Curiosità, Tradizioni

EVOLUZIONE DELLA CERAMICA: impegno creativo e il senso dell’artigianato

Laboratorio di ceramica in Abruzzo Ceramiche Liberati

EVOLUZIONE DELLA CERAMICA: l’impegno creativo e il senso dell’artigianato nel terzo millennio

Salve amici,

di certo il vostro Mani non poteva non salutarvi prima della fine di questo fantastico anno 2016. Ci conosciamo ancora da poco, ma il nostro sarà un lungo viaggio insieme, alla scoperta delle Ceramiche Liberati e del magico mondo dell’evoluzione della ceramica, come già detto, sono e sarò la vostra “spia” all’interno del laboratorio, imparerete a conoscermi man mano…chissà forse troverò il coraggio di farmi vedere quanto prima…sapete…sono un pò timido!

Il 2016 è stato un anno ricco di soddisfazioni per il laboratorio Liberati, numerose le mostre ed esposizioni di portata nazionale e internazionale, tra questi ricordiamo la mostra internazionale d’arte contemporanea “Art for Peace”, per passare alla partecipazione del giovane Lorenzo (figlio di Giuseppe) al concorso Misericordia indetto dall’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, dove è stato vincitore della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, senza dimenticare l’invito in Canada da parte del Console di Toronto, in occasione dell’Italian National Day – Casa Loma in rappresentanza dell’artigianato italiano di qualità, grazie anche alla stretta collaborazione con “Made in Italy for me”, ed in ultimo ma solo in ordine cronologico la menzione ottenuta nella Galleria delle 100 eccellenze italiane nella categoria relativa alla ceramica, riconoscimento patrocinato dal Consiglio dei Ministri. Non voglio annoiarvi con elenchi tipici della “lista della spesa”, infatti anziché continuare a raccontarvi tutto quello che è accaduto nell’anno, vi annuncio che è stata dura, ma Ceramiche Liberati ha superato brillantemente tutte le prove e ha contribuito ancora una volta all’evoluzione della ceramica, creando nuovi stili e nuove tendenze. Vi propongo un brevissimo video, che vuole essere una raccolta di alcuni dei momenti che raccontano l’intenso anno lavorativo.

Tra decine di appuntamenti e mille impegni, alla fine sono riuscito anche ad intervistare personalmente il Maestro ceramista Giuseppe Liberati, che con molta modestia e disponibilità ha risposto alle mie domande. Questa è stata la conversazione all’interno del laboratorio dell’artista abruzzese.

Mani: In ogni arte sembra esserci un serbatoio di idee dentro il quale l’artista pesca stimoli e intuizioni per la realizzazione delle proprie opere. Nell’arte della ceramica in generale, e nella tua in particolare, da cosa è data la spinta propulsiva per la creatività?

Giuseppe: Intanto caro Mani, volevo ringraziarti per essere diventato il nostro portavoce, e per il tuo impegno nel diffondere la cultura della ceramica tra gli appassionati e non. Credo che la creatività nasca da sentimenti interiori e innati, che vengono poi influenzati da stimoli esterni. E’ da questo dialettico interscambio tra interno ed esterno che si sviluppa il continuo evolversi di idee e sensazioni, controllati dall’impulso soggettivo dell’artista, nel mio caso specifico dal mio personale impulso, che porta alla realizzazione di un’opera d’arte in ceramica. Insomma, la spinta propulsiva data da quella che i romantici chiamavano, con un termine oggi caduto in disuso, “la vocazione per il proprio mestiere e per la propria arte”.

Mani: Evoluzione della ceramica… anche la ceramica evolve, quali sono le idee innovative in base alle quali progetti e realizzi le tue opere?

Giuseppe: Stare al passo con l’evoluzione implica innanzitutto una buona conoscenza delle tecniche tradizionali della ceramica e di quelle più recenti, poi una conoscenza quanto più approfondita di tutta la storia della ceramica. Ma, sono riuscito nel tempo, e cerco in questo senso di migliorarmi continuamente, nel fondere la ceramica con altri materiali è dovuto proprio a questi due requisiti. Da qui, solitamente, che prende inizio l’evoluzione della ceramica, nei stili e nelle tecniche di lavorazione.

Mani: Ma come convivono nelle tue creazioni forme e contenuti della tradizione con le modificazioni del gusto, che inevitabilmente si formano nel tempo, soprattutto in questa nostra epoca della multimedialità e dell’immagine?

Giuseppe: Non ho mai rinnegato la ricerca e gli studi fatti dai ceramisti del passato. E’ grazie ad essi che a fatica si è formata la nostra cultura e tradizione, nel continuo tentativo di migliorare forme e decori. Ma nelle stesso tempo la ceramica, come ogni forma d’arte che sia veramente autentica, non può essere solo tradizione, ma deve aprirsi al tempo in cui l’opera e ciò che la circonda, si adatti alle esigenze degli uomini che vivono la contemporaneità e che nutrono desideri, bisogni, passioni e quant’altro, diversi da chi li ha preceduti. Per queste ragioni ritengo che la ceramica sia anche e soprattutto, per il vero artista, innovazione e personalizzazione, creativa ed estetica, l’arte pura in continua evoluzione.

Mani: A proposito di critici, appassionati e semplici clienti, come si salda l’elemento estetico-creativo a quello più strettamente commerciale?

Giuseppe: Chi visita il nostro laboratorio avverte subito il fatto che in esso si sono sviluppate parallelamente due linee di manufatti: una più tradizionale e che si rivolge ad un pubblico più ampio e l’altra più creativa e senz’altro più personale. Per quest’ultima non mi sono mai posto seriamente il problema se ci fosse una committenza e un mercato, perché realizzarli appaga me stesso. A distanza di tempo posso comunque affermare con serenità di essere stato molto fortunato, visto che i lavori che creo riscuotono il consenso dei critici, appassionati e clienti. Sono davvero orgoglioso di poter dare il mio contributo artistico all’evoluzione della ceramica.

ManiAppartengono alla tua produzione alcune opere squisitamente estetiche. Mi riferisco in particolare ai monumenti da te realizzati, qual è il messaggio che hai voluto trasmettere con essi?

Giuseppe: La sensazione, o come tu dici il “messaggio”, che ho inteso trasmettere a chi ammira una mia opera, sia esso un monumento, o un altro manufatto di ceramica, è di pace, serenità, uguaglianza, rispetto e gioia di vivere. Sono questi, ritengo, i sentimenti che possono e devono migliorare la vita dell’uomo. E’ partendo da questi concetti che cerco di non dare mai un’immagine ben definita, un significato concluso in se stesso, alle mie opere e ricorro a simboli “atemporali” che tentino di legare il passato al futuro.

Mani: Concludiamo tentando di fare un bilancio della tua esperienza fin qui acquisita. Alla luce del passato quali credi che saranno i traguardi ancora da raggiungere?

Giuseppe: Come più volte ribadito, nel mio mestiere non c’è un punto d’arrivo e prefiggersi dei traguardi significherebbe limitare la creatività. L’unico impegno che ho preso con me stesso è quello di continuare per tutta la vita nel campo dell’arte e della ceramica, cercando di trasmettere agli altri belle sensazioni ed energie positive. Nel bilancio della mia attività, di sicuro una nota positiva come ben sapete è che vi è stato l’ingresso anche dei miei figli che, seguendo le mie orme, stanno cercando di avviare nuovi interessanti progetti ed idee creative, contribuendo così all’evoluzione della ceramica italiana… che scoprirete quanto prima!

Voglio ringraziare nuovamente il Maestro Giuseppe per la sua piena disponibilità, un altro tassello del laboratorio Ceramiche Liberati è stato inserito. Come di consueto voglio concludere con una frase:

Ogni sogno a cui rinunci è un pezzo del tuo futuro che smette di esistere (Steve Jobs).

BUON ANNO A TUTTI VOI!
Vostro, Mani.

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