Io sono andato (in incognito) al Museo Archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti e ho potuto ammirare questo pezzo d’arte antica in tutta la sua mistica bellezza. Per i super curiosi: il Museo è aperto da martedì a mercoledì dalle 9 alle 20 😉 per maggiori informazioni visitate il sito del Museo.

E per concludere, come non riportare una delle più celebri frasi di tutti i tempi:

“Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere dell’età passata, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza”. Cit. Cicerone.

Ci vediamo al Museo!

Vostro, Mani.

Mani nell'artigianato italiano, Ceramiche Liberati

CERAMICA PERFETTA: Mani nell’artigianato italiano

La CERAMICA PERFETTA: Mani nell’artigianato italiano

Salve amici,

il vostro blogger Mani, per chi non ancora ricordasse il mio nome, è tornato! 😉

Anche io mi sono lasciato coccolare dalla festività natalizie, ora sono finite e mi metterò nuovamente alla ricerca di interessanti racconti sul mondo della ceramica perfetta, con particolare attenzione a tutto ciò che accade nel Laboratorio Liberati. Seppur con qualche giorno di ritardo, auguro di cuore BUON ANNO a tutti! Cosa ci riserverà questo 2017? Staremo a vedere…

Ho iniziato già a sbirciare nel Laboratorio Ceramiche Liberati, da come mi è sembrato di capire hanno diversi progetti in corso, per ora non posso dirvi di più… ma presto li scoprirete!

Voglio iniziare questo nuovo anno, parlando un pò di me. Mi preoccupo sempre di raccontarvi cosa succede nel fantastico laboratorio, che ho dimenticato di rivelarvi qualcosa in più sulla mia vita. Non potevo nascere in un paese migliore: l’Italia, esattamente a Villamagna (Chieti) – Abruzzo. Il nome che i miei genitori hanno scelto per me è “Mani”,  corrisponde esattamente al mio ruolo e aspetto, quando si dice “il nome calza alla perfezione”! Nell’artigianato della ceramica perfetta tutto parte dalle mani, tant’è vero che ogni artigiano deve parlare con le proprie mani prima di iniziare con un nuovo manufatto. L’Italia, per questo vi dicevo che sono molto fortunato ad essere nato in un paese come questo, ha una grande tradizione artigianale che negli ultimi anni ha assistito anche ad una riscoperta delle nuove generazioni, sta crescendo l’attenzione dei giovani verso quei lavori basati sul “saper fare con le mani”. A dimostrazione di ciò, come già detto, nel Laboratorio Ceramiche Liberati, che si occupa della ceramica abruzzese a 360° dal tradizionale al moderno e molto altro…, da qualche anno a questa parte, anche i figli di Giuseppe e Assunta: Erika (che si occupa dell’aspetto più commerciale e legato al mondo della comunicazione), Marta (abile decoratrice e tutto fare…) e Lorenzo (spiccato talento nelle arti scultoree e non solo…) hanno deciso di continuare con passione il duro mestiere dell’artigiano della ceramica perfetta nonché dei pezzi unici realizzati a regola d’arte, cercando di dare anche un tono giovanile alle nuove produzioni.

Blog sulla ceramica perfetta, Ceramiche Liberati

Le mani sono la sintesi di ciò che il cuore e la mente hanno pensato e immaginato di realizzare. Il viaggio dell’artigiano inizia da lontano, nel caso della ceramica italiana artistica, quando il Maestro ceramista decide di prendere tra le sue mani dell’argilla, questa viene attentamente modellata manualmente per dare forma a ciò che si è deciso di creare. Ma il cammino non termina qui… il manufatto realizzato dovrà passare ancora e ancora tra le mani dei nostri artigiani della bottega Liberati, prima di diventare un oggetto in ceramica perfetta. Il manufatto in argilla dopo alcuni giorni e/o mesi sarà pronto per essere nuovamente curato e rifinito, delicatamente lo si afferrerà per procede con la spugnatura con acqua al fine di renderlo quanto più perfetto possibile… almeno questo è quello che accade nel Laboratorio Liberati, loro hanno particolare attenzione a mantenere uno standard qualitativo elevato, questo vale dal più piccolo al più grande “prodotto” in ceramica. A questo punto le mani prepareranno tutto il necessario per poter riporre il manufatto nel forno e procedere con la cottura che lo trasformerà in terracotta. Il cammino è ancora lungo, non vi sarete mica annoiati? Dietro ogni creazione artigianale, non solo in ceramica, il più delle volte si cela una mole di lavoro, che  spesso non viene percepita dall’esterno. I ritmi della vita, legati sempre più a quelli della sfrenata tecnologia, informatica e robotica, tendono ad essere anacronistici rispetto ai tempi dell’artigianato artistico italiano, dove le lavorazioni devo inevitabilmente rispettare i tempi della materia che si utilizza. Ciò non toglie che, anche in questo settore bisogna essere al passo coi tempi, nel Laboratorio Liberati, da circa quindici anni hanno introdotto anche la decorazione con la tecnica della stampa digitale a fuoco (decalcomania) che permette di riprodurre su ceramica qualsiasi immagine, logo, foto… ect., ma di questa interessante lavorazione vi parlerò in un’altra occasione! Torniamo dove eravamo rimasti…ora la materia divenuta terracotta, dovrà essere ripresa dalle mani per essere smaltata, passaggio necessario prima di procedere con la decorazione. L’oggetto verrà immerso manualmente, con l’utilizzo di una pinza, in una vasca piena di smalto ed estratto velocemente per permettere alla terracotta di assorbire la quantità necessaria. Verrà lasciato asciugare per diverse ore, per poi essere decorato. Ora le mani degli artigiani del Laboratorio Liberati, saranno pronte per dare libero sfogo alla creatività e all’abilità tecnica: pennelli e colori “danzeranno” nella bottega, creando decori e motivi che soddisfano i gusti dei più critici ricercatori della ceramica perfetta, in ogni suo dettaglio.

Finito qui il viaggio delle mani con il suo manufatto? No amici miei, ancora un ultimo passaggio per la cottura che lo renderà ceramica, le mani afferreranno delicatamente il manufatto decorato, per riporlo nuovamente in forno. Il viaggio, partito dall’argilla, dopo innumerevoli passaggi, soste e “ripartenze” tra le mani degli artigiani ceramisti Liberati, sta arrivando a destinazione, ancora alcuni passi… le mani apriranno il forno, gli occhi sbirceranno… e voilà! Ecco la ceramica italiana realizzata con metodi artigianali e materiali di elevata qualità è pronta per voi!

Ora è giunto il momento di farmi conoscere… io sono Mani! ceramica-perfetta-mani-ceramiche-liberati-abruzzoAvete visto come sono carino, vero? Almeno ora quando leggerete le mie storie, potete  immaginarmi mentre mi nascondo tra gli scaffali del laboratorio o mentre parlo con il Maestro Giuseppe, o con Assunta, Erika, Marta e Lorenzo. Hanno veramente tante idee e progetti. Mi piace soffermarmi ad osservarli mentre li studiano, li elaborano e li creano, dando vita  alla vera ceramica perfetta, abruzzese e italiana… magari un giorno troverò anche il coraggio di chiedere di farmi un ritratto! 😉

Ora come ben saprete, ho deciso che ogni mio articolo blog, si concluderà con una frase a tema, oggi non potevo non scegliere questa:

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavoro con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista”. (San Francesco D’Assisi)

Vostro, Mani.

Bottega Liberati 1983 foto di repertorio

Laboratorio di ceramica: “Un pizzico di follia vale più della sapienza”

LABORATORIO DI CERAMICA: “Un pizzico di follia vale più della sapienza”

Come promesso sono tornato, mi presento di nuovo, per quelli che non hanno avuto ancora il piacere di conoscermi, sono “Mani” e come già detto sarò il vostro compagno di viaggio alla scoperta del magnifico Mondo della Ceramica!

La scorsa volta vi ho raccontato di come e dove inizia la storia della ceramica in Abruzzo, partendo dal Gran Sasso con la nota Castelli, passando per la Majella con la piccola Rapino fino ad arrivare a Villamagna, paese dove nel 1980 aprì il laboratorio di ceramica il Maestro Giuseppe Liberati, divenuto oggi un vero e proprio Maestro nell’arte della ceramica. L’inizio non fu semplice, ma Giuseppe da sempre caparbio e grintoso, grazie al sostegno della moglie Assunta, non ha mai smesso di rincorrere il suo sogno, che oggi può contare anche sull’impegno e dedizione della II generazione della sua famiglia.

Come già raccontato, Giuseppe maturò la convinzione che avrebbe vissuto di e per l’artigianato e l’arte nel campo della ceramica, durante il periodo scolastico. Proprio in occasione degli esami di maturità, nel 1978, espresse la sua intenzione: aprire un proprio laboratorio di ceramica. Fermo e convinto di questa decisione, rese partecipe il suo insegnante Bozzelli, che vedendo il carico di entusiasmo e di sana “follia” nel suo ex-allievo, decise di mettere a disposizione il suo sapere e la sua esperienza. Giuseppe consapevole che i cinque anni di scuola non fossero sufficienti per avviare un’attività così complessa, chiese a diverse botteghe di ceramisti abruzzesi di poter lavorare gratuitamente per loro per poter fare esperienza, ma nessuno fu disposto ad accoglierlo, perché Giuseppe non nascondeva l’intenzione di aprire un proprio laboratorio di ceramica. Ma nonostante ciò, decise di non demordere e andò avanti per la sua strada, grazie anche al supporto del suo insegnante Prof. Bozzelli, che gli permise di poter frequentare, presso l’Istituto d’Arte di Chieti “Nicola Da Guardiagrele”, un altro anno di laboratorio per perfezionare la lavorazione della foggiatura al tornio.

Arriviamo così al fatidico marzo del 1980, quando Giuseppe finalmente riesce nell’impresa e inaugura il suo primo laboratorio di ceramica di 70 mq nella casa paterna, anche contro l’iniziale volontà del padre, che non accettò la scelta del figlio di dedicarsi ad un mestiere così “particolare”, specie in un paese come Villamagna (Ch), non di certo vocato alla ceramica. Da subito Giuseppe stabilì che ogni pezzo sarebbe stato realizzato a mano con manodopera qualificata, che avrebbe formato sotto la sua guida attenta e scrupolosa. Molti dei suoi collaboratori, tirocinanti e corsisti, che hanno imparato l’arte della ceramica nel Laboratorio Ceramiche Liberati, con il tempo hanno avviato delle attività in proprio, facendo rinascere nella Provincia di Chieti e non solo, diverse botteghe, in paesi come Rapino, Guardiagrele, ect. Come “Mani” mi sento di poter affermare che Giuseppe, come maestro ceramista, ha contribuito alla rinascita e diffusione di tante piccole realtà artigiane in Abruzzo. Forte della sua esperienza negativa, di vedersi rifiutato come apprendista nelle botteghe abruzzesi, decise che non avrebbe fatto rivivere tale situazione ai giovani ambiziosi che volevano e vogliono avvicinarsi a questo affascinate, ma tanto complesso, mestiere. Giuseppe, infatti, si è sempre distinto per la sua disponibilità verso coloro che hanno deciso di avvicinarsi a questo mondo lavorativo, anche perché non si è mai preoccupato della produzione degli altri ceramisti, come lui stesso afferma: “il bello di questo mestiere è che non c’è limite alla creatività ed è possibile diversificare la produzione anche all’interno della stessa azienda.” Già da diversi anni, inoltre, periodicamente all’interno del laboratorio di ceramica Liberati, vengono organizzati corsi di ceramica che spaziano dalla foggiatura alla decorazione, workshop raku a cui possono partecipare veramente tutti, professionisti e appassionati, senza limiti di età.

Fin dall’avvio del Laboratorio di ceramica Liberati l’idea aziendale è basata su alcune regole ben precise, una delle quali è che tradizione e innovazione devono convivere armoniosamente, rivolgendo una particolare attenzione allo studio delle forme, dei colori e dei decori, per far sì che ogni singolo manufatto artigianale in ceramica, possa contraddistinguersi per l’elevato spessore artistico. Da sempre, la sperimentazione ha occupato un ruolo fondamentale, che oggi, ancor più che in passato, è costantemente presente nel laboratorio Ceramiche Liberati, diventando parte integrante e fondamentale della “filosofia aziendale”.

Sin dai primi anni di attività, diversi artisti abruzzesi affermati, percepirono che Giuseppe Liberati era molto più che un abile artigiano, in lui spiccava una forte vocazione e sensibilità per l’arte, con un’innata inclinazione per l’arte moderna e contemporanea.

Con il nuovo millennio Giuseppe avvia un nuovo ciclo artistico, inizia a mettere in pratica tutto ciò che ha sperimentato e imparato in passato. Realizza delle vere e proprie opere d’arte in ceramica in stile moderno e contemporaneo, utilizzando argille e smalti di propria composizione e ricorre a tecniche di lavorazione molto particolari, come quella della ceramica raku e dei riflessi ceramici. Già nel 2006 la Regione Abruzzo organizza nel Palazzo dell’Emiciclo de L’Aquila una Mostra personale a lui dedicata denominata “Sentimenti”. L’evento riscuote un grande successo e fu proprio in tale occasione che il suo Maestro Bozzelli, nonché padre artistico, gli passò simbolicamente lo “scettro” con queste testuali parole: “ora posso dire che mi hai superato”.

Molte sono le occasioni in cui il Laboratorio di ceramica artistica e artigianale Ceramiche Liberati è stato chiamato a rappresentare la ceramica abruzzese, ma per questo vi lascio alla lettura del Curriculum.

Laboratorio di ceramica in Abruzzo Ceramiche Liberati

Laboratorio di ceramica artistica e artigianale Ceramiche Liberati, Villamagna, (CH) Abruzzo.

Tutto quello di cui vi ho parlato oggi è un brevissimo riassunto di racconti e fatti condivisi da familiari e amici, alcuni cenni li ho ripresi anche da libri e cataloghi che parlano del Laboratorio di ceramica Liberati.

Ho avuto il piacere di incontrare personalmente il Maestro Giuseppe Liberati… ed è emozionante ascoltarlo mentre racconta la sua storia! Chi lo conosce lo sa, ma se non avete ancora avuto modo di incontrarlo, venite in Laboratorio e tra una tazza di caffè, un giro sul tornio, pennelli, colori… avrete occasione di scoprire la ceramica come non l’avete mai vista! Ogni manufatto, ogni opera… tutto nel Laboratorio Liberati ha qualcosa da raccontare e ispirare, ancor più perché cariche di fascino e personalità dell’uomo che ha rischiato tutto per seguire il proprio sogno! Oggi il Laboratorio Ceramiche Liberati è uno dei più grandi laboratori di ceramica artigianale, tutta italiana, che tra la laboratorio e ed esposizione conta circa 1200 mq di spazio fisico, Giuseppe ama sottolineare che non ha mai beneficiato di alcun contributo pubblico per realizzarlo!

Mi fermo qui, ma prima di salutarvi vorrei concludere con questa frase: per riuscire nel mondo, prendete bene in considerazione queste tre massime: “vedere, è sapere; volere, è potere; osare, è avere” (Alfred de Musset).

Credete nei vostri sogni, sempre!
Vostro, Mani.

Ceramica Abruzzo foto repertorio Ceramiche Liberati

CERAMICA ABRUZZO: dal Gran Sasso alla Maiella

CERAMICA ABRUZZO: dal Gran Sasso alla Maiella

Salve a tutti!

Mi presento, sono “Mani” e sarò la vostra guida personale nel magico mondo della ceramica. Ho tantissimo da raccontare: storie, esperienze, curiosità, successi e non solo del Laboratorio Ceramiche Liberati. Insomma, tutto sulla ceramica, dall’argilla, alle lavorazioni, alle tecniche tradizionali e alle creazioni moderne e contemporanee della ceramica. Il mio blog inizia oggi, ma la storia del Laboratorio Liberati inizia negli anni ‘80 e di cose da raccontare ne ho molte…

Sono infiniti gli argomenti da cui potrei iniziare per farvi scoprire l’universo alchemico delle ceramiche Liberati, ma ho pensato che era giusto partire con il racconto della storia della ceramica Abruzzo nelle principali località, di come questa si è evoluta dagli albori ad oggi.  Sono due le province che si possono distinguere per il trascorso legato alla storia della ceramica: quella di Teramo con la nota Castelli sotto le pendici del versante appenninico del Gran Sasso e quella di Chieti legata alla tradizione ceramista di Rapino, nata alle falde del massiccio della Majella, che grazie alla natura ricca di acqua ed argilla ha favorito la nascita delle botteghe di ceramica. La storia della ceramica proveniente dalla provincia di Chieti è generalmente meno nota, ma su essa mi soffermerò maggiormente perché è proprio da  quì, più precisamente da Rapino, che prenderà ispirazione Giuseppe Liberati.

Castelli ha origini antichissime; il primo maestro bottegaio fu Orazio Pompei, conosciuto come il “Magister”, che nel 1500 aprì la prima bottega di maioliche abruzzesi. A questo seguì intorno al 1650 il famoso Francesco Grue, che si distinse per le sue meravigliose decorazioni barocche su maiolica. A Rapino, invece, la storia dell’attività ceramica è legata alla Bottega Bozzelli, nata nel lontano 1816, è diventata così la prima attività ceramica della provincia di Chieti, quando Raffaele Bozzelli senjor decise di avviare il suo laboratorio di maioliche; ed è grazie al suo lavoro che a distanza di anni nacquero altri laboratori di ceramica artigianale abruzzese, alcuni dei quali avevano lavorato come apprendisti nella sua bottega, tra questi Cappelletti, Bontempo e Vitacolonna ecc.

Nella provincia teatina, la tradizione e diffusione della lavorazione delle maioliche italiane, è legata principalmente alla famiglia Bozzelli, una famiglia di ceramisti, dal cui laboratorio hanno attinto anche alcuni dei grandi artisti del nostro Abruzzo, come Basilio Cascella, che scelse tale bottega per imparare l’arte della ceramica, fu proprio in tale occasione che iniziò a dipingere su manufatti smaltati.

L’ultimo ceramista abruzzese della famiglia Bozzelli fu Luigi junior, che diede vita nel 1947, al primo corso di “Addestramento per ceramisti” sotto il nome di “Bottega d’Arte e Scuola di Ceramica” e nel 1952 fu tra i fondatori dell’Istituto Statale d’Arte “Nicola da Guardiagrele” di Chieti, con due corsi quello per l’Arte Ceramica e quello per l’Arte del Mobile. L’impegno e la dedizione per l’importante progetto intrapreso con l’Istituto d’Arte non gli permise di continuare con l’attività di ceramista nella Bottega di famiglia, così nel 1959, la Fabbrica Bozzelli a Rapino chiuse. Il Prof. e Maestro Luigi, ha comunque continuato le sue ricerche e innovazioni nel campo della ceramica mettendo sempre a disposizione degli altri il proprio sapere, dando così la possibilità ai suoi giovani di imparare e crescere riuscendo a trasmettere i segreti di un mestiere, quello del ceramista, tanto affascinante quanto difficile. L’opportunità che qualcuno potesse ereditare e proseguire la sua attività arrivò quando, in occasione degli esami di Stato del 1978, il maturando Giuseppe Liberati espresse la volontà di aprire un laboratorio di ceramica, rivolgendosi in particolare al suo Professore. Colpito dalla determinazione e dall’entusiasmo del suo allievo, Luigi incoraggiò il giovane sostenendolo in ogni modo e soprattutto mettendo a disposizione tutta la sua lunga e profonda esperienza. Avviata l’attività della Fabbrica Liberati a Villamagna (CH), nel 1980, tra il Maestro Luigi e l’allievo Giuseppe inizia una collaborazione di elevato spessore culturale e umano, che vede la creazione di manufatti in ceramica tecnicamente ed esteticamente preziosi, in stile moderno e contemporaneo. Nel laboratorio di Ceramiche Liberati, dove lo stesso allievo Giuseppe diventa un vero Maestro dell’arte della ceramica contemporanea e non solo, il Prof. e Maestro Luigi Bozzelli, negli ultimi anni di attività, continua a sperimentare nuove tecniche e forme.  Come afferma lo stesso Prof. e Maestro Luigi Bozzelli, la secolare tradizione della sua fabbrica di ceramica continua con successo in quella del suo ex-allievo Giuseppe Liberati: “è come un percorso storico che da Rapino arriva a Villamagna”, il suo Maestro continua sottolineando come in Giuseppe l’acume e l’ingegno che, unitamente alle indubbie doti artistiche, gli hanno permesso di realizzare una produzione di altissimo livello e di ottenere quell’ampio consenso di pubblico e critica riscontrabile nelle innumerevoli e continue commissioni che arrivano da ogni parte d’Italia e molti paesi esteri. Giuseppe, come ha affermato il suo Maestro e non solo, ha la capacità di spaziare dall’oggettistica tradizionale a quella più artistica, il frutto del suo estro e creatività unite alle abilità tecniche gli permettono di creare opere scultoree, del tutto innovative e contemporanee.

Tornando alla storia della Bottega Bozzelli e in particolare al Prof. Luigi questo si è distinto, come si è potuto comprendere, per le straordinarie doti professionali unite ad una grande e onestà umanità. Il suo intenso lavoro di ceramista meriterebbe maggior attenzione da parte degli studiosi di questo settore, come del resto più attenzione merita la gloriosa attività della sua famiglia. Un percorso di lavoro e di vita, trasmesso fino ai giorni nostri grazie al simbolico “passaggio di testimone” che Luigi Bozzelli con ingegno, passione, fiducia e generosità ha consegnato a Giuseppe Liberati che passo dopo passo, grazie al sostegno continuo della moglie Assunta che lo affianca da sempre nell’attività e ai figli Erika, Marta e Lorenzo, ha trasformato la “piccola bottega” in una grande realtà che è in grado di rappresentare l’eccellenza della ceramica abruzzese nel mondo.

Per oggi il racconto “Ceramica Abruzzo: dal Gran Sasso alla Maiella” finisce qui… mi raccomando rimanete collegati, anche perché, non siete curiosi di conoscermi meglio? D’altronde per ora ho rivelato solo il mio nome… MANI.  

Io sarò i vostri occhi e le vostre orecchie nel Laboratorio Ceramiche Liberati e man mano vi racconterò tutto quello che succede qui. Se già avete qualunque domanda sulla ceramica potete scrivermi qui sotto e vi risponderò con piacere e in modo chiaro. A presto! 😉