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Ceramica Made in Italy: artigianale e sicura

ceramica made in Italy di Ceramiche Liberati

Ceramica Made in Italy: artigianato e sicurezza alimentare

Salve amici della ceramica!

Oggi vi vorrei parlare di un argomento importante: la nostra salute! In questo articolo scoprirete quali norme devono essere rispettate nella produzione della ceramica destinata ad uso alimentare, ovvero i cosiddetti oggetti “MOCA”, e vi darò qualche consiglio sul come capire se l’oggetto in ceramica è  stato prodotto in modo artigianale. Vi parlerò, inoltre, anche della Certificazione di idoneità degli smalti ceramici…

Le ceramiche artigianali provenienti dal Laboratorio Liberati sono tutte firmate a mano con la scritta “Liberati – Villamagna” sul retro o sul fondo. Tutti gli oggetti prodotti da Ceramiche Liberati sono interamente Made in Italy e sono realizzati con materie prime di altissima qualità e nel rispetto della migliore tradizione della lavorazione artigianale della ceramica.

Il consumatore si trova sempre più sommerso dall’offerta di oggettistica in ceramica da cucina, che spesso viene proposta a prezzi stracciati, per questo motivo occorre essere più che mai informati e consapevoli sulle scelte che si fanno. Piano piano sto diventando esperto anche io, ma ammetto che non è sempre facile riconoscere la ceramica artigianale da quella industriale, quest’ultima spesso di provenienza “Made in China”. Vi darò alcune indicazioni di base per poter valutare e capire se si tratta di un oggetto artigianale e vi suggerirò quali domande sono da fare al venditore per sapere se l’oggetto ceramico è adatto all’uso alimentare, come ad esempio: piatti, vassoi, barattoli, tazze, tazzine, ecc. Come accennavo prima, infatti, con il termine MOCA, che letteralmente significa “materiali e oggetti a contatto con gli alimenti”, vengono definiti tutti i materiali e oggetti che entrano in contatto con gli alimenti, solidi o liquidi, ed è importante sapere che la loro produzione e commercializzazione è disciplinata da norme e provvedimenti sia nazionali sia europei.

I requisiti generali sono regolati dalla norma comunitaria del Regolamento (CE) n. 1935/2004, mentre per ogni tipo di materiale esistono specifiche e disposizioni dettagliate. In breve il regolamento stabilisce che tutti gli oggetti e materiali destinati ad uso alimentare debbano essere prodotti rispettando le buone pratiche di fabbricazione e non trasferire agli alimenti componenti che potrebbero costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari oppure implicare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche. Ma non finisce qui, difatti, al fine di garantire la sicurezza dei MOCA e per favorire la libera circolazione delle merci, nell’Unione europea (UE) sono attivi una serie di requisiti legali e forme di controllo anche riguardo gli imballaggi.

Per quanto riguarda la ceramica, più precisamente quella destinata a entrare in contatto con gli alimenti e che, nel Laboratorio Liberati, viene definita oggettistica per la cucina, la norma più recente fa riferimento alla Direttiva 2005-31 del 30 aprile 2005, recepita in Italia il 30 aprile 2006. La Direttiva in questione non modifica i limiti di cessione di cadmino e piombo stabiliti da ISO 6486 (1999) bensì prevede che gli oggetti in ceramica destinati  al contatto con gli alimenti devono essere accompagnati da una dichiarazione scritta nelle varie fasi di commercializzazione. Questo tipo di dichiarazione può essere richiesta sia al produttore sia al venditore che abbia sede in UE e deve necessariamente contenere le seguenti informazioni:

  • nome e indirizzo dell’impresa che fabbrica l’oggetto di ceramica finito e/o dell’importatore;
  • identità dell’oggetto;
  • data della dichiarazione;
  • attestato che l’oggetto di ceramica soddisfa le norme i materia (Direttiva 84-500 e regolamento 2004-1935).

Per visionare il regolamento completo vi consiglio di visitare il sito ufficiale di Federceramica.

Sulla base del nuovo Regolamento-quadro, sull’oggetto in ceramica che verrà utilizzato a contatto con gli alimenti, deve essere scritto il nome e l’indirizzo del produttore. Inoltre, queste informazioni devono apparire sui materiali o negli imballi, in un’etichetta o bollo applicata sul prodotto oppure in un documento, cosiddetto “cartellino” che si trovi nelle immediate vicinanze del prodotto e che sia chiaramente visibile dal consumatore. In pratica, anche se sul piatto o altro oggetto ceramico MOCA non vi è alcuna indicazione sul produttore stampigliata sul retro, questo può essere commercializzato purché ci sia un cartellino con il nome e l’indirizzo dell’importatore o del venditore in modo da permettere la tranciabilità e la provenienza dell’oggetto.

Cari amici della ceramica, nessuno di noi deve essere esperto di norme e regolamenti, dobbiamo solo sapere che c’è qualcuno (in questo caso il Governo e l’Unione Europea) che pensa a come salvaguardare e tutelare la nostra salute. Nulla toglie però che tutti noi dobbiamo comunque stare attenti nelle nostre scelte (ceramica Made in Italy o importata), sapere che tipo di informazioni e/o conferme chiedere a un produttore (Certificazione di conformità) per acquistare un prodotto di qualità.

Caratteristiche della ceramica Made in Italy artigianale

Vediamo insieme quali sono le principali caratteristiche da valutare nel momento in cui si sceglie la vera ceramica artigianale? La nostra Italia, il clima e la bellezza che da sempre hanno favorito l’espressione artistica in tutte le epoche, continua ad essere una fucina di idee che le sapienti mani degli artigiani trasformano in oggetti e opere d’arte uniche. “L’italianità” è anche espressione della creatività personale, della passione e del talento innato che insieme alle competenze tecniche ed esperienze si trasformano nel vero Made in Italy. Scegliere un prodotto artigianale significa condividere i valori e apprezzare l’impegno con cui vengono pensate e create dagli stessi artigiani che mettono l’anima in ogni loro creazione.

Provenienza della ceramica

La prima cosa su cui informarsi per riconoscere la ceramica artigianale di qualità è la provenienza e soprattutto il nome del produttore, questi sono i primi indicatori necessari per comprendere se la ceramica è stata realizzata in Italia e poter risalire con certezza all’Azienda produttrice è sicuramente una garanzia in più. Se sul cartellino o sul timbro dell’ oggetto non è indicata la provenienza  o il nome del fabbricante, è meglio non fidarsi.

Imperfezioni sullo smalto

Nel laboratorio Liberati cercano di rendere ogni  creazione  perfetta, nonostante la lavorazione manuale! Ma una giusta e seria valutazione della qualità del prodotto consiste anche nell’apprezzare alcune piccole imperfezioni, perché sono indicatori di una lavorazione artigianale della ceramica. Naturalmente se le piccole imperfezioni si trasformano in “grandi imperfezioni” si tratterà di difetti e l’oggetto non dovrebbe essere venduto. La scelta aziendale del laboratorio Liberati difatti, da sempre, è quella di scartare la ceramica c.d. “difettata o fallata” evitando anche di metterla in vendita come seconda scelta.

Odore della ceramica

La ceramica è un materiale inodore, quindi, se durante l’utilizzo sentite un cattivo odore, bisogna evitarne l’uso. Per quanto riguarda le pentole e/o i tegami  di “coccio” si raccomanda di non lavarli mai in lavastoviglie e di non lasciare mai cibi dopo la cottura, come solitamente si fa con le pentole d’acciaio.

Esteticità del decoro

I manufatti in ceramica funzionale realizzati in modo artigianale oltre ad essere oggetti di altissima qualità  sono utili,  raffinati e  adatti ad ogni ambiente. Un vero manufatto artigianale è personalizzabile nella forma (quasi sempre), nel colore (spesso)  e nel decoro (sempre). Gli oggetti realizzati con le materie prime di qualità e destinati a venire a contatto con gli alimenti sono lavabili in lavastoviglie a max 60 gradi, si raccomanda comunque di maneggiarli con cura per evitare che urti accidentali possano sbeccarli.   

Secondo alcuni dati, riferiti alla popolazione italiana e  calcolati per una vita media di 82 anni, passiamo 4 anni della nostra vita a cucinare e 6,5 anni a mangiare. (Anonimo)

A presto!
Vostro, Mani.

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