Arrosticini e accessori in ceramica artiginale_Ceramiche Liberati

Simboli d’Abruzzo: il culto degli arrosticini e accessori in ceramica artigianale 

Simboli d’Abruzzo: il culto degli arrosticini e accessori in ceramica artigianale 

Bentornati!

Finalmente è arrivata la primavera! Anche a me piace passare le giornate all’aperto in compagnia degli amici e godermi l’aria primaverile. Forse c’è qualcuno che non ne è ancora convinto… ma la stagione delle scampagnate “all’abruzzese” è ufficialmente aperta 😉 Tra le varie delizie abruzzesi che rappresentano una pietanza-simbolo della nostra regione al primo posto c’è l’arrosticino, il re indiscusso del picnic all’aperto. Comodissimi da cucinare sulla brace, gli arrosticini sono molto gettonati per qualsiasi occasione.

Soprattutto negli ultimi anni l’arrosticino è diventato uno dei simboli più conosciuti dell’enogastronomia abruzzese. I locali che propongono arrosticini, preparati con la carne di pecora o di castrato, sono dappertutto: dalla montagna fino alle coste. Tuttora si discute sul luogo dove ebbero origine gli arrosticini. Qualcuno sostiene che sono nati nella provincia di Pescara, altri dicono nel teramano. D’altronde, questo dibattito ha il suo fascino e in fondo gli arrosticini teramani sono buoni tanto quanto quelli pescaresi 😉

Tradizione della ceramica abruzzese

Magnate arrosticino abruzzese in ceramica, Ceramiche Liberati

Magnete Arrosticino d’Abruzzo realizzato e decorato a mano in ceramica artigianale.

Di per sé, la produzione della ceramica è una caratteristica distintiva della regione Abruzzo, una tra le regioni italiana dove la ceramica ha origini antichissime. Il Laboratorio Ceramiche Liberati da sempre orientato all’innovazione e alla sperimentazione, ha riservato un posto speciale alle tradizioni regionali (nel senso stretto). Tra i manufatti in ceramica realizzati con l’etichetta “Simbolo d’Abruzzo” vi sono sculture con i tipici animali abruzzesi del parco, calamite con immagini dei costumi tipici e paesaggi rappresentativi come i Trabocchi, il Guerriero di Capestrano, ecc. Anche i decori tipici della ceramica abruzzese come il Fioraccio tradizionale, la rosa spina, il riquadro, sono gelosamente custoditi e utilizzati nella realizzazione di manufatti tipici regionali. A questo si aggiunge il decoro Paesaggio naturalistico: dipinto sulla ceramica riproduce i paesaggi abruzzesi, spesso questi vengono realizzati su creazioni artigianali di grande spessore artistico. In quest’ultimo caso si tratta di manufatti importanti come piatti, vasi, otre e anfore di grandi dimensioni che rappresentano la ceramica tradizionale e figurativa.  

Arrosticini e accessori in ceramica creativi

PORTAARROSTICINI: Tra gli articoli prodotti dal Laboratorio Liberati non poteva mancare anche l’arrosticino in ceramica. Ceramiche Liberati realizza i portarrosticini a forma di cartoccio che rappresentano  un’alternativa alla tradizionale brocca con i manici, spesso proposta dai ristoranti e dalle trattorie abruzzesi. La ceramica permette di conservare il calore degli arrosticini cotti al carbone e la forma capiente del portarrosticino evita l’utilizzo della carta argentata. Il portarrosticino in ceramica è un accessorio utile e comodo per la tavola degli amanti della cucina tradizionale tipica abruzzese, facile da pulire può essere lavato anche in lavastoviglie a max 60º. Il porta arrosticini può essere decorato e personalizzato anche con logo aziendale applicato con la tecnica della stampa digitale su ceramica. Al momento sono disponibili all’acquisto online sul presente sito porta arrosticini con tre diversi decori: Fioraccio, color terracotta e fascia di rose.

ARROSTICINO IN CERAMICA: Il magnete in ceramica a forma di arrosticino, è un omaggio al prodotto agroalimentare diventato emblema dell’Abruzzo. Rappresenta di sicuro uno tra i piatti tipici abruzzesi più apprezzato in Italia ed all’estero, non si può visitare tale regione italiana senza provarli. L’Arrosticino a magnete in ceramica, realizzato artigianalmente e dipinto a mano con autentico spiedino in legno, è un gadget artigianale unico e sfizioso, da regalare e regalarsi. Anche in questo caso è possibile personalizzare la scritta, con il nome del luogo o del ristorante.

Vi consiglio di dare un’occhiata anche agli accessori di ceramica per il vino, un altro simbolo d’Abruzzo per eccezione! Per oggi è tutto, vi auguro una gustosa scampagnata con o senza arrosticini a seconda dei vostri gusti culinari!

Vostro, Mani.

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Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica artigianale_Ceramiche Liberati

Strumenti musicali natalizi: zampogne e ciaramelle in ceramica

Strumenti musicali natalizi: zampogne e ciaramelle in ceramica

Amici della ceramica, ben ritrovati sul blog della ceramica!

Il Natale è alle porte! Qui, nel Laboratorio di Ceramiche Liberati, i nostri artigiani stanno lavorando tantissimo per realizzare gli “ordini” natalizi, sembrano i folletti di Babbo Natale 😉 e mi piace osservarli mentre realizzano e decorano a mano palline di Natale e i vari manufatti in ceramica ordinati per l’occasione! Oggi vorrei parlarvi della tradizione musicale natalizia che caratterizza la nostra regione Abruzzo, più precisamente degli strumenti musicali natalizi come la zampogna e la ciaramella. Un anno fa vi ho presentato il lavoro del Maestro Giuseppe Liberati, ovvero la realizzazione della primissima ciaramella in ceramica al mondo. Vi ricordate? Nel mio vecchio articolo dal titolo Melodia dei pastori: la prima ciaramella in ceramica! troverete tutte le informazioni sulle fasi di lavorazione della ciaramella in ceramica e dell’Evento di presentazione che si è svolto il 18 dicembre 2016 presso il Teatro Cinema Garden di Guardiagrele (Ch) Abruzzo – Italia.

Ciaramelle in ceramica come strumenti musicali natalizi

Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica_Ceramiche LiberatiTutti sappiamo che le regioni italiane da sempre vengono identificate per determinate caratteristiche distintive come il cibo, la lingua, l’arte e tradizioni regionali. Anche uno dei più piccoli strumenti musicali come la ciaramella, apparentemente sconosciuto, ha una lunga storia e rispecchia una tradizione pastorale secolare diventando anch’essa un elemento regionale distintivo. Difatti ogni regione ha la sua Ciaramella, che può differenziarsi a secondo degli stili e delle caratteristiche organologiche differenti, questo particolare piffero può essere definito come una famiglia di strumenti similari, piuttosto che come un unico strumento. In diverse zone dell’Italia, a seconda del dialetto, la Ciaramella viene chiamata in diversi modi: cornetta, ciaramedda, totarella, bifara, trombetta, pipìta, cialumbella, ecc. In alcune aree però il termine ciarammelle (Alta Sabina) o cirammeddi (Sicilia e Calabria) potrebbe essere utilizzato per definire la zampogna, proprio perché la zampogna sembra essere nata dall’accostamento di due ciaramelle unite da una riserva d’aria con un otre per rafforzarne il suono.

I Pifferari” sono musicisti che tradizionalmente appartengono alle regioni del Centro-Sud italiano: Abruzzo, Lazio, Campania, Lucania, Calabria e Sicilia. Nel periodo natalizio arrivavano nelle nostre piazze dove con zampogna e canto si esibiscono con melodie festose tipiche del Natale.

Suonare la Zampogna: arte e tradizione 

Qui vi riporto il testo che presenta utili informazioni tecniche e qualche esercizio per apprendere l’uso dello strumento dall’articolo di Pietro Ricci “Costruttore di zampogne e caramelle”.

“Queste poche informazioni – integrale da alcuni esercizi musicali finali – spero siano utili per quanti vogliano iniziare a suonare una zampogna molisana “con chiave”. Esse sono un compendio del “Metodo didattico-teorico-pratico per suonare la zampogna e la ciaramella” da me scritto nel 1993. Il metodo venne usato, quale testo-dispensa, dagli iscritti alla Scuola di Musica per Zampogna che nel 1993-94-95 fu organizzato dal Circolo della Zampogna di Scapoli.”

La Ciaramella

Ho già detto in precedenza che la zampogna è essenzialmente uno strumento da accompagnamento e che va suonato insieme ad uno strumento solista, che nella quasi totalità dei casi “tradizionali” è la ciaramella, detta in dialetto biffera.

La ciaramella – cosi come le camme della zampogna – viene costruita in due parti collegate tra di loro:

  • il fuso provvisto di fori digitali per la modulazione del suono;
  • la campana.

Rispetto alle canne sonore a modulazione di suono della zampogna (ritta e manca), la ciaramella ha un numero maggiore di fori digitali e viene impugnata con entrambe le mani:

  • le 5 dita della mano sinistra si articoleranno sui 4 fori superiori più vicini all’imboccatura e su quello posteriore per il pollice;
  • le 4 dita della mano destra (pollice escluso) saranno posizionati sui rimanenti 4 fori inferiori.

L’ancia. La ciaramella ha un’ancia, che si presenta più tozza rispetto a quelle realizzate per la zampogna. Ogni modella di ciaramella ha un suo tipo di ancia, differente per dimensioni. La fabbricazione di quest’ancia è del tutto simile a quella delle ance per zampogna.

L’ancia della ciaramella viene tenuta direttamente tra le labbra del suonatore, che ha la possibilità concreta ed immediata di poter variare la tonalità dello strumento, in un intervallo che si avvicina sensibilmente al semitono. Ciò può avvenire:

  • inserendo più o meno profondamente l’ancia nella canna dello strumento;
  • inserendo più o meno profondamente l’ancia nella bocca;
  • premendo leggermente sulle linguette con le labbra, o coi denti come se si volesse mordere.

Strumenti musicali natalizi-zampogne e ciaramelle in ceramica italiana_Ceramiche LiberatiAccordatura. Come per la zampogna, talvolta capita che dai fori presenti sulla biffera non fuoriesce l’esatta nota corrispondente al foro. Questo può accadere perché l’ancia non è stata perfettamente realizzata. Per correggere l’errata intonazione viene usata la cera d’api, cosi come già spiegato per i fori digitali dei charter della zampogna.

Oltre ai nove fori digitali, in prossimità della campana, è presente un foro supplementare che serve per l’eventuale accordatura dell’ultima nota, quella più grave. Chiudendo progressivamente questo foro supplementare, si ottiene il graduale abbassamento di tono della nota più grave.

Mentre la zampogna risulta abbastanza difficile a suonare a lungo con uno strumento accordato e con tonalità precisa, per fortuna, con la ciaramella, questo problema e di gran lunga più semplice da risolvere.

Sul sito e-commerce di Ceramiche Liberati sono già disponibili all’acquisto online Le ciaramelle in ceramica realizzate dal Maestro Giuseppe Liberati, un’idea regalo perfetta per gli amanti della musica. In particolare trovate ciaramelle con tre decori dipinti a mano: Arabesco, Fascia floreale e Oriente blu.

Per oggi vi saluto  con questa frase che ha Natale diventa ancor più significativa:

“C’è musica classica talmente bella da diventare popolare e leggera, e c’è musica leggera talmente bella da diventare classica. Quando la musica è bella è bella e basta.” Cit. Andrea Bocelli

A presto!
Vostro, Mani.

Campanelle in ceramica artigianale di Ceramiche Liberati

Campanelle in ceramica tra tradizione e innovazione 

Campanelle in ceramica tra tradizione e innovazione

Salve!
di sicuro avete capito che il mio lavoro consiste nel raccontarvi al meglio tutto ciò che riguarda il mondo della ceramica artigianale e tutto quello che ci gira intorno. Abbiamo parlato di lavorazioni, manufatti, arte e innovazione. Alcune volte vi ho parlato di eventi e mostre strettamente legate al Laboratorio Liberati e alle loro ceramiche artistiche e artigianali. Mi rendo conto che piano piano devo allargare gli orizzonti e parlarvi di più della ceramica artigianale e del suo posto nel mondo, del perché nascono le tradizioni e usanze legate alla simbologia di un prodotto fatto con le mani in un determinato luogo per un determinato momento. Beh, iniziamo oggi parlando delle campanelle in ceramica artigianale proprio perché a breve in Abruzzo vi saranno due occasioni particolari dove se ne vedranno di tutti i tipi.

La campanella è uno strumento musicale che fa parte della famiglia idiofoni a percussione a battente. A seconda della dimensione della campana e del materiale utilizzato nella realizzazione,  il suo suono varia. Ad esempio, nella campana in metallo da chiesa il suono prodotto dalla percussione del pendolo di ferro, chiamato battacchio, è forte perché la campana sarà di grandi dimensioni ed è anche sonoro perché da usanza la campana deve essere sentita da lontano. Infatti, nell’occidente la campana è realizzata solitamente in bronzo e nel mondo cristiano le campane in chiesa hanno sempre avuto una funzione ben specifica – scandire i tempi della messa e come richiamo per funzioni, ricorrenze ed eventi riguardanti direttamente la comunità locale.

Scommetto che nessuno di voi ha mai pensato da dove arriva il nome italiano “campana”. Qual è la sua origine? Dunque, il nome italiano deriva dal latino vasa campana, ovvero un’espressione che indicava dei catini emisferici inizialmente realizzati in bronzo e poi in terracotta, prodotti nella zona di Napoli che appunto si trova in Campania. Semplicemente per similitudine di forma anche la campana che suona fu chiamata come il vaso. In latino invece la campana era chiamata tintinnabulum in riferimento al suono che produce.

Le campanelle in Abruzzo: nelle feste per piccolo e grandi

Agosto, mese di ferie e vacanze, ricco di fiere, sagre e manifestazioni, offre anche la possibilità di ammirare i prodotti dell’artigianato abruzzese tra cui anche le campanelle. Si tratta della Sagra di San Rocco a Vasto che si svolge ogni anno il  16 agosto e della festa patronale del 31 agosto a Lanciano in onore di Maria SS. del Ponte.

Ceramiche Liberati, come avrete ben capito 😉 è un laboratorio di ceramica artistica e artigianale, che come vi ho sempre detto, realizza manufatti che spaziano dal pezzo unico dall’elevato spessore artistico, a  piccoli manufatti di grande valore culturale che rispettano la migliore tradizione abruzzese come, appunto, campanelle in ceramica. Come ogni anno anche in questa edizione Ceramiche Liberati sarà presente alle due feste abruzzesi dedicate alle campanelle, naturalmente quelle del laboratorio vengono realizzate artigianalmente, per un campanella in ceramica 100% Made in Abruzzo.

  • Campanelle in ceramica a Vasto 16 agosto

La sagra di San Rocco è una festa molto particolare dedicata al protettore di tutti i turisti. San Rocco, vero nome Rocco di Montpellier (denominazione della città natale) era un pellegrino e taumaturgo francese, nato tra 1346 e 1360 e morto nella notte tra il 15 e il 16 agosto. San Rocco è diventato celebre durante l’epidemia della peste che colpì l’Europa tra 1367 e 1368, in particolare in quegli anni girò l’Italia aiutando i malati. La visita che fece nella città di Acquapendente rimane un evento registrato da moltissime scritture dell’epoca che narrano dell’arrivo del giovane pellegrino in città su invito di un angelo dove San Rocco benediceva gli appestati con il segno della croce e all’istante li guariva toccandoli con la mano taumaturgica.

Nei suoi spostamenti in giro per l’Italia San Rocco era accompagnato dal tintinnio di una campanella attaccata al suo bastone. A Vasto (Ch) Abruzzo  in memoria di San Rocco ogni anno, nella data della sua morte, ovvero 16 agosto, viene organizzata una festa, che ha per simbolo  la campanella. Piazza Rossetti, la principale piazza di Vasto, accoglie un grande fiera/mercato di artigianato abruzzese e italiano, dove si possono trovare una moltitudine di campanelle realizzate in diversi materiali: dalla terracotta al metallo, dal vetro all’ottone. Si possono ammirare campane di tutte le dimensioni realizzate dalle abili mani degli artigiani abruzzesi e non solo. Una giornata unica e indimenticabile, rallegrata da un continuo scampanellio. Solitamente l’appuntamento per l’inizio della festa con balli e canti locali è per la mattina del 16 agosto, in piazza Rossetti dalle ore 8,00, sarà possibile visitare il mercatino fino alla tarda sera. Naturalmente vi consiglio di passare allo stand di Ceramiche Liberati (situato all’ingresso di Piazza Rossetti), per ammirare tutte le loro creazioni e magari per regalare o regalarvi una campanella artigianale.

  • Campanelle in ceramica a Lanciano 31 agosto

Una delle più importanti feste lancianesi dedicate all’artigianato si svolge il 31 agosto in onore del Sant’Egidio, frate benedettino morto nel 721, protettore di storpi e lebbrosi. Si tratta di una festa patronale che inizia nella serata del 31 agosto quando la principale piazza della città, ovvero, Piazza Plebiscito e il Corso Trento e Trieste si riempiono di espositori e bancarelle che propongono merci di ogni genere e manufatti d’artigianato locale. Per via di un grande interesse per l’artigianato e per la vastità di manufatti esposti, con il passare degli anni la festa si è evoluta e ha assunto un carattere diverso, piano piano è diventata una vera Fiera del Giocattolo. Tra gli spazi espositivi vi si trovano giocattoli di tutti i tipi e generi, dal tradizionale al moderno. Per gli adulti è una buona occasione per tornare piccoli e, dall’altra parte per i piccoli è un vero parco divertimenti.

Anche Sant’Egidio portava con se un bastone con la campanella attaccata per avvisare i malati del suo arrivo. Infatti anche a Lanciano, l’oggetto-simbolo della festa è la campanella in ceramica o terracotta , ma con un significato legato anche alla tradizione lanciasse: il fidanzato acquista la campanella per regalarla alla propria promessa sposa in segno della conferma della promessa d’amore. I festeggiamenti proseguono fino a tarda sera e anche il giorno dopo da ogni parte della città si sente arrivare il tintinnio delle campanelle di S. Egidio.
Anche in questa occasione potete trovare le campanelle del Laboratorio Liberati, che spaziano dalla più classica alla più estrosa, dimenticavo potete trovarli in Piazza Plebiscito (di fronte il bar) – Lanciano (Ch) – Abruzzo.

Campanelle in ceramica artigianale di Ceramiche Liberati

Di seguito vi presento una sintetica categorizzazione delle campanelle realizzate dal laboratorio Ceramiche Liberati. Come per tantissimi oggetti realizzati artigianalmente è estremamente difficile classificarli in delle categorie o gruppi. Provo a farvi una breve presentazione delle campanelle in base allo stile, al decoro e alla forma. Vi preciso inoltre che le campanelle in base alla forma possono essere di diverse dimensioni.

Campanelle in ceramica in stile CLASSICO
Per decoro le campanelle potrebbero essere suddivise in:

  • decori dipinti a mano:
    – floreale;
    – tradizionale (decori tipici locali come il Fioraccio, Riquadro, ecc.);
    – a fascia floreale.
  • decorati con la stampa digitale su ceramica:
    – immagine che rappresenta i mestieri;
    – paesaggio marino, naturalistico o misto.
  • decoro monocromatico con degli elementi a rilievo:
    – sole;
    – angelo.
  • campanelle traforate e decorate a mano con uno dei decori floreali o a fascia floreale.

Campanelle in ceramica in stile “MODELLATO”
Le campanelle moderne si distinguono per forme particolari o decori non tradizionali:

  • campanelle monocromatiche a forma di cuore con dediche d’amore e frasi d’autore;
  • campanelle a forma di animali stilizzati:
    – pecora;
    – coccinella;
    – pesce;
    – pinguino;
    – gatto;
    – cane;
    – gufo;
    – maiale;
  • campanelle a forma di teschio con motivi decorativi che richiamo i famosi “Teschi messicani”.

Se avete domande o curiosità, non esitate e lasciatemi un vostro commento, vi risponderò nel più breve tempo possibile…oppure potete venire a trovarmi nel  laboratorio Liberati a Villamagna (Ch) o in occasione della festa delle campanelle per ammirare queste piccole, tintinnanti opere d’arte ;)!

Vostro, Mani.

Quali souvenir in ceramica comprare in Abruzzo? Articolo blog sulla ceramica

Quali souvenir in ceramica comprare in Abruzzo?

Quali souvenir in ceramica comprare in Abruzzo?

Buongiorno a tutti!

Confermo a tutti che siamo in piena estate! Io, in particolare, che vivo nel Laboratorio Liberati che a si trova nel meraviglioso Abruzzo, amo l’estate follemente! Questo amore incondizionato non riguarda solo la presenza di lunghe e altrettanto belle giornate di sole, ma anche perché la stagione estiva fa si che arrivino persone da tutto il mondo a scoprire la nostra terra, in tutte le sue sfaccettature: mare, montagna, cibo, tradizioni, sagre, artigianato, ecc. Ogni persona che visita la Regione più verde d’Europa riporta con sé ricordi e sensazioni, che aiutano a diffondere in tutto il mondo la bellezza del nostro territorio.

Oggi dedico il mio articolo sulla ceramica a tutti quelli che visitano l’Abruzzo e vogliono riportarsi un ricordo tangibile della regione in stile abruzzese. Voglio parlarvi dei souvenir, in particolare dei souvenir in ceramica da comprare in Abruzzo per averne un ricordo rappresentativo. Cominciamo con un chiarimento sulla parola “souvenir“, di origine francese, letteralmente significa “ricordo”. Con il tempo, visto che il termine veniva utilizzato sempre più spesso anche per indicare gli “oggetti-ricordo” del passato, è diventata una parola che indica un oggetto che si acquista o si regala quando, visitando luoghi di particolare interesse turistico, si vuole conservarne la memoria o ricordare l’evento stesso.

In risposta all’esigenza di creare e mettere disposizione, principalmente dei turisti, i souvenir che rappresentino l’Abruzzo, negli anni, Ceramiche Liberati ha ideato una linea di ceramiche Gadget e souvenir, l’offerta spazia da piccoli oggetti in ceramica come calamite a piatti, ovali da muro e statuette in ceramica di diverse dimensioni. I gadget o i souvenir in ceramica sono caratterizzati da dimensioni medio-piccole dell’oggetto e quindi dai costi contenuti. Come già anticipato, realizzano magneti in ceramica, calamite in ceramica, ovali in ceramica, mattonelle in ceramica, fermacarte in ceramica, piatti o piattini in ceramica, statuette in ceramica, portachiavi in ceramica, portapenne in ceramica, ecc. Tutti questi souvenir in ceramica riproducono un’immagine, un logo, un disegno, un simbolo e/o una storia rappresentativa che è in grado di ricondurre al ricordo legato ad un luogo. Come avrete già capito leggendo il mio blog, ma cerco sempre di precisarlo, il Laboratorio Liberati realizza souvenir e gadget in ceramica unici e molto particolari sia nel decoro sia nella forma. Per maggiori informazioni è possibile fare la richiesta scrivendo direttamente a info@liberati.net oppure compilando il form di richiesta direttamente sulla pagina Contatti del sito Liberati.

Quali souvenir in ceramica comprare in Abruzzo?

Per rispondere alla domanda quali souvenir in ceramica comprare in ricordo dell’Abruzzo vi propongo una breve presentazione del manufatto e del perché rappresentano l’Abruzzo. Per scoprire più dettagli e conoscere le tecniche di lavorazioni vi invito a visitare la singola pagina linkabile dal titolo del paragrafato.

1. Calamita a rilievo Trabocco abruzzese

Calamita a rilievo trabocco, dipinto a mano, Ceramiche Liberati

La Calamita a rilievo Trabocco abruzzese è realizzata in ceramica artigianale e dipinta a mano a colori. Il magnete-souvenir rappresenta uno dei più famosi paesaggi marini abruzzesi ovvero il Trabocco. I trabocchi sono costruzioni su palafitte che poggiano sui fondali marini e/o sugli scogli, utilizzati per pescare. La struttura del trabocco viene retta da cavi e travi non completamente collegati tra loro, dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti necessarie per la pesca. Non vi sono trabocchi uguali tra loro, ogni costruzione si differenzia non solo per l′architettura, ma anche per dimensioni e per forma. Nel 1994 la Regione Abruzzo ha emanato una legge, per la promozione e il recupero dei trabocchi nelle coste abruzzesi, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale.

Solo negli ultimi anni si è riscoperta e valorizzata la bellezza dei luoghi lungo la costa, dove si possono ammirare queste affascinanti costruzioni: i Trabocchi, che sono entrati a far parte ora del patrimonio monumentale d′Abruzzo e Molise. Non a caso Ceramiche Liberati dedica ai Trabocchi una linea di decoro e vi invito a leggere l’articolo Trabocco dipinto su ceramica: Simbolo d’Abruzzo.

2. Magnete Arrosticino abruzzese

Magnate arrosticino abruzzese in ceramica, Ceramiche Liberati

Il Magnete in ceramica a forma di arrosticino, è un omaggio al prodotto agroalimentare diventato emblema dell′Abruzzo. Rappresenta di sicuro uno tra i piatti tipici abruzzesi più apprezzato in Italia e all’estero, non si può visitare tale regione italiana senza provarli. L′Arrosticino a magnete, realizzato artigianalmente e dipinto a mano in ceramica maiolica con autentico spiedino in legno, è un gadget artigianale unico e sfizioso, da regalare e regalarsi. La scritta sul magnate “l’arrosticino d’Abruzzo”, invece, è realizzato con la tecnica dell’artigianato digitale, ovvero una stampa indelebile su ceramica.

Ai super appassionati di Arrosticini consiglio di dare un’occhiata anche ai portaarrosticini in ceramica realizzati da Ceramiche Liberati, un ″must-have″ per le giornate estive da sfoggiare in compagnia di parenti a amici, io che li uso già da un po’ possono dirvi che sono utili e originali.

3. Souvenir magneti da frigo e statuette “animali d’Abruzzo

Ceramiche Liberati riproduce diversi animali tipici dei parchi abruzzesi in ceramica, sia come calamite da frigo sia come statuette di varie dimensioni. Ad esempio, l’orso bruno marsicano, da tempo diventato un emblema del parco d’Abruzzo, è riprodotto come calamita di piccole dimensioni, dipinto a mano con colore marrone e come statuetta in ceramica patinata anticata. L’orso marsicano, che rientra nella sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi, è caratteristico esclusivamente dell’Italia centrale. Grazie a recenti ricerche scientifiche si stima una popolazione di circa 50 esemplari nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo e zone limitrofe.

Anche il Lupo d’Abruzzo ha il suo magnete e la sua statuetta in ceramica realizzata con una colorazione patinata anticata, prodotta in modo artigianale e con la scritta “Il Lupo d’Abruzzo” fatta a mano. Il Parco Nazionale d’Abruzzo ospita diversi esemplari del Lupo Appenninico, un animale difficilissimo da avvistare perché si muove sopratutto durante la notte e di giorno invece si rifugia nei luoghi poco accessibili. I lupi possono vivere sia in modo isolato che in piccoli branchi, organizzati in modo gerarchico. L’animale è un abile predatore che si sposta continuamente per ricercare le prede che sono in prevalenza piccoli animali e ungulati.

E come dimenticare la Pecorella? Il Magnete Souvenir in ceramica Pecorella d’Abruzzo è stato realizzato in maiolica italiana e dipinto a mano, rappresenta una simpatica pecorella abruzzese con un papillon di vari colore. Il magnete Pecorella si propone come uno dei più tipici souvenir da conservare in ricordo della visita della regione Abruzzo, che essendo la regione più verde d’Europa con oltre un terzo della sua superficie coperta da Parchi e Riserve e grazie alla predisposizione geografica naturale la regione, è famosa per la pastorizia e l’allevamento di pecore, da cui si ricavano i gustosi arrosticini abruzzesi. 😉

4. Magneti in ceramica donna abruzzese in costume tradizionale

Magnete quadrato donna in costume abruzzese 5x5, Ceramiche Liberati

Nel rispetto delle tradizioni, il Laboratorio Liberati realizza una serie di calamite quadrate con omaggio alle donne in costume abruzzese tradizionale. Le immagini rappresentato donne abruzzesi in situazioni di vita quotidiana ambientate nel passato: con la conca alla fontana del paese, con il cesto di erbe e fiori, camminando sul sentiero, donne al mare, ecc. I primi esemplari delle donne in costume abruzzese tradizionale sono stati dipinti a mano e successivamente con l’ausilio della speciale stampante per la ceramica riprodotto sul magnete frigo. La tecnica della stampa digitale a fuoco, grazie alla cottura a 940ºC, permette all’immagine di vetrificarsi rendendola indelebile.

5. Guerriero di Capestrano in ceramica

Guerriero di Capestrano in ceramica artigianale, Ceramiche Liberati

Il Guerriero di Capestrano, ritrovato nel 1934 nell’omonimo borgo, è un’icona simbolo dell’Abruzzo e della sua identità. La scultura risale alla metà del VI sec. a.C. rappresenta una figura maschile con braccia ripiegate sul petto, in costume militare: in realtà è una statua funeraria di un principe guerriero, collocato sulla sommità del tumulo di terra posta sopra la tomba. Il Guerriero è un’opera realistica e fantastica allo stesso tempo. Il copricapo, a forma di disco e dall’incredibile ampiezza è completato da una calotta semisferica con una cresta innestata che genera una sorta di coda.

Vi ho raccontato la storia completa sul Guerriero di Capestrano in un mio articolo precedente della serie Simboli d’Abruzzo. Il Laboratorio Liberati, oltre al magnete-souvenir da frigo, realizza statuette in ceramica del Guerriero di Capestrano in tre diverse dimensioni in Scala 1:16, in Scala 1:8 e in Scala 1:4.

6. Ceramica abruzzese con decoro Fioraccio dipinto a mano

Brocca o caraffa in ceramica artigianale, decoro Fioraccio, Ceramiche LiberatiIl Fioraccio è il decoro floreale su ceramica maiolica più rappresentativo dell’Abruzzo. Solitamente viene fatto su oggettistica da cucina: barattoli, piatti, poggia mestolo, tazzine da caffè, vassoi, ciotole, porta biscotti, ecc. La decorazione consiste nel disegnare a mano fiori selvatici tipici del territorio sull’oggetto smaltato a toni chiari. Diversi ceramisti nella regione realizzano questo decoro, ma già dalla vivacità dei colori è possibile riconoscere il “fioraccio abruzzese” di Ceramiche Liberati. Per maggiori informazioni e per scoprire in dettaglio le principali caratteristiche e il significato del decoro vi invitiamo a leggere l’articolo del nostro blog dedicato al Fioraccio abruzzese.

Tutti i manufatti con il decoro Fioraccio rappresentato l’Abruzzo e possono diventare un souvenir o un regalo più importante da donare e conservare in memoria e come ricordo della visita in Abruzzo.

Il Laboratorio Ceramiche Liberati è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle 12:30 e dalle ore 15:00 alle 19:00 e il sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30. Indirizzo: via Val di Foro 101, Villamagna (Chieti) Abruzzo – Italy. Il negozio online è aperto h24 😉 ! Per qualsiasi informazione potete contattare il Laboratorio anche sui social @CeramicheLiberati.

Con questo vi saluto e spero sinceramente di avervi dato qualche indicazione su quali souvenir in ceramica comprare in Abruzzo:

“Sarà un bel souvenir: una fotografia, una canzone fra i denti.
Ma ci sarà un souvenir che ci commuoverà fino a farci contenti.”

(dalla canzone “Sarà un bel souvenir” di Luciano Ligabue)

Vostro, Mani.

Trabocco dipinto

Trabocco dipinto su ceramica: simbolo d’Abruzzo

Trabocco dipinto su ceramica è un simbolo d’Abruzzo!

Ciao amici della ceramica artigianale!

Eccomi qui di nuovo, pronto a raccontarvi qualcosa in più su i “simboli” della nostra meravigliosa regione Abruzzo. Questa volta tocca ai Trabocchi, vi parlerò della loro storia e del loro valore culturale. Vi racconterò anche come e perché il Trabocco dipinto su ceramica è diventato un vero simbolo,  uno dei principali souvenir (se così può essere definito), che rappresenta in pieno le bellezze d’Abruzzo.

Come già parlato nel mio precedente articolo sui Paesaggi su ceramica, la rappresentazione del paesaggio naturale già dal XVII secolo è molto presente nell’ arte e soprattutto nella pittura, con lo scopo di far conoscere e valorizzare la bellezza del territorio. Dal XVIII secolo anche i vasai iniziarono a decorare le proprie creazioni con paesaggi, anche se inizialmente erano dipinti in modo elementare e spesso in monocromia. Il paesaggio naturale rappresenta uno dei principali tipi di decorazione che hanno elementi riconoscitivi ben chiari. La funzione comunicativa dell’ambiente rappresentato nel paesaggio, varia a seconda dell’obiettivo perseguito dal decoratore artistico di ceramica, è può essere emozionale, provocatoria ed estetica. Ovviamente l’Abruzzo, grazie alla sua innata  versatilità paesaggistica, suddivisa  tra montagne, colline, pianure,  fiumi, coste, spiagge e mare, vigneti e uliveti è una regione ricchissima di paesaggi! Chiunque arriva in Abruzzo, per qualsiasi motivo e ha modo di visitarla, viene travolto da un uragano di emozioni, impressioni frutto della ricchezza di paesaggi che può offrire a seconda del luogo visitato. Oggi mi voglio dedicare a far rivivere le emozioni vissute di chiunque abbia già visitato la costa dei Trabocchi e voglio suscitare l’interesse di chi ancora non ha mai visto un Trabocco.

Cominciamo con: “Che cosa sono i Trabocchi”?

I trabocchi sono macchine da pesca ovvero costruzioni su palafitte che poggiano sui fondali marini e/o sugli scogli, utilizzati per pescare. La struttura del trabocco viene retta da cavi e travi non completamente collegati tra loro, dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti necessarie per la pesca. Non vi sono trabocchi uguali tra loro, ogni costruzione si differenzia non solo per l’architettura, ma anche per dimensioni e per forma. Nel 1994 la Regione Abruzzo ha emanato una legge, per la promozione e il recupero dei Trabocchi nelle coste abruzzesi, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale.

Trabocco dipinto foto Trabocco abruzzese

Ringrazio Igers Chieti per la splendida foto del Trabocco Le Morge. Mani.

Inoltre, la regione Abruzzo, definita Regione verde d’Europa, gode di una posizione geografica alquanto singolare e strategica. Nei paesaggi abruzzesi si può osservare una spettacolare unione tra  montagna, mare e colline che confluiscono in un unico panorama meraviglioso e indimenticabile. Il paesaggio marino abruzzese è solitamente rappresentato da larghe spiagge con la sabbia color oro e colline ricche di vigne e alberi di ulivo. Solo negli ultimi anni si è riscoperta e valorizzata la bellezza dei luoghi,lungo la costa, dove si possono ammirare queste affascinanti costruzioni: i Trabocchi, che sono entrati a far parte ora del patrimonio monumentale d’Abruzzo e Molise.

Come viene dipinto il Trabocco sulla ceramica?

La costa dei Trabocchi è un paesaggio che per la sua naturale particolarità e unicità è divenuto un vero simbolo della nostra regione, che attraverso l’arte della fotografia, della pittura e anche della ceramica, si diffonde in tutto il mondo. Da fonti certe, ho riscontrato che il Laboratorio Liberati è stato il primissimo a realizzare i piatti in ceramica da muro con il tipico paesaggio marino che ritrae con varie vedute il trabocco, da diversi anni ormai è diventato un motivo decorativo di punta delle Ceramiche Liberati, infatti all’interno dell’esposizione/punto vendita vi è uno spazio interamente dedicato alle ceramiche artistiche Made in Italy dipinte con le diverse varianti e prospettive legate al paesaggio abruzzese dei trabocchi. Le mani, questa volta non sto parlando di me ;-),  esperte dei decoratori artigiani della bottega Liberati realizzano Trabocchi con diverse vedute paesaggistiche, talvolta ritraendo l’unione mare-montagna, mare-scogliera, mare-pianura, nelle diverse stagioni, andando a  raffigurare i vari Trabocchi che si trovano lungo la costa dei trabocchi abruzzesi.

Trabocco dipinto su ceramica Ceramiche LiberatiSolitamente un trabocco su ceramica, essendo il “protagonista” del dipinto viene rappresentato in una posizione centrale del paesaggio marino dipinto, occupando lo spazio maggiore rispetto altri elementi del paesaggio. Il Laboratorio Ceramiche Liberati riproduce i Trabocchi su piatti in ceramica, ovali e mattonelle di diverse dimensioni, piani per tavoli da giardino e per interni, centrotavola, lampade, lampadari ect…la maggioranza dei manufatti viene decorata a mano con la tecnica a pennello, ma viene utilizzata anche la stampa digitale a terzo fuoco per riprodurre l’immagine del Trabocco, al fine di farlo diventare un gadget aziendale e/o souvenir ricercato e d’autore, come ad esempio oggetti di piccole dimensioni: ovali, magneti, mattonelle e piattini che ritraggono  il paesaggio “Trabocco”, questa tecnica di lavorazione permette di abbattere alcuni costi di lavorazione, al fine di poter offrire un souvenir  artigianale raffinato ad un prezzo contenuto.

Rinnovo ai miei lettori l’invito a visitare il Laboratorio Liberati per ammirare la ceramica in tutte le sue forme e in tutti i suoi stili, dal tradizionale al moderno. Ma, visto che parliamo di Trabocchi, per chi ancora non li ha visti dal vivo,  consiglio vivamente di andare ad ammirarne qualcuno e poi a venire nel Laboratorio Liberati per scoprire l’arte ceramica che si ispira a queste meravigliose costruzioni. Intanto vi propongo un brevissimo elenco di alcuni dei manufatti in ceramica realizzati con il decoro Trabocco:

Piatto in ceramica Trabocco, dipinto a mano
Piatto in ceramica da muro, dipinto a mano, trabocco, Ceramiche Liberati

I piatti da muro in ceramica con decoro “Trabocco” vengono realizzati e decorati a mano secondo le migliori tecniche della lavorazione artigianale della ceramica abruzzese. Il paesaggio dipinto rappresenta il tipico paesaggio marino delle coste abruzzesi con la “casetta del pescatore” chiamata appunto il Trabocco. Tutti i piatti in ceramica da arredamento sono dotati del gancio in ferro e sono pronti per essere appesi al muro. Inoltre, al momento dell’acquisto ai manufatti realizzati e decorati a mano viene allegato un Certificato di garanzia a riprova dell’artigianalità della lavorazione. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del Centrotavola con bordo intrecciato decorato a mano con Trabocco abruzzese disponibile all’acquisto online.

Centrotavola in ceramica tradizionale Trabocco dipinto

Centrotavola in ceramica con fasci intrecciata Trabocco abruzzese, Ceramiche LiberatiIl centrotavola è che vi riporto è solo una delle varianti (della forma e del decoro) dei centrotavola classici realizzati dal Laboratorio Liberati. è riccamente lavorato a mano con la fascia intrecciata e dipinto a pennello con il paesaggio marino Trabocco abruzzese. I centrotavola svolgono una funzione decorativa e completano l’arredamento della casa: storicamente i centrotavola in ceramica decorati con il paesaggio sono simbolo di prestiggio e ricchezza della casa fino a diventare un vero cimelio di famiglia da mandare da generazione in generazione. Anche per il centrotavola dipinto a mano viene rilasciato un Certificato di garanzia che attesta l’artigianalità della lavorazione del manufatto nonché la sua provenienza geografica. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del centrotavola in ceramica artigianale dipinto a mano con la tecnica a pennello.

Calamita o magnete da frigo Trabocco dipinto a rilievo

Calamita a rilievo trabocco, dipinto a mano, Ceramiche Liberati

Eccovi un vero souvenir d’autore da regalare e regalarsi come simbolo d’Abruzzo! Le calamite con il dipinto del Trabocco a rilievo che realizza il Laboratorio Liberati sono in ceramica artigianale e dipinti a mano con la tecnica a pennello a colori. Il magnete rappresenta uno dei più famosi paesaggi marini abruzzesi, è unico nel suo genere e firmato Liberati diventa una piccola opera d’arte da ammirare per risvegliare i bellissimi ricordi di una serata al tramonto passata guardando il sole che si nasconde dietro il Trabocco. La calamita è dotata del magnete ad alta tenuta, comodo per lavagne magnetiche, frigorifero, forni o altra superficie metallica. 

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche del magnete da frigo con Trabocco dipinto a rilievo disponibile alla vendita online.

 Ovale in ceramica Trabocco a stampa digitale a fuoco

Ovale in ceramica da muro con trabocco a stampa digitale, Ceramiche Liberati

Il Laboratorio Ceramiche Liberati realizza ovali da muro in ceramica di diverse misure e con tantissimi decori. Gli ovali in ceramica artigianale con la rappresentazione dei Trabocchi abruzzesi a stampa digitale a colori è un souvenir e un elemento di decoro particolare e unico. Il decoro, realizzato con la stampa digitale a fuoco su ceramica, grazie alla cottura a 940°C, permette all’immagine di vetrificarsi rendendola indelebile. L’ovale con il paesaggio marino Trabocco realizzato con la stampa digitale è disponibile in varie misure 7 x 11, 10 x 15, 13 x 20, 19 x 28, 23 x 35 (cm) e, come altri manufatti in ceramica artigianale, può essere personalizzato con altre immagini anche fornite dal committente.

Vi consiglio di visitare la pagina del negozio online di Ceramiche Liberati per scoprire tutte le caratteristiche dell’ovale in ceramica con Trabocco a stampa digitale disponibile online.

Visto che siamo in tema di “Costa dei Trabocchi”, questo fine settimana dal 2 al 4 giugno 2017 ricorre l’evento annuale Cala Lenta, dove la costa dei trabocchi e il mare, con la loro storia, cultura e gastronomia faranno da protagonisti. La rassegna rientra nel programma legato all’Abruzzo Open Day Summer, ovvero l’appuntamento estivo dove il territorio abruzzese si presenta in tutta la sua bellezza. http://www.calalenta.com

Per oggi è tutto, vi saluto così:

Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare. (In onore di Patrick De Gayardon).

Vostro, Mani.

Scultura d'autore in ceramica di Giuseppe Liberati per Ripa Teatina, Ceramiche Liberati

Scultura d’autore per Ripa Teatina (Chieti)

Scultura d’autore per Ripa Teatina di Giuseppe Liberati

Buonasera amici,

la primavera è da poco iniziata, l’equinozio astronomico quest’anno è stato ufficialmente il 20 marzo alle ore 11:29 italiane,  nel Laboratorio Liberati questa stagione sarà particolarmente frizzante e ricca di mostre, eventi e novità.

Sapete dove mi trovo ora? Questa volta non vi parlo dal laboratorio Liberati, perché sono stato invitato personalmente dal Maestro ceramista Giuseppe Liberati all’inaugurazione della sua ultima opera scultorea realizzata su commissione dal Comune di Ripa Teatina (Ch) – Abruzzo – Italy, che si tiene proprio oggi mercoledì 22 marzo 2017 ore 18:00. Una vera e propria scultura d’autore di cui sono testimone oculare, ho assistito all’intera realizzazione dell’opera, partendo dal bozzetto cartaceo, passando per l’esecuzione, per giungere all’installazione nell’atrio esterno del palazzo comunale di Ripa Teatina. Oggi in occasione dell’inaugurazione della gradinata “Madonna del Sudore”, viene ufficialmente presentata la scultura artistica in altorilievo, dove l’estro creativo del Maestro Giuseppe ha dato risalto alle bellezze del paese.

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L’opera è stata interamente modellata a mano dal Maestro Liberati, che ha coinvolto nella progettazione esecutiva anche il figlio Lorenzo, giovane talento artistico con spiccate doti per la scultura.

Ho chiesto al Maestro Giuseppe di spiegarmi un pò cosa ha voluto rappresentare con la sua scultura, lui sempre molto disponibile mi ha risposto così:

“Ogni comunità sente la necessità di mettere in evidenza ciò che di bello possiede, tutti i nostri centri storici nascondono angoli suggestivi e interessanti, talvolta non valorizzati adeguatamente.

Partendo da questa considerazione, ho scelto di prendere gli scorci più rappresentativi del paese, riunirli in una composizione artistica ed armonica per far sì che chiunque guardi l’opera abbia una visione completa delle bellezze del paese, che possa suscitare emozione e curiosità e che possano indurre a visitare ma soprattutto ad apprezzare e rispettare ciò che si possiede.

Ho voluto inserire in questo contesto, un elemento contrastante senza apparente senso logico: le radici e la testa di elefante.

L’intenzione è quella di suscitare curiosità e voglia di indagare e riscoprire la storia del paese, tutti conoscono i trascorsi più recenti e le personalità nate o legate al paese, tra questi, uno tra tanti, il famoso pugile Rocky Marciano, il cui padre era originario di Ripa Teatina. Le radici rappresentano l’appartenenza al territorio che è molto sentita non solo da noi ma anche e soprattutto da chi per diversi motivi ha dovuto abbandonare la propria terra per emigrare in paesi più o meno lontani.

Per quanto riguarda la testa dell’elefante, ho fatto diverse ricerche sulla storia di Ripa Teatina…forse non tutti sanno che esistono prove del passaggio di Annibale, durante la seconda guerra punica condotta in Italia tra il 208 a.C. e il 202 a. C., dimostrato grazie al ritrovamento dei resti di un elmo cartaginese nei pressi della chiesetta di S. Stefano.

Ho scelto di realizzare la scultura in altorilievo, con un’argilla semi-refrattaria bianca per due motivi. Il primo perché il materiale utilizzato dopo la cottura ha un colore bianco e una consistenza molto simile alla nostra pietra della Majella e in secondo luogo perché questa particolare argilla, ha un’elevata resistenza sia alle intemperie sia agli agenti atmosferici. ”

Ringrazio il Maestro Giuseppe per aver illustrato in breve l’idea creativa della sua scultura d’autore, io posso invece raccontarvi ancora qualcosa sul “come” l’opera è stata realizzata, perché come già anticipato, il Vostro fidato Mani era lì sempre pronto ad osservare i Maestri ceramisti del laboratorio Ceramiche Liberati, mentre passo dopo passo hanno portato a compimento l’opera scultorea.

Tutto nasce dal momento creativo quando nella mente di Giuseppe è esplosa l’idea artistica, quella che poi è stata “fissata” su carta per diventare il bozzetto… da qui prende vita l’opera. Giorno dopo giorno ho osservato il Maestro Giuseppe e figlio Lorenzo che con straordinarie abilità tecniche hanno modellato il pannello in altorilievo, di volta in volta un nuovo dettaglio prendeva forma, con particolare attenzione alla cura dei dettagli e particolari, elementi che hanno reso l’opera una vera e propria scultura d’autore unica, dalle dimensioni rilevanti. La misura della scultura in altorilievo è di circa cm 205 x 205, vedere per credere!

Come anticipato all’inizio del mio articolo blog di oggi, la primavera sarà ricca di eventi e mostre, già da ora colgo l’occasione per invitarvi all’interessante Mostra personale “L’Essenza Materica” del Maestro e artista Giuseppe Liberati, un’esposizione di ceramiche contemporanee che si terrà nel prestigioso Palazzo Farnese di Ortona (Ch) – Abruzzo – Italy, dal 2 al 16 aprile 2017, l’inaugurazione della stessa avverrà domenica 2 aprile ore 18:00. In un prossimo articolo vi racconterò qualcosa in più sulla ceramica moderna e contemporanea e della sperimentazione e innovazione che richiedono.

Vi saluto in diretta dal Comune di Ripa Teatina, dove sto assistendo alla manifestazione di inaugurazione della scultura d’autore realizzata dal Maestro Giuseppe Liberati e ho il piacere di concludere con questa frase:
“Per osservare un’opera d’arte occorre aprire gli occhi. Ma per comprenderla bisogna chiuderli.” Alessandro Morandotti.

Vostro, Mani.

Paesaggi su ceramica dipinto a mano di Ceramiche Liberati

Paesaggi su ceramica. Abruzzo: un’eterna bellezza!

Paesaggi su ceramica. Abruzzo: i luoghi preferiti racchiusi in una bellezza eterna!

Ciao amici!

Bentornati nel meraviglioso mondo delle argille e pennelli, ovvero il mio blog dedicato alla ceramica artistica e artigianale, italiana dall’anima abruzzese a tutti gli effetti.

Oggi dedico il mio articolo ai “paesaggi”, sicuramente perché il tema decorativo del paesaggio per la ceramica rappresenta uno dei più importanti decori classici e tradizionali. Già da un po’ avevo in mente di parlarvene, ma aspettavo il momento giusto per farlo. Ieri, 14 marzo 2017, in tutta l’Italia, dal nord al sud, senza eccezioni, si è svolta la prima edizione della Giornata nazionale del Paesaggio, voluta e promossa da Mibact (Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo). Un giorno ricchissimo di eventi e iniziative, all’incirca 120 in tutta Italia, volte alla valorizzazione del Paesaggio non solo come una risorsa naturale che bisogna salvaguardare, ma soprattutto come ispirazione artistica per numerosi talenti artistici consolidanti e nascenti. La cultura del Paesaggio è davvero un argomento di cui bisogna parlare molto di più e sul quale bisogna sensibilizzare il pubblico, a maggior ragione quello giovanile. Della giornata dedicata al paesaggio se ne è parlato in TV, alla radio e su tutti i social (hashtag ufficiale #paesaggioitaliano, ci sono anche io!) e le iniziative sono state veramente numerose e, se non vi siete ancora informati, vi consiglio di leggere qualche notizia sul sito ufficiale del Mibact. Mentre io mi soffermo sul valore e sull’importanza del Paesaggio nelle opere ceramiche artistiche che lo raffigurano.

Ogni bottega, laboratorio e ceramista che si rispetti, ha una propria collezione di paesaggi naturalistici dipinti a mano che rappresenta l’essenza della visione artistica dell’ambiente circostante. Ognuno potrebbe rappresentare lo stesso panorama, la stessa veduta e quindi lo stesso paesaggio in cento modi diversi. La raffigurazione, il posizionamento degli elementi paesaggistici dipendono soprattutto dalla prospettiva soggettiva dell’artista, da ciò che colui che dipinge vuole sia più evidente, più valorizzato.

La rappresentazione del paesaggio naturale già dal XVII secolo è molto presente nell’arte e soprattutto nella pittura, con lo scopo di far conoscere e valorizzare la bellezza del territorio. Dal punto di vista oggettivo, la rappresentazione da luogo a luogo cambia a seconda del panorama geografico di appartenenza. Dal XVIII secolo anche i vasai iniziarono a decorare le proprie creazioni con paesaggi, anche se inizialmente erano dipinti in modo elementare e spesso in monocromia. Il paesaggio naturale rappresenta uno dei principali tipi di decorazione che hanno elementi riconoscitivi ben chiari. La funzione comunicativa dell’ambiente rappresentato nel paesaggio, varia a seconda dell’obiettivo perseguito dal decoratore artistico di ceramica, è può essere emozionale, provocatoria ed estetica.

Oramai da decenni nella tradizione della ceramica italiana il decoro “a paesaggio” viene dipinto su oggetti in ceramica di varie forme come anfore, vasi, albarelli, piatti, centrotavola, portaombrelli, tegole, ecc. Inoltre, come già noto, la nostra regione Abruzzo è stata denominata la Regione più verde d’Europa, forse non tutti sanno che oltre un terzo della superficie è coperta da parchi, al quale si aggiungono bellezze legate all’arte, artigianato e storia. Nei paesaggi abruzzesi si osserva una spettacolare unione tra la montagna, il mare, le pianure e le colline in un unico panorama meraviglioso e indimenticabile.

Come vengono dipinti i paesaggi su ceramica?

Forse è scontato da dire, ma per poter dipingere un Paesaggio su ceramica bisogna avere fatto tanta, tantissima pratica! Ovviamente, bisogna avere familiarità con le peculiarità dei colori ceramici e sapere con precisione quale pennello utilizzare. La tecnica della decorazione, solitamente utilizzata per dipingere Paesaggi su ceramica, è quella più antica e tradizionale ovvero quella definita “a pennello con colori ceramici”. Il decoro paesaggistico su ceramica viene eseguito anche con altre tecniche decorative che donano effetti diversi al dipinto finito, ma oggi mi concentro su quella “a pennello”, perché è la più diffusa e rappresentativa per il Paesaggio. Una volta smaltati e sufficientemente asciutti, gli oggetti possono essere decorati a mano, con varie tecniche. Come dicevo, la decorazione pennello richiede molta esperienza, sia perché il vero colore, in ceramica, si vede solo dopo la cottura, sia perché si dipinge su una superficie polverosa (smalto) ed è importante individuare l’esatta densità del colore da dare, al fine di evitare imperfezioni. Una volta terminato il lavoro di decorazione, l’oggetto potrà essere subito cotto in forno alla temperatura di 930°- 940°C.

Caratteristiche della collezione di Paesaggi di Ceramiche Liberati

La collezione di Paesaggi su ceramica del Laboratorio Liberati, è formata da paesaggi italiani e naturalmente un ruolo primario è costituito dai paesaggi abruzzesi, il dipinto è caratterizzato principalmente da diversi piani prospettici, mediamente tre, ma anche più. Solitamente in primo piano vengono dipinti elementi che in qualche modo rendono il Paesaggio distinguibile, che siano alberi in una stagione particolare, ruscelli o fiumi, costruzioni agricole come casali o marittime come i trabocchi, ecc. Sul piano intermedio, detto anche secondo, viene rappresentato il tema principale del dipinto, mentre sulla prospettiva più lontana, quasi sfumata, si delinea l’orizzonte con la raffigurazione di montagne più o meno alte, che delicatamente si attenuano con le nuvole, in un cielo nuvoloso nella stagione autunnale o invernale, o un cielo azzurro nel periodo primaverile o estivo.

Il decoro a Paesaggio realizzato dal Laboratorio Ceramiche Liberati su vasi, anfore, piatti, mattonelle, centrotavola e altre ceramiche decorative da sempre ha una doppia funzione espressiva: quella emozionale, perché rappresenta l’Italia e la regione Abruzzo, e quella estetica, perché evidenzia la bellezza naturale del paesaggio italiano e abruzzese, rendendola eterna.

Tipologie di paesaggi su ceramica realizzati dal Laboratorio Ceramiche Liberati:

Di seguito vi elenco i principali tipi di paesaggi dipinti sulla ceramica dal Laboratorio Liberati. Si tratta di una semplice classificazione, effettuata dal sottoscritto insieme alla gentilissima Assunta Liberati nonché regina della tecnica “a pennello” che insegna volentieri a i corsisti del modulo di Decorazione su ceramica.

  • Paesaggio campi e montagne su ceramica:

Questa tipologia di Paesaggio, ritrae principalmente campi coltivati in in pianura che man mano vengono sfumati con colline, per arrivare minuziosamente alla raffigurazione delle vere montagne abruzzesi che si sfumano con il cielo. Oltre a rappresentare un lungo processo di “addomesticamento della natura”, il paesaggio dei campi, chiamato anche agricolo, racchiude nella sua funzione comunicativa anche la storia contadina e dell’uomo stesso, attraverso la raffigurazione di casali e costruzione agricole in mezzo ai campi. Questa tipologia del Paesaggio viene solitamente dipinta sui piatti, vasi, centrotavola,..nella sua semplicità racconta non solo l’Abruzzo, che rimane sempre il tema centrale di Paesaggi di Ceramiche Liberati, ma un po’ tutta l’Italia.

  • Paesaggio marino e Trabocchi:

trabocchi sono macchine da pesca ovvero costruzioni su palafitte che poggiano sui fondali marini e/o sugli scogli, utilizzati per pescare. La struttura del trabocco viene retta da cavi e travi non completamente collegati tra loro, dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti necessarie per la pesca. Non vi sono trabocchi uguali tra loro, ogni costruzione si differenzia non solo per l’architettura, ma anche per dimensioni e per forma. Nel 1994 la Regione Abruzzo ha emanato una legge, per la promozione e il recupero dei Trabocchi nelle coste abruzzesi, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale. Il paesaggio marino di Ceramiche Liberati, quasi sempre accompagnato dalla rappresentazione del Trabocco abruzzese, viene dipinto a mano principalmente su piatti, ovali e mattonelle.

  • Paesaggio misto – mare, monti e natura:

La spettacolare posizione geografica dell’Abruzzo, che nei suoi paesaggi offre la possibilità di ammirare contemporaneamente la montagna, il mare, le pianure e le colline, la rendono una regione unica che si propone in un panorama meraviglioso e indimenticabile. La ricchezza dei terreni e la particolare condizione pedoclimàtica,  fanno si che l’Abruzzo sia una delle regioni più famose d’Italia per la produzione del vino e dell’olio d’oliva. Come non inserire gli uliveti e i vigneti nel Paesaggio dipinto su ceramica? Principalmente questa tipologia del Paesaggio viene rappresentata sulle superficie piane che permettono una visione lineare e prospettica del panorama, come piatti, mattonelle, pannelli. Ma le abili mani dei decoratori del Laboratorio Liberati sono in grado di rappresentare al meglio il Paesaggio misto anche sulle forme più complesse come vasi, anfore e albarelli.

Bene bene, ora…oltre ad aspettarvi in Laboratorio per venire ad ammirare personalmente le ceramiche con il decoro a Paesaggio, vi consiglio di prendervi un minuto, ma anche qualche secondo, di tanto in tanto, per guardarvi intorno… veramente… siamo circondati da tanta, tantissima bellezza, che i ritmi frenetici sempre più spesso non ci permettono di goderne! Per concludere con diceva Marcel Proust:

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” 

Non a caso, d’ora in poi ci sarà una giornata nazionale dedicata alla bellezza del Paesaggio italiano. Ora non mi resta che dirvi… alla prossima! …e mi raccomando #paesaggioitaliano

Vostro,
Mani.

Guerriero di Capestrano in ceramica artigianale, Ceramiche Liberati

Simbolo d’Abruzzo: Guerriero di Capestrano in ceramica

SIMBOLO D’ABRUZZO: Guerriero di Capestrano in ceramica!

Ciao amici della ceramica!

Continuando a raccontarvi le storie sui veri simboli d’Abruzzo, questa settimana vi presento: il Guerriero di Capestrano, una delle principali attrazioni del Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti. Si tratta di una scultura in pietra, realizzata nel VI secolo a.C., risalente al periodo dell’arte italica. La statua originale che raffigura un guerriero dell’antico popolo italico dei Vestini è stata trovata da un contadino dal nome Michele Castagna nel lontano 1934 durante i lavori di bonifica del terreno agricolo situato in una località nei pressi di Capestrano (AQ). La gente del posto chiamava la statua ‘nu mammoce’ ovvero in italiano un “bamboccio di pietra”. Il Guerriero di Capestrano, ritrovato per puro caso, rappresenta uno dei più importanti ritrovamenti nella storia dell’archeologia italiana. Nella stessa zona sono stati rinvenuti anche una statua di figura femminile e altri reperti meno eclatanti, ma pur sempre con un grande valore storico perché molto antichi. All’inizio, prima che furono eseguiti gli studi approfonditi, si ipotizzava che la statua rappresentasse una donna, perchè i fianchi larghi e la vite stretta facevano pensare ad una silhouette femminile. Dagli studi effettuati si evince che la statua originale fu scolpita in unico blocco in “pietra gentile o tenere della Majella”, solo il copricapo è stato realizzato in materiale diverso, più precisamente in fango carbonatico.

simbolo-dabruzzo-guerriero-di-capestrano-in-ceramica-ceramiche-liberatiConsapevole che il Guerriero di Capestrano è un reperto archeologico di grandissimo valore, per chi non ne ha mai sentito parlare prima d’ora, consiglio vivamente di godersi questo articolo e di visitare anche il Museo per poterlo ammirare in tutta la sua maestosità e bellezza… per questo ci tengo a raccontarvi anche alcune caratteristiche e curiosità sulla statua originale.

Molto probabilmente la decorazione originale della statua era completata dal colore rosso, infatti sulla statua in alcuni punti sono presenti tracce di pigmenti rossi. La statua del guerriero è alta 2,10 cm, questa altezza non include la base su cui poggia, di cui vi parlerò più tardi. La statua rappresenta una figura maschile imponente in abbigliamento da guerra, con braccia poste sul petto e sul ventre. Il viso del Guerriero è coperto da una maschera e sul capo porta un elmo a disco da parata, in pratica un grande cappello di forma tonda, che copre completamente le orecchie. Il copricapo effettivamente per le sue larghe tese potrebbe sembrare un sombrero, ma è molto più probabile che si tratti di uno scudo da difesa che veniva indossata sopra la testa qualora non era in uso in battaglia.

Per quanto riguarda l’abbigliamento militare, sul torace vi sono dei dischi metallici, mentre invece, il ventre è coperto da elementi in cuoio o in lamina metallica, sorretti da un cinturone. Ai piedi il Guerriero indossa dei semplici sandali e le gambe recano degli schinieri. Una grande spada con elsa e fodero decorati, insieme al pugnale sono posizionati davanti al petto e a destra il nostro Guerriero regge una piccola ascia. Oltre al vestiario militare, osserviamo che sulla statua vi sono anche elementi ornamentali come una collana rigida con pendaglio e dei bracciali sugli avambracci.

Come vi ho anticipato, la figura del guerriero poggia su un piedistallo ed è sorretta da due pilastri laterali, sui quali sono incise delle lance. Inoltre, sul pilastro sinistro vi è un’iscrizione in lingua picena di cui il significato è stato ipotizzato come “me bella immagine fece Ananis per il re Nevio pompuleio (Adriano La Regina)”. I dettagli, come la maschera sul viso e i pilastri di sostegno, fanno credere che la statua rappresenti un guerriero morto ed è probabile che si tratti della statua posta come segnacolo sulla tomba. Nella realizzazione della statua, per sottolineare il rango e la rilevanza del personaggio, è stata data moltissima importanza ai dettagli come le armi e le incisioni in generale e non alla figura in sé di cui i lineamenti sono più approssimativi.

Se la vostra curiosità è tanta e volete approfondire anche con dettagli tecnici, vi invito a leggere  un’interessante ricerca, a cui mi sono ispirato anche io, dedicata al Guerriero di Capestrano di “Due Passi nel Mistero”.

guerriero-di-capestrano-in-ceramica-artigianale_ceramiche-liberatiIl Laboratorio Ceramiche Liberati è stato il primo in Abruzzo a realizzare in ceramica, con metodi artigianali, la riproduzione della scultura del Guerriero di Capestrano. Circa 20 anni fa, anno più anno meno, quando il Maestro Giuseppe Liberati fu contattato direttamente dalla Regione Abruzzo per realizzare le sculture del Guerriero di Capestrano in ceramica, ne fu orgoglioso e si ricorda ancora quella sensazione di grande responsabilità nel riprodurre uno dei maggiori simboli dell’Abruzzo, conosciuto dagli archeologi e dagli studiosi d’arte di tutto il mondo. Il tutto in collaborazione con il Prof. Sergio Mezzanotte, il quale andò personalmente al Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti,  per prendere le misure e annotare le particolarità della statua originale, al fine di  permettere al Maestro Liberati di modellare la scultura in scala reale e riprodurre fedelmente tutti i dettagli decorativi. Infatti, le sculture realizzate dal maestro sono in tre misure, in scala 1:4, 1:8  e 1:16. Queste opere sculturee, che rappresentano fedelmente il Guerriero, nate per una esigenza istituzionale legata a regali di rappresentanza della Regione Abruzzo, col tempo e la crescente richiesta degli appassionati, sono diventate uno degli emblemi turistici, souvenir, preferiti da riportare dall’Abruzzo. Forse senza alcuna presunzione, la diffusione e conoscenza del Guerriero in piccola parte è dovuta anche al Laboratorio Ceramiche Liberati.

Dunque, per riassumere, la scultura del Guerriero di Capestrano in ceramica rappresenta un vero e proprio simbolo d’Abruzzo. Il Guerriero è un’opera realistica e fantastica allo stesso tempo. Il copricapo, a forma di disco e dall’incredibile ampiezza è completato da una calotta semisferica con una cresta innestata che genera una sorta di coda. I lineamenti sul volto sono stilizzati e sul collo gira una fascetta che nella vita reale aveva sia una funzione ornamentale sia protettiva. Impressionante l’armamento: una spada, un piccolo pugnale dal manico decorato con figure umane, un’ascia che forse è uno scettro e due lunghe lance. Non da meno è la corazza alla quale il Guerriero affidava la sua vita in battaglia: la schiena e il torace, all’altezza del cuore, sono protetti da dischi-corazza, l’addome difeso da una lastra sagomata, retta da fasce e cinghie incrociate, le gambe coperte da schinieri e i piedi da sandali. Inoltre, visitate la sezione del sito dedicata Guerriero di Capestrano in ceramica per vederlo da vicino e scoprirne le caratteristiche.

Credetemi, il Guerriero di Capestrano merita di essere visto dal vivo è un qualcosa di unico e spettacolare! Non dimentichiamo che è stato realizzato migliaia di anni fa!!! Io sono andato (in incognito) al Museo Archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti e ho potuto ammirare questo pezzo d’arte antica in tutta la sua mistica bellezza. Per i super curiosi: il Museo è aperto da martedì a mercoledì dalle 9 alle 20 😉 per maggiori informazioni visitate il sito del Museo.

E per concludere, come non riportare una delle più celebri frasi di tutti i tempi:

“Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere dell’età passata, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza”. Cit. Cicerone.

Ci vediamo al Museo!

Vostro, Mani.

Piatto Presentosa in ceramica cuerda seca di Ceramiche Liberati

Regala una Presentosa a San Valentino!

SIMBOLO D’ABRUZZO: Perché regalare una Presentosa a San Valentino?

Salve a tutti amici,

credo che ora inizi a diventare quasi superfluo presentarmi, ma per quelli che non ancora mi conoscono bene, suggerisco l’articolo Ceramica perfetta: Mani nell’artigianato italiano, dove avrete il piacere di vedermi in tutto il mio physique du rôle!

Bene bene… siamo arrivati quasi a fine gennaio, il ricordo delle festività natalizie inizia ad essere lontano, ma… fra non molto si avvicinerà la festa più “dolce” dell’anno, naturalmente mi riferisco a: San Valentino! Tanto amata e odiata al tempo stesso, alzi la mano chi non ha festeggiato anche solo una volta nell’adolescenza la festa per eccellenza degli innamorati! E dopo tanti regali natalizi diventa difficile scegliere o solo pensare a un regalo per San Valentino…

Come per ogni festa, siccome cerco di essere scrupoloso, vorrei raccontarvi non tanto come nasce la festività, ma piuttosto il significato e la simbologia e darvi qualche suggerimento sulla tipologia di regalo che può far colpo se donato alla persona amata. San Valentino si festeggia in tutto il mondo il 14 febbraio di ogni anno, divenuta ora una festività pagana è una ricorrenza che parte da lontano, si hanno tracce storiche di questa festività già in epoca medioevale. Sono diverse le curiosità che ruotano intorno a San Valentino. Lo sapete che giocando aritmeticamente con la data fissata della scomparsa del noto Santo, ovvero il giorno 14 febbraio del 496 dopo Cristo, se si sommano le cifre di tutti i numeri, ovvero di 14, 2 e 496, viene fuori il numero 26 e, se si somma successivamente il 2 e il 6 viene fuori 8: questo numero, per chi non lo sapesse, è il numero dell’infinito e sta appunto a simboleggiare che l’amore vero non ha fine! L’8 è anche noto per essere il numero delle grandi realizzazioni: si dice che l’amore sia l’energia più potente al mondo e che renda possibile l’avverarsi di grandi e straordinarie avvenimenti. 

Ciondoli in ceramica Presentosa a San Valentino, Ceramiche Liberati

Beh, ovviamente, a San Valentino si regalano doni che esprimono un forte significato simbolico, che rappresentino il sentimento per eccellenza che tutti chiamano “amore”! Non devono avere per forza un valore economico significativo, ma devono necessariamente trasmettere un valore emotivo forte: cartoline,  chiamate anche nei paesi anglosassoni “valentine”, dediche, lettere e gesti d’amore, ecc. insomma, tutto quello che diventerà un bellissimo ricordo per chi lo riceve. Tra i regali più sfiziosi ci sono cene romantiche, giornate in centri benessere, abbigliamento e a gran richiesta gioielli…

Rimanendo sul tema del gioiello, come più volte raccontato, Ceramiche Liberati è un Laboratorio di ceramica innovativo e sempre al passo con i tempi, dove lo scambio generazionale, l’esperienza dei genitori e le nuove idee dei figli, si trasformano in manufatti originali e moderni. Oggi, proprio in occasione della vicinanza alla festa di San Valentino, vi voglio raccontare della Presentosa abruzzese e di come questo gioiello ha ispirato la creazione del Piatto Presentosa e successivamente del Ciondolo Presentosa, dipinto a mano con la tecnica della cuerda seca. Dai colori sgargianti e dalle linee pulite, il decoro “Presentosa” di Ceramiche Liberati è diventato un regalo e, in diverse occasioni una bomboniera, unico ed esclusivo ed è particolarmente indicato anche per doni in occasione di San Valentino. La tecnica di decorazione delle Presentose viene chiamata cuerda seca, ed è una tecnica decorativa della ceramica di origine ispano-moresca, ancora poco diffusa in Italia. In Abruzzo, la cuerda seca è stata adottata da Marta Liberati già da diversi anni, ed è tra le prime ceramiste nella nostra regione, ad utilizzare questa particolare lavorazione che tradotta letteralmente in italiano significa “‘corda secca”.

Perchè regalare una Presentosa a San Valentino?

Piatto in ceramica Presentosa a San Valentino 2017, Ceramiche LiberatiLa Presentosa, gioiello abruzzese per eccellenza diventato simbolo della nostra regione, rappresenta un vero capolavoro dell’arte orafa, quasi certamente di origini settecentesche, diventato famoso per la descrizione che ne fa Gabriele D’Annunzio nella sua opera “Il trionfo della morte”. Si tratta di un ciondolo realizzato in filigrana d’oro o d’argento, che contiene una stella formata da triangoli in lamina lucida con la punta rivolta verso l’esterno e nel cerchio centrale, risultante dall’unione delle basi dei triangolini, su un fine intreccio di filigrana, reca un simbolo che dà un significato particolare al monile, rendendolo un vero mezzo di comunicazione visiva. Questo gioiello, in passato, era un “presente” che veniva donato soprattutto alle giovani donne quale promessa d’amore. In questo caso nel centro vi erano due cuori, legati da una chiave o da un nastro; mentre la presenza di un solo cuore significava che chi lo indossava era nubile. Proprio, come allora, la Presentosa continua ad essere un regalo ricercato che viene regalato alla donna in segno dell’amore. Per approfondire la storia del gioiello Presentosa vi invito a leggere un breve articolo sul sito Abruzzo Turismo.

Per quelli che cercano un regalo originale per San Valentino, con una storia ricercata e un significato forte, ma al tempo stesso che sia anche moderno e giovanile, la Presentosa su piatto in ceramica o il Ciondolo Presentosa, rappresentano dei doni, frutto dell’artigianato artistico abruzzese e italiano accuratamente realizzati a mano con il “cuore”, graditi dalle donne di qualsiasi età.

Spero di esservi stato utile e avervi dato qualche spunto per il regalo da fare in occasione del prossimo San Valentino, e non solo. Amo le cose belle e qui nel laboratorio ne sono circondato! Cercherò sempre di trasmettervi quella passione con cui vengono realizzate queste ceramiche dalla ricercata bellezza. Ricordo inoltre, che se avete domande o semplicemente volete sapere qualcosa in più, basta che mi scrivete qui sotto nei commenti e risponderò con il piacere nel più breve tempo possibile!

Oggi vi lascio con la consueta frase conclusiva, alla quale secondo me vi ho dato anche una valida risposta per il “noto” quesito:

Dopo la famigerata “Che fai a Capodanno” sta per arrivare l’altra domanda da far tremare i polsi “Che le regali a San Valentino?” (Dondindan, Twitter)

Un’ultima cosa… Fai contenta tua nonna: indossa una Presentosa! Moderna, colorata e fatta a mano con il “cuore”, un gioiello unico tra passato e futuro! 😉

Vostro, Mani.

Fruttiera in ceramica con manici, fioraccio, Ceramiche Liberati

FIORACCIO ABRUZZESE: simbolo d’Abruzzo

FIORACCIO ABRUZZESE: simbolo d’Abruzzo

Ciao a tutti!

Il vostro blogger Mani è di nuovo operativo! State imparando a conoscermi volta per volta sempre di più, ora avete visto anche il mio aspetto… così da potermi immaginare mentre sono all’opera, per reperire il materiale necessario per i miei reportage nel laboratorio abruzzese di Ceramiche Liberati.

In questa settimana ho riflettuto a lungo su “cosa” raccontarvi di bello del mondo della ceramica italiana e ho pensato che di sicuro è interessante farvi conoscere alcuni dei principali decori tradizionali della ceramica d’Abruzzo. Nel Laboratorio Ceramiche Liberati, pionieri nel campo della ceramica innovativa, moderna e contemporanea, hanno una solida tradizione della ceramica abruzzese alle spalle. Come già vi ho raccontato, nell’articolo Ceramica Abruzzo: dal Gran Sasso alla Maiella, il laboratorio Liberati è visto come il proseguimento della storica bottega Bozzelli di Rapino, fondata nel 1816, è stata la prima attività ceramica della provincia di Chieti (Abruzzo – Italia). Lo stesso Prof. Luigi Bozzelli ha simbolicamente passato il testimone della sua solida e consolidata tradizione della ceramica abruzzese al Maestro Giuseppe Liberati, che con particolare stima e riconoscenza ha adottato i decori tipici della tradizione abruzzese, tra questi appunto: il fioraccio, i paesaggi policromi e in monocromo blu, le rose spine, gli uccellini e il riquadro, cercando di personalizzarli con originalità e autonomia stilistica.

Oggi vorrei concentrarmi proprio sul decoro chiamato “Fioraccio”, il quale di sicuro è il decoro floreale più rappresentativo della tradizione della ceramica d’Abruzzo, ma stranamente nonostante fama e riconoscibilità di Fioraccio se ne parla poco… Solitamente questo colorato mazzetto di fiori è particolarmente adatto a “sbocciare” sull’oggettistica ornamentale e funzionale da cucina: barattoli, piatti, poggiamestolo, oliera, tazzine da caffè, vassoi, ciotole, porta biscotti, e molto altro… Ad oggi, purtroppo, non si conosce ancora a chi attribuire la paternità del motivo decorativo Fioraccio, il nome del decoratore che per primo dipinse questo motivo floreale dai toni impressionistici rimane ancora un mistero.

Fioraccio abruzzese simbolo d'Abruzzo di Ceramiche LiberatiFigurativamente il Fioraccio può essere descritto come un bouquet di fiori campestri, dove centralmente si trova una rosa selvatica, dal colore rosso ceramico, tutta circondata da margherite, violette dalle tonalità del giallo, blu, viola e bianco, il tutto accuratamente contornato da rametti e foglie sulle tonalità del verde e da boccioli colorati, mentre per lo sfondo si utilizza uno smalto di colore bianco o bianco antico, detto anche biancastro. Nel laboratorio Ceramiche Liberati, oltre al Fioraccio tradizionale policromatico (colorato), si possono trovare varianti in monocromia dalle tonalità sul blu e sul rosso ceramico, dove l’intero decoro è realizzato con un unico colore, per questo si definisce monocromo, infatti, grazie alle varie intensità e sfumature del colore si può apprezzare questo decoro anche in monocromia. Chi lo sa… magari presto il laboratorio Liberati ci stupirà con nuove varianti di fioraccio. Va bene portare avanti e preservare le tradizioni abruzzesi, ma altrettanto importante è renderle attuali e al passo con i nuovi stili e gusti giovanili, perché come più volte ribadito dal Maestro Giuseppe Liberati “la ceramica non può essere solo tradizione, ma deve aprirsi al tempo in cui opera”.

In Abruzzo quasi tutte le botteghe di ceramica artigianale decorano le proprie creazioni con Fioraccio, che nel tempo è diventato un autentico simbolo della tradizione ceramica abruzzese. Ogni ceramista ha un proprio Fioraccio, personalizzato ed eseguito in modo che caratterizzi la bottega, riconoscibile non solo dall’intensità dei colori, ma anche dalla disposizione dei fiori dipinti spontaneamente e adattati alla forma dell’oggetto lavorato. Il Fioraccio abruzzese del Laboratorio Ceramiche Liberati, si contraddistingue per il tocco delicato, la vivacità dei colori e per la pennellata del decoro, che si caratterizza per un tono veloce, nonché elementi che riescono a trasmettere e far immaginare il ritmo sicuro del pennello durante la decorazione. Tutto questo, oltre a esperienza decennale, richiede maestria e abilità tecniche nell’esecuzione manuale a pennello, tipiche dei maestri artigiani abruzzesi, come quelli della bottega Liberati.

Il Fioraccio classico, in particolare, il mazzetto di fiori, solitamente occupa una posizione centrale/principale nel decoro dell’oggetto sul quale viene dipinto, ad esempio su un centrotavola viene posizionato al centro del piatto e, a seconda del gusto del ceramista, i bordi o la fascia del piatto potrebbero essere decorati con dei fiorellini a tema che richiamano gli stessi colori del fioraccio abruzzese. Su un vaso, ad esempio, il fioraccio verrà dipinto sulla “pancia” in una posizione tale da renderlo ben visibile agli occhi. Ceramiche Liberati su tutti gli oggetti con decoro a “Fioraccio abruzzese”, per racchiudere il decoro o semplicemente arricchire il motivo, come ad esempio le fasce con trafori e intrecci delle forme più ricercate, usa “filettare”, ovvero dipingere, i bordi o i manici con una meravigliosa tonalità del blu (qualche volta abbinato ad altri colori) in perfetta sintonia con la gamma cromatica del fioraccio. Il filetto che contorna il tutto, permette non solo di far risaltare la vivacità dei colori del fioraccio stesso, ma va a delineare ed evidenziare dettagli importanti del manufatto in ceramica. Vi invito a visitare la sezione Fioraccio abruzzese, dove troverete immagini di alta qualità e potrete scoprire di più sugli oggetti in ceramica funzionale che da sempre caratterizzano la nostra regione.

Indipendentemente dalla bottega che lo realizza o dalle preferenze personali di chi lo ammira, vorrei che teneste in mente alcuni principali segni di riconoscimento del vero Fioraccio abruzzese.

Le 7 caratteristiche principali del classico decoro fioraccio abruzzese sulla ceramica artigianale:

Caratteristiche Fioraccio abruzzese su ceramica, Ceramiche Liberati

  1. L’oggetto su cui viene rappresentato il fioraccio solitamente viene smaltato con tonalità chiare, bianco o bianco antico, il che mette in evidenza i vivaci colori dei fiori;
  2. I fiori rappresentati in un bouquet sono in tonalità vivaci e dipinti con decisione senza sovrapposizioni dei colori;
  3. Rosso, giallo, blu, viola, arancione, bianco, verde sono i colori base, ovvero le tonalità principali che caratterizzano il fioraccio classico;
  4. Il numero minimo dei fiori principali è sette e sono circondati dalle foglie verdi e boccoli colorati;
  5. Solitamente su  qualunque forma dell’oggetto in ceramica, i fiori vengono dipinti in posizione centrale e ridimensionati proporzionalmente alla grandezza dell’oggetto;
  6. Il fioraccio abruzzese rappresenta la flora selvatica dell’omonima regione. I fiori rappresentati sono: rosa selvatica al centro e margherite, violette, fiori selvatici e boccioli colorati intorno;
  7. Il fioraccio, per essere apprezzato e continuare ad essere un vero simbolo dell’Abruzzo, deve essere  dipinto con passione!

Decoro Rosaspina di Ceramiche LiberatiInoltre, molti confondono il decoro Fioraccio, con la decorazione “Rosaspina”, anche quest’ultimo, è tipico della tradizione abruzzese della ceramica e più precisamente di quella di Rapino, diverse sono le maioliche dei Bozzelli con il tema decorativo delle rosespine. Anche in questo decoro è presente la rosa, ma a differenza del Fioraccio, presenta un tono stilistico più semplice e il decoro è caratterizzato da piccole pennellate che vanno a formare il bocciolo e i petali della rosellina. Di solito il mazzetto della rosaspina è formato da tre roselline, di colore blu, arancio e rosso ceramico, il tutto arricchito da rametti sul marrone e boccioli dalle tonalità verdi. Il mazolino della rosaspina ha al massimo tre fiori, mentre il fioraccio ne ha minimo sette. La creazione di questo decoro è attribuita a Raffaele Junior, che come scritto dalla critica d’arte Maria Augusta Baitello: “era fantasioso e ricercato anche nella decorazione nella quale apportò significative e originali interpretazioni, come il tema delle rose e spine”.

Anche io, Mani, ho provato a dipingere su un piatto smaltato il Fioraccio, ma il risultato non è stato dei migliori, devo chiedere a qualcuno del laboratorio di insegnarmi a decorare, forse mi farò aiutare dall’abile decoratrice Marta Liberati. Oppure aspetterò i loro corsi di ceramica e potrò non solo sbirciare gli alunni curiosi ma diventare uno di loro, divertendomi con colori e pennelli. Infatti, ho da poco scoperto che a breve ripartiranno i corsi di ceramica organizzati nel laboratorio Liberati, sia quello della foggiatura (con varie tecniche; a tornio, a colombino a lastra) sia quello di decorazione su ceramica. Perché voglio imparare anche io, che a veder lavorare gli artigiani del Laboratorio Ceramiche Liberati, viene un gran voglia di mettersi all’opera!

Oggi voglio concludere con questa frase a tema: 

“Riusciamo a immaginare che cosa sarebbe l’umanità se non avesse conosciuto i fiori?”

(Maurice Maeterlinck)

Vostro, Mani.