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Curiosità sulle ceramiche artigianali: Top10 domande e risposte

Festa della mamma Ceramiche liberati

Curiosità sulle ceramiche artigianali: Top10 domande e risposte

Ciao cari amici della ceramica!

L’estate sta finendo, ma nonostante non sia ancora andato in ferie, mi sento pieno di energie! In questo periodo il Laboratorio Liberati è super impegnato con la partecipazione a mostre d’arte, fiere, eventi in Abruzzo e fuori regione. Tra piatti in ceramica con emblemi medievali, bomboniere artigianali e campanelle di tutte le dimensioni e decori, nascosto tra gli scaffali, mi sto godendo un ritmo lavorativo meraviglioso. Se osservi il laboratorio degli artigiani Liberati mentre lavorano, puoi percepire il “suono” delle loro mani mentre abilmente creano un manufatto… altro che musica! Questa è il frutto della sinergia tra esperienza e impegno, dell’attenzione e della cura per ogni minimo dettaglio che i maestri ceramisti mettono quotidianamente nel proprio lavoro. Il tutto racchiuso nella meravigliosa cornice del laboratorio, imponente e pieno di ceramiche artigianali meravigliose, circondato da un bellissimo giardino di ulivi centenari, fiori e imponenti alberi. Amo questo posto!

Tornando a noi e alle nostre curiosità sulle ceramiche artigianali, oggi vi propongo una rassegna di domande e risposte sulla ceramica artigianale. Da qualche mese, mi sto segnando alcune delle domande più frequenti che vengono fatte al Maestro Giuseppe, Assunta, Erika, Marta e Lorenzo. Nell’articolo di oggi cercherò di dare delle risposte molto facili e veloci per cerare di farvi conoscere il mondo delle ceramiche artigianali da più vicino e, chissà, magari vi svelerò qualche segreto 😉

1. Qual’è la differenza tra la ceramica industriale e la ceramica artigianale?

Le ceramiche artigianali sono fatte a mano. Dalla primissima fase di lavorazione, che parte dalla scelta del tipo dell’argilla e della tecnica da utilizzare per la modellazione (al tornio, a lastra, a pressa, a mano libera, a colombiano, ecc.) e fino alla fine della decorazione, è tutto fatto a mano. Le caratteristiche della ceramica realizzata, come la forma, il colore e la decorazione, dipenderanno esclusivamente dalle competenze e dalle capacità del ceramista. Nel 90% dei casi le ceramiche realizzate a mano saranno pezzi unici, ovvero pur essendo riproducibili non saranno mai identici. La ceramica industriale è detta anche “ceramica seriale” e viene realizzata da grandi aziende, nelle quali il processo di lavorazione è completamente automatizzato. Grazie ai nastri trasportatori, presse industriali e stampi multipli si riesce a lavorare l’argilla in modo veloce che permettono di realizzare prodotti ceramici in serie, di forme semplici e decori identici.

2. Come riconoscere la ceramica artigianale?

La prima cosa su cui informarsi per riconoscere la ceramica artigianale di qualità è conoscere la provenienza e soprattutto il nome del produttore. L’indicazione del nome del produttore è garanzia sia della qualità sia della tipologia di  lavorazione dell’oggetto. Una giusta e seria valutazione della qualità del prodotto consiste anche nell’apprezzare alcune piccole imperfezioni, perché sono piccoli indicatori di una lavorazione artigianale della ceramica. Anche il prezzo del prodotto potrebbe essere un indicatore dell’artigianalità della lavorazione, un costo eccessivamente basso potrebbe non rispecchiare i “canoni” legati alla lavorazione artigianale del prodotto. Alcuni chiarimenti in merito a questa domanda li trovate nel mio precedente articolo sulla ceramica Made in Italy, artigianale e sicura.

3. Come classificare la ceramica in tradizionale e moderna?

Non è facilissimo rispondere a questa domanda… Nel mondo delle ceramiche artigianali non esiste e probabilmente non potrà esistere una precisa classificazione tra il moderno e il tradizionale. Generalmente i manufatti in ceramica di varie forme con decorazioni caratterizzati da paesaggi, figurativi, scene mitologiche, fanno parte della categoria tradizionale. Nel Laboratorio Liberati, molti manufatti della categoria tradizionale e figurativa sono pezzi unici, riprodurcibili, realizzati e decorati a mano. Dall’altra parte, nella stessa categoria rientrano gli oggetti che rappresentano la tradizione locale della ceramica, come oggettistica con il tipico decoro a Fioraccio o altri piccoli magneti e campanelle. Mentre per la maggior parte della linea d’arte in ceramica contemporanea dal design moderno, vi sono le opere frutto dell’estro creativo e artistico del Maestro Giuseppe Liberati. L’idea della ceramica moderna che propone il Laboratorio Liberati si materializza in una gamma di manufatti d’arte che spazia tra arredamento – vasi, piatti da muro, centrotavola, pannelli, quadri, sculture – a lavorazioni più particolari e ricercate. Molte ceramiche realizzate in stile moderno sono caratterizzate da lavorazioni e tecniche particolari, come ceramica craquelé, raku nudo (raku naked), ceramica grés con e senza smalti, tecnica riflessi, ceramica semirefrattaria, lavorazione con argilla nera, utilizzo di cristalli a grosso spessore, oro zecchino e platino a terzo fuoco, lustri ceramici, tecnica di lavorazione della ceramica Crawling e molto altro. Per le opere realizzate con la tecnica mista vengono impiegati materiali come ferro, acciaio, acciaio corten, legno, pietra, fili e corde, plexiglas, ecc.

4. A che temperatura viene cotta la ceramica?

Dopo la modellazione, essicatura e rifinitura dell’oggetto in argilla, si procede con la fase di prima cottura della ceramica, detta anche cottura “a biscotto”.  Le ceramiche vengono accuratamente sistemate in un forno ceramico, che può raggiungere temperature  fino i 1500 °C. Il processo della cottura dura molte ore, perché è necessario che la temperatura segua curve di crescita e decrescita graduali e prestabilite. A seconda dell’argilla utilizzata per modellare l’oggetto vi è una specifica temperatura di cottura, di seguito alcune delle principali temperature:

  • Terracotta – si ottiene mantenendosi tra 960 e 1030 °C;
  • Terraglia tenera – si ha tra 960 e 1070 °C;
  • Terraglia dura – si ha tra 1050 e 1150 °C;
  • Gres – si ottiene tra 1200 e 1300 °C. Il Gres è un prodotto fortemente vetrificato, impermeabile e poco poroso;
  • Porcellana tenera – si ha tra 1200 e 1300 °C;
  • Porcellana dura – si ha tra 1300 e 1400 °C. Particolarmente usata nella ceramica industriale;
  • Ceramica High-Tech – si ottiene tra 1400 e 1700 °C, previo utilizzo di sostanze aggiuntive.

5. Cos’è la ruota del vasaio?

La ruota del vasaio o più comunemente detta “il tornio” è una macchina che veniva costruita in pietra per essere utilizzata nella modellazione dell’argilla per dare una forma regolare alle ceramiche cilindriche come vasi, piatti, centrotavola, ecc. In pratica il panetto d’argilla veniva poggiato su una piastra di legno attaccata alla pietra e, da sotto con i piedi, il vasaio la faceva ruotare velocemente modellando l’argilla con le mani. Oggi i torni moderni sono simili a quelli dell’antichità, ma la rotazione del piatto superiore è generata da un motore elettrico. All’interno del laboratorio di ceramiche abruzzesi Liberati, il tornio è lo strumento di modellazione usato sia dal Maestro Giuseppe Liberati sia dal figlio Lorenzo, che si sta dedicando alla conoscenza di questa antica tecnica di lavorazione…e chissà se un giorno diventerà più abile del padre 😉

6. È possibile restaurare, rincollare o rinnovare la ceramica?

Restauro della ceramica presso Ceramiche LiberatiNon sempre. Ma spesso il Maestro Giuseppe riesce a fare dei miracoli ;-). Scherzi a parte, restaurare o rincollare un oggetto in ceramica è molto difficile soprattutto quando si spera di ottenere un risultato “invisibile”. Dipende dal tipo di argilla utilizzata per realizzare il pezzo, dagli smalti con i quali è stato smaltato e dai colori ceramici con cui è stato dipinto. Spesso le ceramica che si prestano di più ad essere restaurate sono proprie quelle realizzate artigianalmente. Per maggiori informazioni sul restauro della ceramica vi consiglio l’articolo blog dedicato al restauro della ceramica o, se preferite, contattate il Laboratorio via mail info@liberati.net o su uno dei canali social per valuterete insieme al Maestro la possibilità di far rinascere una ceramica rotta.

7. È vero che i colori ceramici resistono ai raggi solari?

Si, è vero. Un manufatto in ceramica che sia un portaombrelli o un’opera d’arte, decorato e cotto a più di mille gradi non sbiadisce e non perde la lucidità del colore. Durane la cottura i colori essendo degli ossidi metallici, si fondono con l’argilla e vetrificano diventando cosi indelebili e super resistenti agli agenti atmosferici come umidità, sole o pioggia. Vi ricordo anche che tutte le ceramiche della categoria oggettistica possono essere lavati in lavastoviglie a basse temperature senza nessun rischio per il decoro o per l’integrità dell’oggetto stesso.

8. Cos’è la stampa digitale su ceramica?

La stampa digitale su ceramica è una delle più moderne tecniche di decorazione della ceramica. Qualsiasi immagine fotografica o un disegno digitalizzato, di tutte le dimensioni, possono essere riprodotti su ceramica. Solo per le composizioni più grandi, come pannelli o murales, l’immagine sarà divisa e ricomposta su più mattonelle. Il processo di realizzazione della stampa digitale su ceramica prevede diverse fasi e richiede abilita grafiche per la parte digitale e manuali per l’applicazione stessa. La fotoceramica è molto richiesta per la decorazione di gadget e souvenir perché rispetto alla decorazione manuale riproduce l’immagine in modo preciso,con costi ridotti. Questa tecnica è molto usata anche per la realizzazione di numerazione civica e araldica, nonché fotoceramica cimiteriale in ricordo dei defunti. Anche in questo caso, nella cottura dell’oggetto i colori fondendosi con gli smalti, diventano indelebili e resistenti agli agenti atmosferici.

9. Qual’è la differenza tra la ceramica e la porcellana?

Con il termine “ceramica” comunemente vengono definiti tutti gli oggetti realizzati in maiolica, porcellana, grès, ecc. Dal punto di vista tecnico, la ceramica è un materiale inorganico, non metallico, duttile allo stato naturale e rigido dopo la fase di cottura. Le principali tipologie di ceramiche sono: la terracotta o coccio, la terraglia, la maiolica, il gres e la porcellana che a sua volta può essere a pasta tenera o dura. La porcellana, quindi, è un particolare tipo di ceramica, che si ottiene a partire da impasti con presenza di caolino e feldspato, cotto a temperature tra i 1300 e i 1400 °C. La porcellana dura è formata da un impasto di caolino + feldspato + quarzo e richiede una temperatura maggiore di 1280 °C; la porcellana tenera si cuoce intorno ai 1200 °C. Inoltre, la porcellana è uno tra i più noti ed importanti prodotti di origine ceramica che dopo la cottura acquistano notevole durezza e una grande resistenza agli agenti esterni.

Laboratorio di ceramica in Abruzzo Ceramiche Liberati

10. In quanto tempo si diventa ceramisti?

Un ceramista, un vero Maestro ceramista, non smette mai di imparare e sperimentare. Non esiste un tempo in cui si può imparare questo meraviglioso mestiere, dipende molto dalla predisposizione personale e dalla manualità che ha la persona. Per poter essere un buon “ceramista”, si dovrebbe conoscere molte tecniche di lavorazione dell’argilla, avere conoscenza delle materie prime e delle varie tecniche di cottura della ceramica. A tutti i curiosi consiglio di partecipare agli OpenDay che organizzano i laboratori e le botteghe della ceramica nella vostra zona per farvi un’idea generale sulle fasi di lavorazione e partecipare anche ai corsi di ceramica, sia modellazione sia decorazione. Seguite la pagina ufficiale di Ceramiche Liberati su Facebook per essere aggiornati sulle novità del laboratorio.

Per qualunque altra curiosità o domanda potete scrivermi qui sotto nei commenti e vi risponderò al più presto. Vi lascio con questa breve, ma profonda citazione del simpatico Charlie Brown:

“Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande.” 😉

A presto!
Vostro, Mani.

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